Il ritorno di Fable si avvicina sempre di più e Playground Games ha le idee chiare su come riportare in scena l'ironia britannica che ha caratterizzato la trilogia originale di Lionhead. Durante l'Xbox Developer Direct di ieri, lo studio ha svelato un approccio narrativo decisamente inedito per un videogioco: l'integrazione di interviste in stile mockumentary direttamente nel gameplay, prendendo ispirazione da una delle sitcom più iconiche degli ultimi vent'anni. Non si tratta solo di un espediente promozionale per i trailer, ma di una vera e propria meccanica narrativa che accompagnerà i giocatori durante tutta l'avventura ad Albion.
Ralph Fulton, founder e general manager di Playground Games, ha spiegato a Xbox Wire come il team abbia attinto a piene mani dal repertorio delle comedy britanniche del ventunesimo secolo. Tra i riferimenti principali spiccano The Office, Peep Show e The IT Crowd, serie che hanno saputo esportare l'umorismo british in tutto il mondo senza perdere la loro identità distintiva. L'obiettivo è chiaro: mantenere quel mix di humor deadpan e assurdo che ha reso memorabili i primi capitoli della saga, adattandolo però alle sensibilità narrative moderne.
La vera novità sta nell'implementazione delle tecniche cinematografiche tipiche del mockumentary. Come si può vedere nel trailer mostrato all'Xbox Games Showcase del 2026, personaggi come Humphrey the Golden – interpretato da Matt King di Peep Show – si rivolgono direttamente alla camera in quello che Fulton definisce uno stile di humor che raramente trova spazio nei videogiochi tradizionali. Questa scelta stilistica permette di inserire battute e dettagli caratteriali in modo più naturale rispetto ai tradizionali dialoghi in-game.
L'approccio ricorda inevitabilmente la tecnica resa celebre da Ricky Gervais e Stephen Merchant nella versione BBC originale di The Office, poi esportata con enorme successo anche oltreoceano. Gli sguardi in macchina e le confessioni ai giocatori non saranno quindi limitati ai materiali promozionali, ma costituiranno un elemento narrativo ricorrente. Fulton ha sottolineato come questo espediente permetta di veicolare informazioni che risulterebbero goffe o forzate in un dialogo tradizionale, mantenendo la fluidità dell'esperienza.
La scelta di puntare su attori provenienti dal panorama comedy britannico rappresenta un ulteriore segnale di come Fable voglia differenziarsi nel sempre più affollato panorama degli action-RPG occidentali. L'identità culturale del gioco diventa così un elemento distintivo tanto quanto le meccaniche di progressione del personaggio o il sistema di moralità che ha caratterizzato la serie fin dal primo capitolo del 2004.
Playground Games ha inoltre confermato che tutti i 1.000 NPC presenti nel gioco saranno sposabili dal protagonista, una feature che dimostra l'ambizione dello studio nel creare un mondo reattivo e interconnesso. Con l'uscita prevista per l'autunno di quest'anno su PC, Xbox Series X|S e Playstation 5, il reboot di Fable si prepara a ridefinire gli standard narrativi del genere, portando nel gaming tecniche cinematografiche finora inesplorate in questo contesto. L'attesa nella community è palpabile, soprattutto tra chi ricorda con affetto l'humor irriverente dei capitoli originali e desidera vedere come Playground saprà reinterpretare quella formula per una nuova generazione di giocatori.