10 0 7.8 Far Cry New Dawn
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PlayStation 4

Far Cry New Dawn Recensione


Far Cry New Dawn
Genere
Sparatutto in prima persona
Piattaforma
PS4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Ubisoft Montreal
Editore
Ubisoft
Data di Uscita
15/02/2019
La recensione di Far Cry New Dawn: Hope County è pronta a rinascere e prosperare ma la minaccia delle gemelle Mickey e Lou è reale.

Far Cry 5 ha apportato alcuni cambiamenti degni di nota alla serie ma, nel complesso, non ha deviato molto da una formula ormai consolidata cui i giocatori sono stati messi di fronte per quasi un decennio. Questo il motivo per cui l’annuncio improvviso, durante i Game Awards 2018, di Far Cry New Dawn ha generato – almeno in chi vi scrive – una discreta perplessità mista a scetticismo. La domanda era piuttosto scontata: in che modo questo titolo post-apocalittico si sarebbe differenziato non soltanto nel genere che rappresenta, ma nello stesso contesto utilizzato anche in altri giochi di immediata uscita (Metro Exodus e RAGE 2)?

La risposta si trova più nell’estetica che non nelle meccaniche, le quali pur godendo di qualche novità non offrono molto alla struttura: forte di colori luminosi dove il rosa domina una palette cromatica che sottolinea la volontà di rinascita in una Hope County piegata, Far Cry New Dawn è per certo visivamente invitante. Sarà stato sufficiente a convincerci?

Ponendosi come un seguito delle vicende raccontate nel capitolo precedente, Far Cry New Dawn vedrà il ritorno di non pochi volti familiari in una versione re-immaginata di Hope County che pur non essendo così netta nella propria diversità, basta perché i giocatori ne percepiscano il cambiamento. Ambientato diciassette anni dopo la caduta delle bombe che hanno cancellato l’umanità al termine di Far Cry 5, il protagonista senza nome (completamente personalizzabile) fa parte di uno dei pochi gruppi che dal sottosuolo ha fatto ritorno nel mondo esterno per vedere la luce del sole e ricostruirsi una vita.

La mancanza di ogni interferenza umane ha permesso alla natura di riprendere il sopravvento ed evolversi per adattarsi a questa nuova realtà, dipingendo una contea che colpisce per l’azzurro intenso del cielo e il verde brillante della vegetazione, oltre alla gradevole tonalità radioattiva che rende gli animali mutati visibili a distanza di chilometri. Del resto un’esplosione nucleare lascia dietro di sé qualche strascico.

Il gioco ci inserisce dunque in un contesto di rinascita, caratterizzato appunto dalla sua palette di colori, ma l’illusione è di breve durata perché non tarderemo a essere coinvolti in scontri a fuoco ed esplosioni di sorta: nonostante la sua ritrovata bellezza, Hope County è tutt’altro che pacifica. L’ascesa di nuovi insediamenti ha inevitabilmente portato all’emergere di fazioni rivali e soprattutto fuorilegge, ben determinate a marcare il loro dominio sul territorio incuranti della scia di sangue che si lasciano alle spalle. Il disastro nucleare e una quasi estinzione del genere umano non ha insegnato nulla, anzi, il mondo ora selvaggio in qualche modo giustifica la brutalità di chi vive sulle spalle degli altri.

Se Joseph Seed, nella sua inflessibile severità, a modo proprio si prendeva cura dei suoi accoliti, le gemelle Mickey e Lou introdotte come antagoniste di questo capitolo si muovono seguendo nient’altro che la violenza: a capo di una branca particolarmente agguerrita e feroce dei Guerrieri della Strada, si prendono ciò che vogliono, quando lo vogliono e naturalmente come vogliono. Opposte nel carattere, un tropo già visto quando si inseriscono dei gemelli, uccidono chiunque si opponga a prescindere di chi si tratti – persino i loro stessi uomini.

Narrativamente parlando, grazie anche a un piccolo flashback, si sarebbero potute dimostrare personaggi almeno di pari valore a quelli di Far Cry 5: purtroppo non è così, la caratterizzazione di entrambe è piatta e scontata, fatta di modi bruschi e toni duri, che nelle poche sequenze in cui di fatto si è portati a incontrarle non riesce a risaltarle in alcun modo. La loro minaccia verso Prosperity – l’insediamento che sarà anche l’hub principale del gioco – è tante chiacchiere e poca azione, se non altro meno di quella che ci si sarebbe aspettati. Siamo ben lontani dal carisma di Joseph Seed o dalla crudeltà di Pagan Min, la loro presenza si percepisce più come un ostacolo atto a giustificare il vero obiettivo di Far Cry New Dawn: chiudere il cerchio di Eden’s Gate, spingendoci alla scoperta di ciò che è stato per chiudere davvero i conti con il passato e guardare a un nuovo futuro. La parte di trama in merito agli edeniti, che si intreccerà con quella sui Guerrieri della Strada, è la più interessante ma piuttosto scontata nella propria conclusione.

Far Cry New Dawn mutua tanti aspetti dal gioco precedente. Chi ha già vissuto l’avventura del Vice nella sua lotta contro Joseph Seed si trovera dunque ancora una volta ad avere a che fare con la conquista degli avamposti, l’uso dei mercenari per aiutarci nei combattimenti (alcuni sono facce già note mentre altri, principalmente gli animali, andranno a sostituire quelli precedenti) e un garage ben fornito di mezzo con i quali attraversare in lungo e in largo Hope County.

Questa volta però combattiamo per una ragione ben precisa, la salvaguardia di Prosperity: l’insediamento simbolo della lotta per la vita e della resistenza al potere delle gemelle deve migliorarsi se vuole sperare di sopravvivere in un mondo che non fa sconti, e per farlo è necessario ottenere Etanolo. Tutto, nel gioco, dipende da questa inestimabile risorsa: sia la progressione delle strutture, che a loro volta influenzeranno la nostra efficacia dentro e fuori dai combattimenti, sia il miglioramento di determinate armi o l’acquisto delle indispensabili mappe che ci aiuteranno nella nostra costante ricerca di risorse.

Il crafting e la raccolta di risorse sono i principali cambiamenti di questo capitolo, assieme all’introduzione di alcuni elementi GdR sulla falsa riga di quanto accaduto in Assassin’s Creed: Origins prima e Assassin’s Creed: Odyssey dopo. Sotto questo aspetto Far Cry New Dawn diverte e coinvolge, soprattutto grazie al bilanciamento dei livelli armi/nemici che permette uccisioni immediate.

Di pari passo c’è anche la progressione del personaggio, che grazie all’ottenimento di Punti Tratto può sviluppare diverse abilità (alcune cumulabili) che concorrono a rendere il gioco più accessibile anche nel momento in cui la difficoltà s’impenna, soprattutto per chi si prefissa fin da subito di esplorare tutta la mappa. I PT si ottengono principalmente completando le sfide del gioco, ma anche correndo al salvataggio dei civili caduti nelle grinfie dei Guerrieri della Strada e risolvendo gli enigmi legati alla scoperta di alcuni tesori sparsi ovunque in Hope County.

Nella sua semplicità, l’approccio GdR funziona bene lungo corso dell’avventura ma non porta alcuna grande innovazione: è un qualcosa che sa di già visto e pur rinvigorendo quella struttura comprovata da anni all’interno della serie, è molto facile raggiungerne l’apice. In questo aiutano gli Avamposti e le Spedizioni, soggetti a loro volta alla progressione per livelli. Entrambi hanno l’utile funzione di farci guadagnare risorse in gran quantità e ogni volta che sono completati saliranno di grado, aumentando la difficoltà in virtù di un successivo ritorno. La completa libertà di approccio permette al giocatore di affrontare le situazioni come meglio preferisce e, tirando le somme, risultano essere molto più coinvolgenti degli eventi principali.

Far Cry New Dawn è un buon gioco, di questo siamo sicuri, ma cade un po’ nel concetto di “more of the same” che bene o male caratterizza l’intera serie: di per sé non sarebbe un problema se, a sostenerlo, ci fosse quantomeno un comparto narrativo solido. Al di là però di chiudere quanto lasciato in sospeso nel quinto capitolo e presentare un paio di momenti interessanti, la scrittura non raggiunge gli ottimi livelli – soprattutto in merito ai personaggi – di Far Cry 5. Se siete amanti dell’esplorazione e soprattutto disposti a mettervi alla prova ripetendo Avamposti e Spedizioni fino a raggiungere il massimo livello disponibile, non c’è motivo per cui trattenervi: dopotutto, anche ai fini della trama, è necessario essere ben preparati e per farlo servono risorse, dunque bisogna andare a rubarli a chi per primo le ha sottratte.

Tecnicamente si mantiene sui livelli del titolo principale in termini di grafica, gameplay e struttura: se avete apprezzato il viaggio di andata a Hope County, con tutto quello che comportava, non sarete delusi dal ritorno. Un punto sul quale ci sentiamo di esprimere perplessità è il prezzo: il gioco può essere vissuto anche come avventura a sé stante, senza per forza aver giocato al quinto capitolo, ma a voler fare un confronto il rapporto qualità/prezzo ne esce sconfitto. Far Cry 5 ha più aspetti positivi e se siete dei nuovi giocatori vi converrebbe cominciare prima da quello. A chi invece lo conoscesse già e si volesse cimentare nello stesso tipo di intrattenimento, invece, lo consigliamo al netto delle critiche esposte. Far Cry New Dawn è una bella esperienza, forse non tanto quanto avrebbe potuto esserlo con qualche accorgimento in più.

Far Cry New Dawn

Far Cry New Dawn racconta gli eventi diciassette anni dopo Far Cry 5. Hope County è pronta a rinascere e prosperare ma la minaccia delle temibili Gemelle mette a rischio la comunità di Prosperity: aiutate i sopravvissuti e chiudete finalmente il cerchio aperto a suo tempo da Joseph Seed.

7.8
7.8
Verdetto

Far Cry New Dawn è il diretto seguito, diciassette anni dopo, degli eventi raccontati in Far Cry 5: questo lo porta a somigliargli sotto molti aspetti, prendendone dunque i pregi - non tutti - ma al tempo stesso i difetti. Nel complesso è un'avventura che vi coinvolgerà soprattutto dal punto di vista narrativo, poiché chiude il cerchio aperto da Joseph Seed. Laddove però Far Cry 5 metteva in campo una notevole scrittura grazie anche a comprimari estremamente convincenti (Faith su tutti), questo spin-off risulta essere un gradino sotto. La storia delle gemelle Mickey e Lou viene lasciata alla nostra comprensione con i pochi indizi che il gioco ci dà, ma entrambe mancano di quella complessità, di quel fascino che non solo Joseph Seed ma gli stessi suoi Araldi mostravano. Rispondono con la violenza e nient'altro, in un mondo dove cane mangia cane, senza alcun sottotesto che possa renderle più interessanti. Lato gameplay, Far Cry New Dawn mutua tantissimi aspetti dal precedente - non tutti in maniera positiva - ma lo fa in una mappa più ridotta rispetto a Far Cry 5. Questo rende il gioco piuttosto longevo per essere uno spin-off ma, pur con tutte le difficoltà del caso e anche prendendosi del tempo esplorare in cerca di risorse con cui migliorare Prosperity, quindici ore sono più che sufficienti per scoprire tutti i segreti del gioco. Il resto del tempo servirà per il completismo. Far Cry New Dawn è, insomma, un piccolo passo indietro rispetto a Far Cry 5: lo penalizzano soprattutto una scrittura meno ispirata, una struttura che sa di già visto nonostante i toni GdR e un prezzo che, al netto di tutto, risulta un po' eccessivo.

Pro

- Tecnicamente convincente
- Interessanti la gestione di Prosperity e le meccaniche GdR
- La trama è buona

Contro

- La scrittura però non è ai livelli di Far Cry 5
- Poche vere novità aggiunte
- Strutturalmente non innova granché