Il mondo dei JRPG si prepara a una svolta significativa: Final Fantasy VII Rebirth arriverà su Nintendo Switch 2 il 3 giugno, con preordini già disponibili da oggi. Square Enix accelera drasticamente i tempi rispetto alla strategia adottata con il primo capitolo della trilogia, che ha richiesto quasi sei anni prima di abbandonare l'esclusiva PlayStation. Una mossa che testimonia come il publisher giapponese stia rapidamente ricalibrando la propria strategia multipiattaforma, puntando a massimizzare la portata commerciale del remake più ambizioso della sua storia.
La notizia assume particolare rilevanza se contestualizzata con il lancio di Final Fantasy VII Remake su Switch 2 e Xbox Series X|S avvenuto appena il 22 gennaio. In meno di cinque mesi, i possessori della nuova console ibrida Nintendo potranno già accedere al secondo capitolo, un cambio di passo radicale per Square Enix che storicamente ha privilegiato lunghe finestre di esclusività PlayStation. Il director della serie Naoki Hamaguchi aveva già anticipato l'arrivo sia di Rebirth che del terzo capitolo ancora senza titolo sulla piattaforma Nintendo, ma la rapidità della pubblicazione sorprende positivamente.
La sfida tecnica per portare Rebirth su Switch 2 appare sulla carta più complessa rispetto al primo episodio. Il gioco è nato originariamente come esclusiva console per PlayStation 5, sfruttando l'hardware di nuova generazione per creare ambienti open world vasti e tecnicamente ambiziosi. Tuttavia, Hamaguchi si è dimostrato fiducioso riguardo alla qualità della versione Switch 2, affermando in un'intervista dello scorso anno che l'esperienza sarà "altrettanto di alta qualità quanto il primo gioco, se non superiore".
Il segreto dietro questa ottimizzazione risiede nel lavoro svolto per le versioni PC e Steam Deck. Secondo il director, l'esperienza maturata nel rendere il gioco scalabile su diverse configurazioni hardware ha fornito gli strumenti necessari per affrontare le specifiche della console Nintendo. Square Enix ha sviluppato internamente una tecnologia che ricorda il sistema Nanite implementato nell'Unreal Engine, permettendo un adattamento dinamico della complessità grafica in tempo reale.
Questa soluzione tecnica consente al motore grafico di modulare automaticamente dettagli come il numero di poligoni visualizzati e la risoluzione delle texture, garantendo stabilità del frame rate anche su hardware meno potente. Il team ha poi applicato ulteriori ottimizzazioni manuali specifiche per Switch 2, costruendo sulla base del lavoro già completato per la prima iterazione del remake.
Hamaguchi ha evidenziato come la risposta positiva ricevuta dalla versione PC del primo capitolo abbia accelerato il processo di apprendimento: "Tutto quel lavoro di sperimentazione fatto su PC per garantire quelle prestazioni ci ha davvero aiutato, dandoci il know-how e la capacità di continuare su quella strada, riflettere su quanto appreso e magari spingerci ancora oltre in Rebirth e nel terzo gioco della serie". Il director ha voluto rassicurare esplicitamente i giocatori Nintendo, affermando che non devono preoccuparsi della qualità dell'esperienza che riceveranno.