MachineGames non ha dimenticato la saga che ha contribuito a ridefinire gli sparatutto in prima persona dai toni pulp. Dopo il successo di Indiana Jones e l'antico cerchio, lo studio svedese torna a parlare del futuro di Wolfenstein, confermando che il terzo capitolo della trilogia iniziata con The New Order nel 2014 è ancora nei piani, anche se i tempi di sviluppo moderni impongono scelte strategiche sempre più complesse. La conferma arriva direttamente dal director Jerk Gustafsson, che in un'intervista con GamesIndustry ha affrontato sia le ambizioni creative del team sia le inevitabili riflessioni sul tempo necessario per portare a termine progetti AAA nell'era attuale.
Durante la chiacchierata incentrata sul quindicesimo anniversario di MachineGames, Gustafsson ha sollevato una questione che tocca molti veterani dell'industria videoludica: il numero limitato di progetti che un game director può realisticamente completare prima della fine della propria carriera. Con cicli di sviluppo che ormai superano regolarmente i quattro anni per titoli di questa portata, le priorità diventano cruciali. "Ci sono così tante cose che vorrei fare, ma sto anche invecchiando, quindi non mi restano molti giochi da fare", ha ammesso con disarmante onestà, ipotizzando di avere forse due o tre progetti ancora davanti a sé.
La domanda sul destino di Wolfenstein 3 era quindi inevitabile, e la risposta di Gustafsson, pur cauta, ha confermato ciò che i fan della serie speravano di sentire. "La nostra intenzione è sempre stata quella di tornare a Wolfenstein. Volevamo completare la trilogia", ha dichiarato il director, aggiungendo un caveat temporale importante: "Quando lo faremo, non voglio commentarlo. Può essere ora, può essere più tardi, ma non abbiamo finito con questa serie". Una conferma che mantiene aperta ogni possibilità senza sbilanciarsi su tempistiche concrete.
La trilogia moderna di Wolfenstein ha rappresentato una delle più riuscite operazioni di revival nell'industria FPS, mescolando sparatorie adrenalitiche con una narrativa matura che ha esplorato temi di resistenza, identità e fascismo in chiave ucronicaPer i giocatori italiani, la serie ha sempre rappresentato un punto di riferimento per qualità del gunplay e world-building, nonostante alcune sensibilità culturali abbiano richiesto approcci localizzativi specifici su determinati simboli storici. Il secondo capitolo, The New Colossus del 2017, aveva alzato ulteriormente l'asticella sul fronte narrativo, lasciando la storia del protagonista BJ Blazkowicz in sospeso.
Parallelamente ai progetti videoludici, l'universo di Wolfenstein continua a espandersi anche su altri media. È attualmente in sviluppo una serie TV dedicata, con Todd Howard di Bethesda coinvolto nella supervisione creativa, anche se per ora i dettagli sulla produzione rimangono riservati. Si tratta di un ulteriore segnale dell'investimento a lungo termine che l'ecosistema Microsoft sta compiendo su questa proprietà intellettuale, ben oltre il singolo videogioco.