L'industria dei videogiochi si prepara a una piccola rivoluzione nel mondo delle console domestiche. Microsoft starebbe infatti progettando un sistema ibrido che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui i giocatori accedono ai contenuti digitali, e Epic Games ha già fatto sapere di voler essere della partita fin dal primo giorno. Steve Allison, responsabile dell'Epic Games Store, ha confermato in un'intervista a Game File che l'azienda è pronta a portare il proprio negozio digitale sulla prossima console Xbox sin dal lancio, a patto che Microsoft mantenga le promesse di apertura verso store di terze parti.
La dichiarazione di Allison assume particolare rilevanza se contestualizzata con i recenti sviluppi nel settore. A ottobre scorso, il popolare youtuber tecnologico Moore's Law is Dead aveva diffuso un video in cui mostrava quello che sostiene essere il processore principale della prossima Xbox, ipotizzando che Microsoft stia lavorando a un sistema ibrido capace di eseguire sia giochi della libreria Xbox tradizionale sia titoli PC provenienti da altri negozi digitali. Sarah Bond, presidente di Xbox, aveva successivamente alimentato queste speculazioni parlando con Mashable di un'esperienza "premium di fascia alta", accennando che alcuni concetti già applicati agli handheld Asus ROG Ally potrebbero influenzare la nuova console.
Gli handheld Asus ROG Ally e Ally X rappresentano infatti un modello interessante da studiare. Si tratta essenzialmente di PC portatili che all'avvio mostrano un'interfaccia Xbox, ma permettono agli utenti di accedere liberamente a piattaforme come Steam, GOG, Ubisoft Connect, Battle.net e l'EA App. Attualmente esiste un collegamento all'Epic Games Store anche su questi dispositivi, ma al momento rimanda semplicemente alla versione PC del launcher, priva di un'interfaccia ottimizzata per i controller.
Proprio su questo fronte Allison ha ammesso le lacune attuali della sua azienda. L'Epic Games Store non dispone ancora di applicazioni dedicate per questi dispositivi portatili, e il dirigente ha spiegato che la priorità aziendale rimane concentrata sul miglioramento complessivo dello store e del launcher nella sua versione desktop. Solo successivamente il team si dedicherà allo sviluppo di applicazioni native per gli handheld PC, un mercato in rapida espansione che sta attirando l'attenzione di tutti i principali attori del settore.
La prospettiva di vedere l'Epic Games Store sulla prossima console Microsoft rappresenta comunque uno scenario rivoluzionario per il mercato delle console domestiche, tradizionalmente caratterizzato da ecosistemi chiusi. Allison ha sottolineato che Microsoft sta comunicando apertamente la volontà di accogliere store di terze parti sulla propria piattaforma, e che Epic intende essere presente sin dal lancio con un'applicazione nativa che offrirà accesso all'intera libreria di giochi PC. Questo richiederà probabilmente lo sviluppo di software specifico che rispetti i requisiti tecnici imposti dalla casa di Redmond.
La mossa di Microsoft, se confermata, segnerebbe un distacco netto dalla filosofia che ha caratterizzato le console per decenni. Per comprendere la portata del cambiamento, basta pensare che PlayStation e Nintendo mantengono tuttora ecosistemi rigidamente controllati, dove ogni acquisto deve necessariamente passare attraverso i loro store ufficiali. Un'apertura verso negozi digitali concorrenti potrebbe ridefinire gli equilibri di potere nell'industria videoludica.
Epic Games sta ancora combattendo su altri fronti per espandere la presenza del proprio store. L'azienda continua infatti il processo di approvazione per portare l'Epic Games Store sui dispositivi iOS in tutto il mondo, una battaglia legale e normativa che si trascina da tempo contro le restrizioni imposte da Apple. La conferma della disponibilità sulla nuova Xbox rappresenterebbe quindi un successo strategico significativo nella guerra commerciale tra le diverse piattaforme di distribuzione digitale, aprendo potenzialmente la strada ad altri accordi simili nel futuro.
La grande mossa di Xbox?
La notizia che Microsoft potrebbe aprire la prossima generazione di Xbox a store di terze parti come l'Epic Games Store non è semplicemente un rumor tecnico interessante, è un terremoto tettonico per l'intera industria videoludica.
Se confermata, questa mossa segnerebbe la fine definitiva del concetto di console come lo abbiamo conosciuto negli ultimi quarant'anni, ovvero quello del "giardino recintato". Finora, il patto implicito con il giocatore è sempre stato semplice: acquisti una scatola a prezzo spesso sovvenzionato, ma in cambio sei obbligato a comprare software esclusivamente dal negozio del produttore, garantendo a quest'ultimo le royalties necessarie per sopravvivere. Rompere questo schema significa che Microsoft sta ammettendo che la guerra delle console tradizionale, basata sulle sole esclusive e sull'hardware chiuso, è un modello ormai superato per la loro strategia.
Trasformare la Xbox in un PC ibrido da salotto, capace di far girare nativamente librerie esterne, è una mossa audace ma forse necessaria per differenziarsi nettamente da Sony e Nintendo. L'entusiasmo di Steve Allison e di Epic Games è assolutamente comprensibile in questo contesto: per anni hanno combattuto, spesso in tribunale contro giganti come Apple, per l'apertura delle piattaforme.
Vedere un colosso come Microsoft abbracciare volontariamente questa filosofia rappresenta una vittoria ideologica e commerciale enorme per Tim Sweeney e soci. Per noi giocatori, il vantaggio potenziale è tangibile e affascinante: immaginate di poter accedere alla vostra libreria di giochi gratuiti riscattati su Epic, o magari in futuro ai saldi di Steam e GOG, direttamente dalla vostra TV e con l'immediatezza di un pad, senza dover armeggiare con driver o configurazioni PC complesse.
Tuttavia, il vero ostacolo risiede proprio nell'esperienza utente, un punto che Allison ha onestamente toccato ammettendo le attuali lacune del loro launcher su dispositivi portatili. Gli handheld come il ROG Ally hanno dimostrato che Windows gestito solo tramite controller può essere un'esperienza frustrante se non c'è un lavoro di ottimizzazione profondo.
Se Xbox vuole vincere questa scommessa, l'integrazione deve essere impeccabile: non vogliamo un PC camuffato che richiede mouse e tastiera per navigare nei menu di un launcher non ottimizzato, ma la flessibilità del PC unita alla magia del "plug and play" della console. Se Microsoft riuscirà a creare questa macchina universale, capace di unificare le nostre librerie frammentate, potremmo essere di fronte al prodotto più interessante e disruptive della prossima generazione.