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Fortnite e le limitazioni sull’acquisto dei V-Bucks, Epic attacca Apple

Passano i mesi ma la diatriba tra Epic Games e Apple sembra continuare senza dare un minino segnale di arrestamento. Come ben saprete la scorsa estate l’azienda creatrice di Fortnite ha deciso di bypassare le commissioni imposte da Apple per i pagamenti in-app attraverso il suo App Store. In sintesi aveva permesso ai suoi utenti di acquistare V-Bucks, moneta in game, ad un prezzo scontato attraverso un pagamento diretto, che però raggirava la percentuale di commissione imposta da Apple. Questo ha portato quest’ultima azienda a minacciare Epic arrivando ad eliminare dal suo store il battle royale. La battaglia non è finita e proprio in questi giorni è iniziato il processo che potrebbe cambiare drasticamente il mondo dell’app economy moderna: In meglio o in peggio? Questo al momento non ci è dato saperlo.

Fortnite

Ebbene, dalla diatriba è possibile scoprire che le due aziende non sono intenzionate a fare passi indietro o mea culpa, ma al contrario, nella giornata di ieri Epic e Apple hanno discusso proprio sulla questione dei V-Bucks di Fortnite. Ovviamente la moneta virtuale è al centro della discussione, del resto è stata quella che ha fatto scatenare la furia da parte dei vertici delle due aziende.

Da tempo il CEO di Epic Games Tim Sweeney si lamenta della tassa obbligatoria imposta dall’App Store, chiedendo più volte di cambiare questa politica ritendendo il tutto “un abuso di posizione dominante e concorrenza sleale”. Apple da parte sua ci tiene a precisare che a differenza di Sony o Nintendo partecipa all’iniziativa “cross-wallet play”. Praticamente gli utenti possono decidere di spendere denaro reale su un dispositivo e poi eventualmente spendere il tutto su di un altro. “I giocatori possono comprare i V-Bucks direttamente da sito di Epic Games attraverso Safari e trasferirli su iOS senza che Apple prenda un centesimo”, avrebbero dichiarato gli avvocati di Apple. Tim Sweeney ha risposto che questa, non è così comoda come possa sembrare e decisamente poco attraente per i giocatori, dichiarazione appoggiata al 100% dal giudice.

Epic Games ha così attaccato ulteriormente Apple portando in tribunale Benjamin Simon, il CEO di Yoga Buddhi. La compagnia ha avviato diverse iniziative per spingere i consumatori a spostarsi sul loro sito web, ma a quanto pare le politiche restrittive di Apple hanno reso impossibile questa pratica. Secondo Apple stessa invece i due dirigenti sembra stiano ingigantendo la cosa. Il problema esiste ed è tangibile, ma questo, secondo loro, non significa che sia un atteggiamento da monopolista. Insomma, sembra che la situazione sia ancora in fase di stallo. Ricordiamo che tale processo durerà ancora all’incirca tre settimane, quindi vi invitiamo a rimanere sintonizzati sulle nostre pagine per scoprire qualche dettaglio in più.

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