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Garden In!, piccolo simulatore di un giardino casalingo | Recensione

Garden In! è un videogioco simulativo sviluppato da Dramatic Iceberg, software house italiana con base a Torino. Il titolo, disponibile per Nintendo Switch e piattaforme Windows, si propone come esperienza di giardinaggio minimalista, tutta incentrata nella coltivazione di piante casalinghe.

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Avatar di Lorenzo Quadrini

a cura di Lorenzo Quadrini

- @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 01/02/2023 alle 10:00

In sintesi

Garden In! è un videogioco simulativo sviluppato da Dramatic Iceberg, software house italiana con base a Torino. Il titolo, disponibile per Nintendo Switch e piattaforme Windows, si propone come esperienza di giardinaggio minimalista, tutta incentrata nella coltivazione di piante casalinghe.

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  • Pro
    • -Graficamente gradevole
    • -Sistema drag&drop funzionale
    • -Interessante il sistema delle piante ibride
  • Contro
    • -Monotono, più che zen
    • -Gameplay semplicistico
    • -Musiche poco ispirate

Il verdetto di Tom's Hardware

6.5

Garden In! si presenta bene, con un'impalcatura grafica gradevole, un ritmo lento e inesorabile, un'atmosfera zen. Purtroppo, però, il tentativo di riprodurre quelle sensazioni di relax, calma e introspezione cozza con la mancanza di un'esperienza di gameplay adeguata alle esigenze comunicative. Per poter creare un universo immaginifico e rilassante è necessario infatti poter coinvolgere il giocatore, che sia tramite le attività di gioco, le descrizioni o le sole immagini. Garden In! ci prova ma non ci riesce, pur meritando una robusta sufficienza per il tentativo.

Informazioni sul prodotto

Garden In! è un videogioco simulativo sviluppato da Dramatic Iceberg, software house italiana con base a Torino. Il titolo, disponibile per Nintendo Switch e piattaforme Windows, si propone come esperienza di giardinaggio minimalista, tutta incentrata sulla coltivazione di piante casalinghe.

Il gioco si apre senza menu e senza grosse informazioni, catapultando il giocatore direttamente all’interno della stanza che farà da ambientazione all’intero svolgimento. Premetto subito che la stanza, piccola e angusta all’inizio, potrà essere allargata ed abbellita con il tempo, soddisfacendo tutte le richieste di spazio fondamentali per coltivare al meglio le nostre piantine.

garden-in-265865.jpg

Un giardino zen

Personalmente non sono un grande pollice verde, non tanto per mancanza di amore nei confronti del mondo vegetale, quanto per mancanza di applicazione. Sono, però, un grande appassionato di simulatori e gestionali agricoli e posso affermare già in prima battuta che Garden In! non rientra in questo novero. Non si tratta di una critica, quanto di una constatazione: il titolo rifugge l’idea simulativa, allontanandosi anche dagli approcci gestionali (realisti o arcade poco importa). Quello invece che cerca di inseguire Garden In! è una sorta di esperienza zen, un approccio lento al gioco - o forse ancora meglio, al non gioco - in maniera simile a titoli già presenti sul mercato soprattutto mobile.

Garden In! propone un sistema di gioco piuttosto semplice: scegliere dove posizionare i contenitori delle tre tipologie di piante a disposizione, riempirli con il terreno giusto, seminare ed aspettare che la natura faccia il suo corso. A disposizione dell’utente ci sono alcuni obiettivi da completare, per poter sbloccare più contenuti - sia fattualmente di gioco che prettamente estetici - oltreché la possibilità di creare delle piantine ibride. Per riuscire in questo intento si avrà a disposizione una corposa guida, che elencherà tutte le fasi di crescita e tutte le richieste delle differenti piante. Gli unici imprevisti a questo approccio minimalista sono la siccità, la tristezza e i parassiti. Questi tre “nemici” potranno attaccare le nostre creaturine verdi, interrompendone il processo di crescita (e nulla più). Basterà innaffiare, spruzzare l’antiparassitario o accarezzare le piante per poter superare la crisi ed andare avanti nel gioco.

garden-in-265866.jpg

Questa impalcatura di gameplay si basa in maniera quasi esclusiva sul drag&drop di piante, oggetti e strumenti. Non c’è quasi nulla che non si possa spostare all’interno della nostra casetta piena di piante, ed ogni elemento di gioco è facilmente utilizzabile proprio attraverso il trascinamento con il mouse. Un sistema insomma ridotto all’osso, che semplifica ancora di più una gestione già piuttosto basilare. Garden In! non ricerca la complessità, non ricerca la simulazione e non punta certo a sviluppare un’esperienza profonda dal punto di vista del gameplay. Rimane però necessario capire cosa voglia fare Dramatic Iceberg di questo prodotto.

Semplicistico, più che semplice

Credo proprio che l’intenzione primaria, l’obiettivo di design, sia quello di offrire all’utente una giocata rilassata, tranquillizzante, sensoriale per così dire. In maniera simile a Unpacking quindi, Garden In! punta a coccolare il giocatore, imponendo ritmi blandi e anelastici (la coltivazione delle piante infatti segue sempre e solo le tempistiche fissate dagli sviluppatori, non c’è modo di accelerare il processo o di efficientarlo). Questa scelta rilassante, però, esce fuori debole se confrontata con altri titoli del genere. Da un lato manca un approccio di gameplay che restituisca soddisfazione al giocatore, come succede invece in Animal Crossing, titolo simile per tempistiche lente ma comunque caratterizzato da una struttura di gioco satura di elementi attivi. Dall’altro lato, la semplicità del design non offre sufficienti spunti riflessivi, mancando di quella potenza evocativa e immaginifica propria di controparti più efficaci (di nuovo, l’esempio di Unpacking).

garden-in-265867.jpg

Tecnicamente Garden In! propone uno stile grafico cartoonesco e tondeggiante, dove le piante - vere protagoniste del titolo - si mostrano con linee morbide e sinuose, nonché con colori sgargianti e simpaticamente implausibili. Una scelta condivisibile, che però non spinge fino in fondo sull’acceleratore, complice una povertà descrittiva capace di trasportare il giocatore nell’esperienza di gioco. Insomma, nonostante il lavoro sia graficamente gradevole e nonostante gli sforzi di sviluppo nell’inseguire una certa originalità, Garden In! manca di personalità, manca di forza scenica. Non voglio essere frainteso: non è importante sempre e comunque dover “giocare” o doversi sporcare le mani con intricati sistemi gestionali e simulativi; rimane però importante avere l’illusione di vivere l’esperienza pensata dagli sviluppatori. Esperienza, quella del giardino casalingo, non pienamente soddisfatta. Neanche le pacate musiche di gioco possono fare molto in tal senso, contraddistinguendosi per una certa monotonia e per la mancanza di ispirazione.

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