Abbiamo incontrato Michele "Myke" Siraco nella cornice di Milano Cortina 2026, ecco cosa ci ha raccontato lo streamer anche considerando la collaborazione con Gillette.
In un panorama competitivo in continua evoluzione, dove i confini tra sport tradizionale e digitale si fanno sempre più sottili, abbiamo incontrato Michele "Myke" Siraco, un coach di esport con una visione decisamente fuori dal comune. A soli 27 anni, e con un'esperienza quinquennale nel settore, Myke porta con sé un bagaglio unico: una laurea in psicologia si è rivelata la chiave di volta per comprendere le dinamiche mentali degli atleti moderni.
In questa intervista, realizzata all'interno della cornice delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, esploriamo la sinergia tra il mondo del gaming e un brand storico come Gillette. Non si tratta solo di sponsorizzazioni, come dimostra il successo della Gillette Bomber Championship, ma di un impegno concreto nel supportare i giovani talenti. Myke ci spiega come l'area gaming allestita per l'occasione non sia solo un luogo di svago, ma uno strumento fondamentale per gestire la "pressione estrema" e l'"ansia da prestazione" che accomunano i gamer professionisti agli atleti olimpici.
Dall'importanza del rituale della rasatura come momento di "self-confidence" e distacco prima di una sfida, Myke ci offre un veloce spaccato di un settore che punta dritto al futuro dell'intrattenimento.
Massimiliano Parma
Myke, raccontami un attimo quella che è la tua storia. Come hai incominciato questa attività, da quanto tempo la stai facendo, quindi un po' la panoramica di tutto quello che hai fatto fino ad oggi. E poi ci focalizziamo invece sulla realtà di Gillette, su quello che stai facendo in questo momento, quindi come è avvenuto l'ingaggio e quali sono le varie attività che stai portando avanti, e se poi ci sono anche degli accordi per delle attività future e quindi dare una continuità a tutto il lavoro che viene fatto adesso. Ti lascio libera parola così sei libero di esprimerti in tutti i modi possibili.
Myke
Grazie intanto dell'introduzione. Io sono Myke, ho 27 anni e questo mio percorso nell'ambito e-sportivo è nato cinque anni fa. Io ho commesso un grave errore di gioventù (parte una risata), ovvero laurearmi in psicologia, però questo mi ha dato un grande spunto poi in questo ambito, perché mancava una figura in un titolo specifico che poi sono andato ad affrontare. Quindi il mio percorso nasce come coach di esport e quindi sono stato a contatto, ormai da cinque anni a questa parte, diretto con tantissimi atleti esportivi e gamer che vanno a giocare ad altissime prestazioni, insomma in grandi competizioni.
Massimiliano Parma
E per quanto concerne Gillette? Come è nato il tutto?
Myke
La questione Gillette si va a incastrare nel momento in cui Gillette diventa uno dei brand che più in assoluto cerca di spingere sull'ambito gaming, vedendone diverse funzionalità. La manifestazione principale di Gillette, che è stata la Gillette Bomber Championship per quest'anno, è iniziata anche anni prima che io iniziassi questo percorso. Sono subentrato a un certo punto. Rispetto ai progetti futuri, spero siano contenti e ci auguriamo che ce ne siano, questo deve andare da loro.
La cosa che ci unisce al 100% è l'amore per gli esport, ma non solo, anche per un ambiente che spesso vede protagonisti i giovani. Abbiamo tantissimi ragazzi che negli esport trovano la loro sicurezza e Gillette li accompagna un po' in questo ambito. Anche il concetto madre di Gillette, quindi la rasatura, è una cosa che nasce nell'età adolescenziale e quindi ci sono le prime rasature, quindi sono due campi che si vanno a unire molto bene e spesso anche negli eventi che facciamo, infatti, c'è una bellissima risposta da parte dei giovani. Riconoscono il brand, quindi lo sanno, si sentono sicuri, in più riconoscono il gioco e si avvicinano con più sicurezza.
Massimiliano Parma
E invece in questo specifico caso? Di cosa ti stai occupando?
Myke
L'attività qui invece è una cosa speciale, infatti sono contentissimo di essere presente. Hanno allestito questa area gaming bellissima. In che modo può essere utile a un atleta? Diciamo che sicuramente Gillette si è posta il compito di andare a offrire un momento di svago, di distacco dalla pressione per gli atleti che giocano... insomma, i gamer giocano mentre gli atleti performano ogni giorno dovendo gestire un momento di pressione estrema, di ansia, di performance ad altissimo livello. Quindi certamente è un momento importante che unisce anche il divertimento, perché no. Sicuramente non si può fare esperienza di quello che è l'esport vero e proprio, ma è un'unione tra i due mondi, si trova un compromesso interessante che va ad avvicinare i due ambienti. Spesso a noi magari manca un po' quello che è lo sport effettivo, vero, e qui l'abbiamo sperimentato invece al massimo modo sperimentabile con le Olimpiadi.
psicologia + esport è una combo che ha senso onestamente. l'ansia da prestazione è reale anche per i gamer, chi dice il contrario non ha mai giocato a certi livelli
quindi Gillette sponsorizza un torneo di gaming alle olimpiadi invernali? boh, il mondo va in una direzione strana. però in fondo il marketing segue i giovani, niente di nuovo