10 0 7.5 GreedFall – PS4
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PlayStation 4

GreedFall Recensione, il passo in avanti di Spiders


GreedFall – PS4
Genere
Gioco di ruolo
Piattaforma
PC, PS4, Xbox One
Sviluppatore
Spiders
Editore
Focus Home Interactive
Data di Uscita
10/09/2019
GreedFall è un progetto ambizioso che vuole mettere in risalto narrazione e libertà di approcci, riuscendo sì nel compito ma trascurando altre componenti.

GreedFall è il nuovo Action-RPG dello studio di sviluppo Spiders, compagnia francese che a stento negli ultimi anni è riuscita ad affrancarsi dalla mediocrità di alcune precedenti produzioni. GreedFall rappresenta quindi anche il tentativo di definire più chiaramente un salto di qualità che coniughi alle buone idee anche la sostanza. Il passo più in là viene affidato a un’ambientazione suggestiva che richiama architetture e atmosfere del diciassettesimo secolo dove sono ben radicate anche credenze magiche per un tono che vira più verso il fantasy e si lascia alle spalle il cyberpunk di Technomancer.

Una terribile e incurabile malattia chiamata Malicore sta drenando tutta la vita dagli abitanti del Vecchio Mondo: l’unica soluzione sembra essere quella di abbandonare la propria terra per tentare di trovare una cura sulla remota isola di Teer Fradee. Questo luogo così carico di speranza nasconde però al suo interno più di una insidia. Le sue lande sono occupate da diverse fazioni, nonché da mistici misteri e creature pericolose.

Vestendo i panni De Sardet, un diplomatico che per sua natura tende ad entrare in contatto con le varie forze che animano il tessuto sociale dell’isola, si va a delineare una storia che è influenzata dalle nostre scelte e dalla reputazione che riusciamo a costruire nei confronti delle diverse fazioni. L’ago della bussola di questa avventura punta sempre nella più smaniosa delle direzioni: la scoperta. Che sia una missione principale o una missione secondaria, è raro non provare un genuino senso di interessamento verso quelle che sono le vicende narrate.

Ogni persona che incontriamo ha una sua storia e una sua motivazione, che spesso non è così limpida come potrebbe sembrare. Tradimenti e inganni sono all’ordine del giorno, motivo per cui la diplomazia, più che la spada, assume un ruolo centrale in GreedFall. Siete liberi di risolvere tutto con la forza se volete, ma conoscere i propri alleati, i loro nemici e risolvere alcuni grattacapi per gli uni e per gli altri può arrivare a dare maggiori soddisfazioni nonché a saziare la vostra sete di conoscenza mentre ricucite il background di ogni fazione e il mistero che aleggia intorno al vostro stesso personaggio.

Ogni decisione può migliorare i rapporti con una fazione ma finire per incrinarne di altri. La stessa composizione del party – saremo accompagnati nel viaggio da un massimo di due alleati – può influenzare il modo in cui appariamo agli occhi degli altri, che possono addirittura indispettirsi se nel nostro gruppo c’è una presenza a loro non gradita. La scelta degli alleati è più delicata di quanto sembri, a volte infatti può risultare essenziale lasciare la parola a uno dei nostri compagni d’avventura che potrebbe meglio sapere quali tasti toccare. Ad esempio Siora fa parte dei nativi di Teer Fradee, conosce bene la lingua e le usanze di quella che appare come la più esotica delle fazioni. Anche se i clan che si dividono le varie terre hanno capi e obiettivi diversi, tutti condividono una certa affinità con la natura ed è facile inquadrare il loro attaccamento verso l’isola.

In GreedFall il conflitto non evita rimandi politici e sociali, dove all’utopia di una convivenza pacifica si contrappongono ideologie più estreme come l’assoggettamento e la conversione forzata da parte dell’inquisizione che non tollera i falsi dei degli indigeni, che dal canto loro sono divisi tra spinte di apertura verso i coloni e chiusura nei confronti di quelli che sono visti solo come biechi conquistatori. Pur non aspirando alla totale fedeltà storica, il lavoro di Spiders mette in evidenza lo studio che c’è stato per offrire spunti su quelle che potevano essere alcune dinamiche del secolo proposto.

L’impronta ruolistica che alla fine GreedFall vuole dare è quella della libertà di un gioco di ruolo da tavolo dove di fronte all’ostacolo proposto dal master, non esiste un’unica soluzione ma ne possono esistere diverse con conseguenze e risultati dettati dal modo in cui ci si pone e dalle abilità in proprio possesso. Durante una conversazione potreste provare a convincere qualcuno col carisma se la ritenete una vostra caratteristica peculiare, altresì potreste provare con le minacce e l’intimidazione o perché no, corrompendo l’altro con una bella somma di denaro. Infiltrarsi in un edificio può risolversi somministrando un sonnifero alle guardie o indossando l’abbigliamento tipico della fazione di riferimento. In quest’ultimo caso c’è da prendere per buono che per un travestimento basti una giacca o che del gruppo siamo gli unici a indossare abiti a tema.

Il proprio percorso

Proseguendo con la risoluzione delle quest si potrà sviluppare il proprio personaggio in un percorso di crescita che vede abilità, attributi e talenti crescere ciascuno a un ritmo diverso. Ogni livello guadagnato concede un punto abilità da spendere nei rami assegnati alle tre diverse classi su cui si basa la scelta iniziale. Ad esempio la classe guerriero si concentra su armi e attacchi, la classe tecnico può creare trappole e unguenti per ottenere vantaggi e la classe mago su magie per indebolire corazze o sferrare potenti attacchi. Far parte di una classe non vincola il proprio sviluppo, si possono infatti spendere punti anche negli altri rami se lo si desidera così da costruire un personaggio più variegato che all’occorrenza sa fare uso anche di magie e forza bruta o sa controllare il campo di scontro piazzando trappole.

Purtroppo però il combattimento rimane una delle note dolenti delle produzioni Spiders complice in questo caso un’intelligenza artificiale nemica che non brilla, ma soprattutto si nota una generale assenza di rifinitura nei movimenti e nelle azioni. I combattimenti sono acerbi, afflitti da animazioni che non permettono di valutare bene le tempistiche e appaiono a volte fin troppo macchinose. La struttura di base del combattimento si basa su due tipi di attacchi, parate, schivate, magie e attacco speciale furore e in sé per sé sarebbe anche funzionale se non fosse per la scarsa precisione con cui spesso bisogna fare i conti. A questa problematica viene incontro la pausa tattica che permette di bloccare l’azione, ragionare e procedere con l’attacco prescelto. Questa parziale soluzione permette di gestire meglio un flusso di scontro che altrimenti potrebbe apparire troppo confuso.

Ogni 3 livelli sono gli attributi, come agilità, costituzione e forza, a poter essere potenziati in modo da andare a influenzare la nostra capacità di sferrare attacchi in mischia più potenti o equipaggiare ad esempio armature più pesanti. Ogni 4 livelli invece si può spendere un punto nei talenti come scienza o carisma per rendere l’esplorazione più agevole e poter sfruttare un ventaglio maggiore di opzioni per risolvere le quest. La scelta sta a voi anche se nelle fasi iniziali ci è sembrato più utile investire in scienza, vigore e scassinamento. Potrebbe volerci un po’ di tempo per arrivare al livello richiesto considerata questa crescita basata su ritmi diversi, ma nel gioco si presentano tante opportunità rappresentate soprattutto da corpose missioni principali, secondarie mai banali e missioni specifiche richieste dai nostri accompagnatori.

Il cuore di GreedFall è nella sua narrativa, non tanto nel combattimento o nell’esplorazione fatta solo per il gusto di perdersi nell’immensità dell’open world tant’è che GreedFall è suddiviso in regioni, più contenute, alle quali si accede attraverso punti di viaggio. Nonostante il mondo di gioco non voglia apparire dispersivo, ma su più piccola scala per meglio introdurre e raccontare i suoi personaggi, l’assenza di una minimappa può rendere non sempre piacevole l’avventura costringendovi a richiamare di frequente il menu per controllare la direzione giusta. A parte un po’ di spigolosità nel sistema di navigazione e una tendenza di ambientazioni e fauna alla ripetizione, le ambientazioni regalano alcuni scorci davvero suggestivi. Gli sviluppatori hanno dichiarato di essersi ispirati a pittori come Rembrandt e ciò sembra molto evidente nella palette di colori caldi che imposta il tono e le sfumature.

È vero che a volte manca una generale pulizia o le espressioni facciali possono risultare un po’ strane, i dettagli possono apparire ben definiti per poi non mantenere la stessa solidità in altri frangenti, ma GreedFall rappresenta sicuramente un passo in avanti per Spiders. Nonostante i difetti dovuti a dimensioni del team e budget c’è come sempre la voglia di creare un mondo di gioco che risulti vivo e influenzato fortemente dalle nostre azioni. Non c’è l’intento di sopraffare il giocatore con missioni dalla dubbia utilità solo per estendere il quantitativo di cose da fare.

GreedFall – PS4

GreedFall è un gioco di ruolo sviluppato da Spiders e pubblicato da Focus Home Interactive, che lascia al giocatore un’ampia possibilità di personalizzazione mentre va alla scoperta di antichi misteri.

7.5
7.5

Verdetto

Dopo poche ore in compagnia di GreedFall vi apparirà chiaro che le maggiori ispirazioni provengono da giochi come The Witcher e Dragon Age. Proprio lo stile squisitamente BioWare di creare mondi e personaggi avvincenti prova a rivivere nelle terre di Teer Fradee dove la narrazione è il fulcro di tutte le vicende e ogni missione, che sia principale o secondaria, mira a costruire un fitto intreccio di storie e motivazioni diverse. Missioni banali e prive di contenuto sono lasciate ad altri giochi che puntano sulla numerosità per attrarre nei propri spazi digitali. L’approccio alle vicende narrate è libero nella misura in cui una stessa missione può essere risolta in modi differenti e a seconda delle proprie inclinazioni impostando comunque le basi per una rigiocabilità qualora più di 40 ore non fossero sufficienti per intrattenervi. Il gioco non è esente da difetti e c’è più di qualche spigolosità che andrebbe smussata, ma nel complesso è un significativo passo avanti rispetto ad altri giochi della software house francese che con un team di ristrette dimensioni riesce comunque a mettere in piedi un titolo solido e intrigante. Se non vi interessa troppo l’azione e preferite di più scoprire cosa ha il gioco da raccontare, riuscirete a soprassedere nei confronti di un sistema di combattimento ripetitivo e poco ispirato.

Pro

- Storia interessante
- Libertà negli approcci
- Missioni secondarie mai banali

Contro

- Combattimenti con qualche problematica
- Manca una generale smussatura delle spigolosità
- Ripetitività dei nemici comuni