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Hatch, abbiamo provato il Netflix del mobile gaming

Dopo il primo exploit in ambito informativo, il 5G è attualmente passato in secondo piano tra gli argomenti caldi del mondo tech. Tutte le problematiche ambientaliste collegate alla nuova connettività sono state messe momentaneamente in stand-by in attesa di una maggior diffusione del 5G stesso. Inizialmente in Italia doveva essere disponibile a Roma, Torino e Milano, ma nonostante l’avvento dei primi smartphone pronti a supportarlo, il grande pubblico non si è ancora mosso in tal direzione. Ciò non ha sicuramente trattenuto Hatch dall’arrivare sul mercato, approfittando soprattutto della disponibilità del 5G nel resto d’Europa, a partire dalla Svizzera, pioniere della nuova tecnologia.

Cos’è Hatch?

Hatch è un servizio di streaming dedicato al mobile gaming: così come avviene per Apple Arcade, il sistema mette a disposizione un catalogo di giochi orientati verso il pubblico social. Diversamente dalla piattaforma di Cupertino, però, stavolta non ci sarà la possibilità di scaricare i giochi scelti, che saranno disponibili esclusivamente in streaming: tutto ciò avvicina Hatch più al cloud gaming di PlayStation Now, attivato da Sony in Italia lo scorso marzo, e anche Stadia, la nuova console presentata da Google nel corso di quest’anno. Per poter comunque entrare più a contatto con la piattaforma, abbiamo incontrato uno dei fondatori a Colonia, alla Gamescom, che ci ha spiegato come alle spalle del progetto si trovi Rovio, la compagnia finlandese che era riuscita a rivoluzionare il mobile gaming con Angry Birds.

Hatch offre un catalogo, come già detto, disponibile su abbonamento o in maniera totalmente gratuita. A vostra disposizione ci sarà oltre un centinaio di giochi premium, al quale potrete accedere esclusivamente se in possesso dell’abbonamento mensile: tra questi Hitman Go, Angry Birds con l’intera saga, compresi spin-off, ma anche Crashlands e il premiatissimo Monument Valley. Ovviamente offrire dei titoli già disponibili su altre piattaforme non spingerebbe nessun utente a iscriversi ad Hatch, per questo il team ha realizzato dei titoli esclusivi, che rappresentino la vera unique selling proposition della piattaforma: tra questi Arkanoid Rising, una rivisitazione moderna del ben noto retrogame disponibile soltanto su Hatch. Oltre questo troverete anche dei puzzle game sicuramente di più facile realizzazione, ma non per questo semplici e banali. Tra i plus della piattaforma avrete la possibilità di accedere in qualsiasi momento alle classifiche online, che vengono aggiornate in tempo reale, così da poter organizzare delle sfide con gli amici, con un semplice swipe sul display. Allo stesso tempo potrete uscire dall’app in qualsiasi momento e riprendere l’esperienza in qualsiasi momento, a patto di avere una connessione attiva.

L’avvento del 5G come requisito minimo

Parlando di connessione si entra in quella che è la principale caratteristica di Hatch, ossia il 5G. La piattaforma nasce per essere fruibile anche in un ambiente domestico, soprattutto grazie alla disponibilità per tutti i sistemi Android, quindi anche Nvidia Shield, ma ovviamente si punta a una disponibilità in mobilità, sotto copertura 5G. Nasce così la collaborazione con Vodafone, che sta offrendo ai suoi clienti dei mesi di prova gratuita di Hatch, ma in Italia il problema sorge là dove la diffusione del segnale non è ancora ottimale come ci si aspetterebbe. Il nostro interlocutore alla Gamescom, però, ha specificato che nel mercato videoludico bisogna sempre riuscire ad anticipare i tempi: proporre quindi oggi una piattaforma che ha come requisito minimo il 5G era l’unica decisione possibile da prendere. Attendere la piena copertura della nuova rete in Europa avrebbe rallentato lo sviluppo e avrebbe poi spinto l’azienda ad arrivare in ritardo sull’offerta videoludica. Per venire incontro, in ogni caso, alle necessità di tutti, Hatch offrirà la disponibilità del suo catalogo anche a chi ha una connessione solo in 4G: ovviamente l’esperienza del catalogo non sarà la stessa e potrebbe dare qualche problema in fase di streaming, a causa della mole di contenuti da riprodurre per supportare non solo il videogioco scelto, ma anche tutti gli elementi di profilazione disponibili.

Hatch è disponibile per qualsiasi dispositivo Android che sia aggiornato almeno alla versione 6.0: la disponibilità su un sistema operativo supportato su una vastissima quantità di dispositivi, permetterà anche di interrompere l’esperienza di gioco sul vostro smartphone e continuarla su un tablet, o magari sul vostro televisore. L’abbonamento mensile ha un costo di 6,99 euro e Hatch ha pensato anche a un pubblico molto più giovane, creando una sezione per i più piccoli. D’altronde è sempre più alto il numero di bambini che si approcciano alla tecnologia giocando con i tablet – meno con gli smartphone – e per questo il team di sviluppo ha voluto pensare a una sezione con delle limitazioni, alla quale i genitori potranno far accedere i propri figli senza incappare non solo in acquisti in-app indesiderati, ma anche per assicurarsi che ai bambini vengano proposti dei contenuti in linea con la loro età e le loro necessità.

Il servizio di Rovio, insomma, non si può non definire ante litteram, una piattaforma abbastanza pionieristica per quanto riguarda la connessione 5G, ma che non si distanzia molto da sistemi come PlayStation Now. Va da sé che Hatch esiste soltanto per dispositivi mobile, separandosi tra l’altro da Apple Arcade, che richiede il download dei titoli ai quali si vuole giocare. È chiaro che il futuro della piattaforma è legato indissolubilmente dalla potenza e dalla diffusione della rete 5G nel nostro Paese: nel resto d’Europa è quasi una realtà acclarata, sopratutto in Svizzera, mentre da noi qualcosa ancora manca per una presenza più a macchia d’olio. Intanto, però, avere a disposizione una sorta di Netflix per il mobile gaming è un qualcosa di interessante, che a un costo decisamente contenuto può assicurare ore di intrattenimento sui mezzi pubblici o nei momenti morti della nostra giornata.