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Il Platform e la sua evoluzione

Era il 2015 quando Ted Price, CEO di Insomniac Games, durante un approfondimento sul palco della PlayStation Experience raccontò al pubblico le sue incertezze riguardo l’uscita, nel lontano 2002, di un titolo che sarebbe poi diventato una delle icone Platform su PlayStation 2, Ratchet & Clank.

Le sue preoccupazioni, infatti, si basavano sul fatto che i videogiochi all’epoca stavano prendendo una piega sempre più action e indirizzata ad un pubblico adulto, citando l’approccio schietto e brutale di Grand Theft Auto e la realisticità quasi simulativa del celebre gioco di corse Gran Turismo.

“Verremo fatti fuori!” Cita quasi scherzosamente il CEO, ricordando i suoi sentimenti all’epoca. Infatti, il loro gioco non solo si basava su un genere che stava lentamente passando in secondo piano, ma anche la trama del titolo sembrava differire completamente dalla tendenza del momento, in quanto parlava dell’amicizia formatasi tra “un alieno peloso ed un piccolo robot”.

Price però conclude il suo discorso con una nota positiva, perché non solo il gioco fu un enorme successo commerciale, ma dopo 13 anni di sequel distribuiti su tre generazioni di console Sony, la Software House Californiana stava per rilasciare un film d’animazione basato sul primo capitolo della saga insieme ad un remake per PS4 dello stesso.

Prendendo come spunto questo particolare evento, parliamo di come il genere Platform è sopravvissuto e si è evoluto nel corso degli anni.

If it’s not fun, why bother?

“Il videogioco è divertimento, il videogioco è una battaglia. Se il videogioco non è divertente, perché preoccuparsi?”

Forse una delle più famose immagini della storia del gaming.
Super Mario Bros.

Non esiste citazione migliore se non quella di Reggie Fils-Aime, ex presidente di Nintendo America, per descrivere IL titolo di punta della compagnia giapponese, Super Mario.

Se è vero che il divertimento può essere espresso in diverse forme, Nintendo ha sempre avuto come “marchio di fabbrica” una componente di gameplay molto robusta, spesso a discapito di una solida narrativa. Ed è proprio questo aspetto che ha permesso ad una delle saghe più amate dell’industria non solo di rimanere rilevante nel tempo, ma di continuare a “fare scuola” anche oggi.

Super Mario, infatti, rappresenta la naturale evoluzione del Platform poiché, a differenza di molti altri titoli, si concentra solo e unicamente sul genere cercando l’innovazione all’interno dello stesso senza “annacquarlo” con elementi che appartengono ad altre tipologie di gioco. Se prendiamo come esempio il percorso di evoluzione dei capitoli in 3D che parte da Super Mario 64 fino ad arrivare al più recente Super Mario Odyssey possiamo notare che il nucleo di questi titoli non solo rimane fermamente concentrato nell’offrire un gameplay libero, reattivo e che sia divertente “pad alla mano” ma che ognuno di questi aspetti subisca un’evoluzione verticale capitolo dopo capitolo.

Questo conferma come Nintendo possieda al suo interno un gruppo di persone capaci anche dopo decenni di portare novità e divertimento ad una qualità stellare. Come dimostrato anche con la saga che ha dato vita all’idraulico baffuto, Donkey Kong, titolo famoso per la sua componente platform che definire Hardcore potrebbe essere considerato un eufemismo.

La scena Indie

Se Nintendo con Donkey Kong e Super Mario rappresenta l’evoluzione “pura” del genere, dall’altra parte esistono dei gruppi di persone talentuose che hanno cercato di offrire innovazione ai giocatori mischiando le cosiddette “carte in tavola”. Un ottimo esempio è l’apprezzatissimo Hollow Knight, titolo sviluppato (tramite crowdfunding) da Team Cherry, un piccolo studio formato da appena sei persone con sede a Adelaide, in Australia.

Hollow Knight è una di quelle piccole gemme nate grazie al crowfunding.
Hollow Knight

Il gioco, infatti, seppur mantenendo al suo interno una forte componente platform, in quanto meccanica base utilizzata nell’esplorazione e nei combattimenti, viene supportato anche da diverse ispirazioni prese in prestito da diversi generi e sottogeneri.

Dai power-up che consentono nuove abilità di movimento e aprono la strada a nuove aree e scorciatoie, che possiamo facilmente ricondurre ad un altro filone di titoli della casa di Kyoto, ovvero The Legend Of Zelda o Metroid, alla più semplice meccanica di recupero monete dopo la morte (che consiste nello sconfiggere una versione oscura del protagonista nel luogo in cui si è persa la vita, idea che, seppur con qualche differenza, riporta alla mente una delle saghe più in voga degli ultimi anni, ovvero Dark Souls). Hollow Knight, anche grazie ad una componente artistica di altissima qualità, è riuscito a costruirsi una forte identità e a catturare il cuore di molti giocatori che ne aspettano da diversi mesi il sequel.

Tuttavia, sarebbe ingiusto non nominare anche altre piccole gemme della scena Indie che portano avanti con onore il videogioco a piattaforme, come ad esempio Celeste che, a differenza del sopracitato cavaliere vuoto, rimane più ancorato al genere “madre” offrendo livelli dalla difficoltà quasi esponenziale in cui la velocità e la precisione dei salti ricoprono via via un ruolo sempre maggiore, specie se si vuole completare l’avventura al 100%.

Ratchet & Clank

Non possiamo certo concludere senza parlare del titolo che ha scaturito questa riflessione sul genere, Ratchet & Clank non solo è stato uno dei giochi più apprezzati della sesta generazione di console, tanto da diventare una trilogia esclusiva per PlayStation 2, ma rappresenta anche l’esempio perfetto di come un gioco non debba per forza seguire il trend del momento per avere trazione sulle vendite.

Ratchet & Clank puntava ancora ad un pubblico giovane.
Ratchet & Clank

Per contestualizzare la cosa è giusto indicare che nel 2002 in Europa uscirono titoli del calibro di Grand Theft Auto: Vice City, Hitman 2, Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, Gothic 2 e Halo: Combat Evolved (uscito l’anno prima negli Stati Uniti). Titoli che hanno in comune un approccio molto diretto e violento agli eventi in cui si viene catapultati.

L’opera di Insomniac Games invece, come già accennato ad inizio articolo, presenta una storia family friendly con personaggi dal design cartoonesco, inspirati non poco da un altro titolo di casa Sony con cui ha condiviso per anni il “palco”, ovvero Jak & Dexter, sviluppato da Naughty Dog.

Eppure, quello che sembrava essere un flop annunciato, si è rivelato un successo per la Software House che, grazie ad una formula che mischia sapientemente il platform 3D con un combattimento action suggestivo che comprende un arsenale vario e divertente da usare, è riuscita a far breccia nel cuore di molti giocatori che ancora oggi si emozionano all’annuncio di un nuovo capitolo.

E voi cosa ne pensate? C’è un gioco che, grazie ad un sapiente miscela di generi, è riuscito a conquistarvi? Fatecelo sapere nei commenti!

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