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Kingdom Hearts Melody of Memory, il rhythm game si veste da action | Provato

Manca un mese esatto all’arrivo di Kingdom Hearts Melody of Memory su PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One e per l’occasione abbiamo avuto modo di provare un codice preview del titolo, con una serie di canzoni proposte e anche delle modalità che ci hanno permesso di assaggiare i primi passi di quello che sarà a tutti gli effetti uno spin-off della saga principale, ma che ci permetterà, come fatto da Theatrhythm al suo tempo di riscoprire anche l’intera colonna sonora della saga.

Kingdom Hearts diventa ritmico

La preview a nostra disposizione ci proponeva soltanto quattro melodie, più altre due da provare in co-op, così da iniziare ad avere un esempio di come sarà il gioco finale. Partiamo con lo specificare di cosa si tratta: Kingdom Hearts Melody of Memory è un rhythm game, il che significa che bisognerà seguire le indicazioni a schermo per poter premere al momento giusto le note e comporre una melodia funzionante. Per farla semplice, siamo dinanzi a una specie di Guitar Hero, con la differenza che qui dovranno essere compiute determinate mosse: saltare, affondare il colpo, schivare, lanciare magie. Più di quanto fatto, quindi, da Theatrhythm Final Fantasy, che si limitava a uno scorrimento orizzontale, Melody of Memory fa di tutto per trasformare il genere in qualcosa di più action, mettendoci su un lungo percorso, composto da tre binari, e spingendoci a combattere a suon di musica.

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Ogni azione dovrà essere eseguita come se stessimo suonando una nota, ma ogni tasto che premeremo servirà a colpire un avversario sul vostro cammino. I tre binari servono per poter schierare Paperino, Sora e Pippo, in questo ordine, ma sebbene all’inizio il tutorial vi suggerisca di utilizzare rispettivamente i tasti L1, X e R1, nelle sessioni successive capirete da voi che anche solo la pressione del tasto X potrà bastare, tranne quando dovrete colpire in simultanea tutti gli avversari che avrete dinanzi a voi. La pressione di un solo tasto semplifica di molto il vostro procedere, soprattutto se poi la vostra conoscenza della colonna sonora di Kingdom Hearts è tale da spingervi a seguire il ritmo in maniera cadenzata e precisa. Tutto sta nell’essere reattivi quando bisognerà far compiere un’azione a tutti e tre i personaggi in gioco.

140 brani e una miriade di possibilità

Ogni brano è accompagnato da tre diversi gradi di difficoltà, con il primo che non richiederà grande fatica e l’ultimo che invece si è presentato abbastanza complesso. Di rimando, avrete poi tre diverse modalità per affrontare ogni brano, che quindi dà vita a numerose combinazioni: quella che ci è sembrata più avvincente e allo stesso tempo più complessa è sicuramente la modalità che ha richiesto di colpire anche delle note aggiuntive, affidando a L2 e R2 delle azioni che andavano a combinarsi con il resto del pentagramma interattivo. Va da sé che la demo ha scelto, al di fuori delle due melodie proposte tratte da La Città di Mezzo del primo Kingdom Hearts, delle canzoni che non sono tra le più note della saga, il che ha reso un po’ più complesso del normale l’apprendimento del ritmo richiesto.

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L’aspetto di cui tener conto è che ritrovandoci a combattere, a tutti gli effetti, con degli avversari: il nostro è un combattimento che terminerà solo quando la musica cesserà, per questo motivo il team di sviluppo ha inserito una barra degli HP da tenere d’occhio: a ogni errore andremo a subire un colpo che la farà diminuire, portandoci all’inevitabile Game Over nel caso in cui dovessimo subirne così tanti da perdere la partita. Ovviamente il colpo dell’avversario è legato alla nota sbagliata, quindi alla penalità del gameplay di base.

Nella preview fornitaci abbiamo potuto provare anche la modalità in cooperativa, un multiplayer locale che ci ha permesso di vestire i panni di Sora e di Riku e di sfidarci al punteggio più alto: ci saranno diverse modalità a disposizione, ma l’unica sbloccata era quella versus, basata su una divisione equa dello scenario, con un binario a testa e un percorso che non si presentava a specchio, ma con delle varianti: così facendo poteva capitare a un giocatore di avere una difficoltà più alta in alcuni frangenti o di averla più bassa, per poi subire un’ulteriore invertirsi della situazione.

Cosa ci aspettiamo

La versione finale di Kingdom Hearts Memory of Melody conterrà 47 mondi, di cui 31 dalla Disney, più 33 buchi neri, all’interno dei quali affrontare i boss: purtroppo nella preview non abbiamo avuto l’occasione di sperimentare una boss battle, che ci immaginiamo diversa dal resto delle canzoni proposte e con un gameplay leggermente più monotono, ma non per questo non complesso.

Con più di venti personaggi a nostra disposizione, andremo a scoprire un altro pezzo della trama di Kingdom Hearts, ma anche in questo caso non abbiamo avuto modo di testare la modalità single player, che però sappiamo condurci attraverso i ricordi di Kairi e il suo modo di percepire la serie dal primo capitolo fino alla fine, con una timeline che si collegherà inevitabilmente con il futuro. Nomura ha infatti assicurato che avremo modo di scoprire anche qualcosa in più sulla storia dopo la fine di Kingdom Hearts III ReMind, il DLC pubblicato all’inizio di quest’anno. E magari anche sull’entità del Maestro dei Maestri.

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Sappiamo per certo che i rhythm game non sono pane per i denti di chiunque, ma è indubbio che il poter ripercorrere l’arte sonora di Kingdom Hearts permetterà a tutti di riscoprire quanto realizzato da Yoko Shimomura negli anni. Al pari di quanto fatto con Nobuo Uematsu attraverso Theatrhythm, infatti, era più che giusto affondare i piedi anche in questa raccolta unica, se poi Nomura riuscirà effettivamente a costruire anche uno sviluppo narrativo non potremo che esserne felici.

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