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Kojima: andare in pensione? Voglio fare ancora videogiochi!

Hideo Kojima è stato uno dei protagonisti a sorpresa dell'E3. Dopo due anni di assenza dalla scena losangelina, è salito sul palco della conferenza Sony e ha mostrato al mondo il nuovo enigmatico progetto Death Stranding. In un'intervista con GameSpot, il noto game designer giapponese ha dichiarato anche che sarebbe potuto andare in pensione, o almeno così gli aveva suggerito la famiglia.

"Sono passati due anni dall'ultima volta che sono stato qui, ma ne sembrano passati dieci. L'E3 è un luogo dove ci sono tanti giocatori e creatori, è un momento speciale e mi sento bene a essere di nuovo qui, essere in grado di sentire quella sensazione. L'anno scorso, a causa di diverse circostanze, non fui in grado di venire".

death stranding

"Sto diventando vecchio e la mia famiglia mi ha consigliato di andare in pensione e dedicarmi a qualsiasi cosa io desideri. Alla fine, voglio fare videogiochi, voglio fare qualcosa di divertente. Mi piace condividerlo con i giocatori". Riferendosi alla fiera di Los Angeles andata in scena dal 14 al 16 giugno ha aggiunto, "Dopo tutto questo, sono in grado di tornare qui, essere là fuori con tutti, mi sento come se avessi fatto la scelta giusta".

Death Stranding resta ancora avvolto nel mistero, ma sappiamo sicuramente che sarà un gioco d'azione dove Kojima metterà del suo per dargli un tocco di novità e diversità rispetto ai canoni a cui siamo abituati. Anche Metal Gear è un gioco d'azione, ma ha definito il genere stealth grazie alle sue meccaniche.

Sony ha dato carta bianca alla visione creativa di Kojima, liberandolo da tutte le incombenze  di promozione e negoziazione. Il gioco, tuttavia, è ancora in uno stato embrionale e difficilmente potremo giocarlo prima del 2018. In due mesi e mezzo è stato realizzato il trailer e tutto ciò che si vede è rappresentativo di ciò che si potrà vedere nel gioco, oltre a girare in tempo reale.

Il trailer ha richiesto un gran lavoro di fotogrammetria con scatti da varie angolazioni. Sono state scattate centinaia di foto del volto, del corpo e delle mani di Norman Reedus per ottenere l'effetto di realismo del rispettivo modello 3D. Il bambino invece è stato realizzato in post produzione partendo da un bambolotto.

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