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Last Oasis | Anteprima, una vita nomade

Se c’è un genere che negli ultimi anni ha particolarmente spopolato su PC, oltre ovviamente agli immancabili battle royale, è sicuramente quello survival. Tra opere più o meno riuscite e le tematiche più disparate di videogiochi con tale impronta negli ultimi anni ne abbiamo visti veramente a bizzeffe ed oramai l’onda lunga di tale genere sembra essere giunta al culmine. Proprio considerando tali premesse è quindi decisamente chiaro come emergere al giorno d’oggi da tale mare magnum, dove ogni ambientazione è stata usata più e più volte, possa risultare decisamente critico e difficoltoso. Nonostante ciò i ragazzi di Donkey Crew hanno deciso di sfidare la sorte e hanno rilasciato qualche settimana fa Last Oasis, un MMO-Survival con più di qualche asso nella manica.

Last Oasis

Last Oasis per emergere dalla fitta selva dei survival su Steam ha infatti deciso di adottare un sistema di gioco dannatamente intrigante, per quanto basato su un’idea sulla carta molto semplice. Nel titolo di Donkey Crew in seguito ad un cataclisma la terra ha infatti rallentato drasticamente la propria rotazione, suddividendo il nostro pianeta in due zone diametralmente opposte: la prima estremamente arida, la seconda martoriata da temperature diverse decine di gradi sottozero. In questo catastrofico scenario solamente un piccolo spicchio del pianeta ha le condizioni necessarie ad accogliere la vita umana e, proprio per continuare a sopravvivere, il genere umano è stato costretto ad abbracciare uno stile di vita nomade e costruire delle ingegnose macchine per facilitarsi negli spostamenti. Come facilmente osservabile, quindi, un setting decisamente non eclatante, ma in grado di aprire degli scenari assolutamente niente male.

Last Oasis: un esordio non esattamente memorabile

I primi passi di questa promettente opera sul mercato purtroppo non sono stati il massimo e hanno subito fatto presagire il peggio. Uscito originariamente in early acces lo scorso 26 marzo su Steam, infatti, Last Oasis è subito andato incontro a numerosi problemi con i server, causando innumerevoli disagi agli early adopter del titolo. Tra gente che veniva gettata fuori dalle partite e altri costretti ad attendere per ore nella schermata di caricamento la situazione non era certo florida e, sebbene tali disagi siano spesso comuni all’esordio in opere analoghe, Donkey Crew ha deciso di prendere di petto il problema, mandando offline il titolo per una settimana esatta. Una decisione, per quanto potenzialmente impopolare tra la community, che ha però decisamente avuto gli effetti sperati, visto che nei scorsi giorni la situazione è decisamente migliore. Purtroppo il danno ormai era stato fatto e le recensioni su Steam di Last Oasis erano state irrimediabilmente macchiate dalla ira di molti giocatori della prima ora.

Last Oasis

Superati tali problemi, e creato il nostro personaggio con un discretamente ricco editor, ci siamo subito trovati catapultati nel bel mezzo di un lungo tutorial, volto a insegnarci le basi di Last Oasis. La prima mezz’ora di gioco non si è purtroppo rivelata esattamente entusiasmante e, anzi, il sentore di essere davanti all’ennesimo survival MMO si è fatto sempre più forte ogni minuto che passava. Tra arbusti da raccogliere, giacigli da creare e punti abilità da assegnare all’inizio, il tutto sa infatti di già visto e le prime fasi di gioco sguazzano nell’anonimato più generale, con l’unica differenza rispetto ai classici survival che dovremo tenere sott’occhio solamente la barra della sete e della vita. A provare a smuovere un po’ il tutto è la presenza di un rampino che ci permette di raggiungere qualche locazione altrimenti raggiungibile: l’implementazione di tale meccanica allo stato attuale è però purtroppo decisamente rivedibile. La situazione, fortunatamente, cambia decisamente quando vengono introdotti – ad un certo punto del tutorial – i maestosi walker, ossia le semoventi macchine di cui vi abbiamo parlato precedentemente.

Le numerose frecce nella faretra

L’introduzione di questi dispositivi di locomozione cambia di molto il volto di Last Oasis, inondando l’opera di Donkey Crew di un motivo d’essere e di una propria personalissima identità. Una volta costruito, il walker apre infatti scenari decisamente interessanti, permettendoci di vedere l’opera da un punto di vista completamente nuovo. Il poterci spostare in completa libertà, con il nostro veicolo a farci da base semovente, è una feature decisamente intrigante e riuscita, che riesce a dare un quid non indifferente al sistema di gioco di Last Oasis. A rendere il tutto più interessante è inoltre il fatto che sono disponibili più tipologie di camminatori, alcune dei quali impressionanti sia per quanto riguarda le dimensioni che le potenzialità. I walker, inoltre, oltre a portarci più celermente in giro per la mappa di gioco, ci permettono anche di essere usati come deposito e di installare sopra di essi anche diversi item, come ad esempio un forno. Il tutto, oltre ad essere dannatamente divertente e funzionale, si adatta anche con la filosofia alla base del titolo di Donkey Crew.

Last Oasis

Last Oasis, non a caso, verte proprio sul concetto di nomadismo e sulla conseguente ricerca di una zona abitabile, le oasi da cui il titolo del gioco. Per incentivare i propri giocatori a muoversi all’interno della mappa Donkey Crew ha instillato all’interno della formula di gioco un sistema che chiude a rotazione dei server aprendone altri, in modo tale da obbligare gli utenti a migrare continuamente in biomi anche differenti. In queste meccaniche si va poi ad insinuare un’anima decisamente incentivata alla co-operazione e alla creazione dei clan per il dominio dei nuovi territori, con Last Oasis che nella nostra prova ha saputo dare il meglio di sé collaborando con gli altri giocatori, sebbene il titolo di Donkey Crew si sia comunque rivelato più che godibile anche in solitaria.

In conclusione

Alla fine della nostra prova Last Oasis ci ha lasciato decisamente tante certezze, ma anche qualche piccola perplessità. A fronte di un’impalcatura di gioco solida e dirompente, capace di ammaliare e intrattenere gli amanti del genere con una formula inedita sotto diversi punti di vista, troviamo infatti ancora diversi punti che necessitano di una pesante limatura. L’aspetto grafico, seppur al massimo dei dettagli, non stupisce troppo: le animazioni non sono perfette e sono ancora presenti numerosi e differenti bug. Il rampino, poi, per quanto interessante come meccanica, è al momento in uno stato a dir poco precario e necessita di essere radicalmente rivisto. In definitiva però, si tratta di problematiche tutto sommato accettabili in un’opera in early-access e se Donkey Crew riuscirà nel corso del tempo a sistemare questi dettagli e ad offrire un adeguato supporto post lancio, Last Oasis saprà molto probabilmente imporsi senza troppi problemi nell’affollato mercato dei survival game.

Volete provare con mano Last Oasis? Potete trovare comodamente qui la versione digitale del gioco!