Il colosso videoludico Capcom ha diffuso i dati aggiornati sulle vendite di Monster Hunter Wilds, confermando che il titolo ha superato gli 11 milioni di copie vendute a livello globale entro la fine del 2025. Si tratta di un traguardo che testimonia la solidità commerciale del franchise, sebbene il ritmo di vendita mostri un rallentamento rispetto ai mesi iniziali.
L'ultimo aggiornamento ufficiale, risalente al 30 settembre dello scorso anno, aveva registrato 10,7 milioni di unità distribuite.
Facendo un rapido calcolo, emerge che nel trimestre conclusivo dell'anno il gioco ha piazzato circa 300.000 copie aggiuntive sul mercato.
Un risultato che, pur essendo positivo in termini assoluti, evidenzia un inevitabile calo fisiologico rispetto all'esplosione iniziale delle vendite. Questo andamento è del tutto normale per i blockbuster videoludici, che tendono a concentrare la maggior parte delle vendite nelle prime settimane successive al lancio.
Monster Hunter Wilds era approdato sul mercato il 28 febbraio 2025, rendendo disponibile l'esperienza di caccia su tutte le principali piattaforme current gen, ovvero PlayStation 5, Xbox Series e PC tramite Steam.
Il lancio simultaneo su più piattaforme ha certamente contribuito a massimizzare la penetrazione del titolo, permettendo a Capcom di raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile fin dal primo giorno. La strategia multipiattaforma si conferma vincente per i grandi publisher giapponesi, sempre più orientati a sfruttare ogni canale distributivo. Basti vedere anche il cambio di rotta di Square-Enix, ora decisa a rilasciare i giochi anche su Xbox.
Un gioco che non decolla
Questi numeri, sebbene impressionanti sulla carta, aprono una voragine di riflessioni su quello che è lo stato di salute attuale del brand. Superare gli 11 milioni è un obiettivo che molti publisher sognerebbero, ma se guardiamo al contesto e alla traiettoria di Monster Hunter, non possiamo ignorare che Monster Hunter Wilds si trovi in una posizione di stallo preoccupante. Il rallentamento a 300.000 copie nell'ultimo trimestre non è solo un "calo fisiologico", ma il segnale di un passaparola che si è chiaramente incrinato.
Il problema principale, a mio avviso, risiede in una presunzione tecnica che Capcom non si è potuta permettere. Lanciare un titolo di questa portata con problemi di ottimizzazione così marcati ha creato una frattura tra la critica e l'utenza PC e console. Quando un giocatore spende 80 euro per un titolo current-gen, si aspetta una fluidità che Wilds ancora oggi fatica a garantire. Questo aspetto ha frenato drasticamente le "code" di vendita: chi non lo ha preso al Day One oggi aspetta, giustamente, che il gioco venga sistemato o che l'hardware diventi più accessibile.
Inoltre, il confronto con Monster Hunter: World è impietoso sotto il profilo del supporto. World era un ecosistema vivo, vibrante, con una cadenza di aggiornamenti che rendeva ogni mese un evento. Wilds, al momento, sembra un gigante dai piedi d'argilla: bello da vedere (quando il frame rate lo permette), ma povero di quel "calore" post-lancio che fidelizza la community a lungo termine.
Se Capcom vuole davvero che Wilds diventi il nuovo standard, deve smettere di guardare solo i grafici delle vendite e tornare a focalizzarsi sull'esperienza utente. Senza un'ottimizzazione radicale e un piano di contenuti più aggressivo, il rischio è che Wilds venga ricordato come l'esperimento più ambizioso, ma meno rifinito, della saga. In questo momento, la corona resta saldamente sulla testa di World.