Il mondo degli MMO si prepara a salutare definitivamente uno dei suoi titoli più discussi degli ultimi anni. Amazon ha annunciato che New World cesserà ufficialmente di esistere il 31 gennaio 2027, quando i server verranno spenti su tutte le piattaforme. Il gioco è già stato rimosso dagli store digitali, rendendo impossibile l'acquisto di nuove copie, mentre chi già possiede il titolo potrà continuare a esplorare Aeternum fino alla data definitiva di chiusura. La stagione Nighthaven verrà prolungata proprio per accompagnare i giocatori fino all'ultimo giorno disponibile, in quello che rappresenta l'ennesimo capitolo controverso della tormentata storia di Amazon nel settore videoludico.
La decisione di chiudere New World arriva dopo mesi di incertezza. Ad ottobre 2025, Amazon aveva già annunciato l'intenzione di mettere il gioco in modalità manutenzione, nell'ambito di un massiccio round di licenziamenti che ha coinvolto ben 14.000 dipendenti dell'azienda. All'epoca, la compagnia aveva garantito che i server sarebbero rimasti attivi per tutto il 2026, ma evidentemente i piani sono cambiati, estendendo la vita del gioco solo di pochi mesi nel 2027. Nel comunicato ufficiale pubblicato sul sito di New World, il team di sviluppo ha ringraziato i giocatori per la dedizione e la passione dimostrate nel corso degli anni.
"Siamo grati per il tempo trascorso insieme a costruire il mondo di Aeternum. Insieme abbiamo creato qualcosa di speciale", si legge nella dichiarazione. Gli sviluppatori hanno promesso di dare al gioco "un addio degno di un eroe leggendario" durante quest'ultimo anno di operatività, sottolineando quanto sia stato un onore condividere questa avventura con la community. Parole che suonano particolarmente amare considerando le aspettative iniziali riposte in questo progetto.
New World rappresentava infatti uno dei rari successi di Amazon nel competitivo mercato videoludico, soprattutto dopo una serie di flop clamorosi che avevano portato alla chiusura di interi studi e alla cancellazione di progetti ambiziosi. L'MMO ambientato in un'America alternativa del 1600 aveva fatto registrare numeri impressionanti al lancio su Steam nel 2021, raggiungendo un picco straordinario di 913.634 giocatori contemporanei sulla piattaforma Valve. Un risultato che aveva fatto ben sperare per il futuro del titolo e per le ambizioni di Amazon Games nel settore dei giochi online persistenti.
Tuttavia, come spesso accade con gli MMO che esplodono al day one, i numeri si sono rapidamente sgonfiati nei mesi successivi. Il calo della popolazione attiva ha rappresentato una costante preoccupazione per Amazon, che ha tentato di rilanciare il gioco con aggiornamenti e contenuti stagionali, senza però riuscire a mantenere l'interesse della playerbase iniziale. Secondo quanto riportato da Bloomberg lo scorso anno, Amazon aveva deciso di ridurre drasticamente gli investimenti nel genere MMO, concentrandosi invece su progetti più sicuri come il racing game dello studio britannico Maverick Games e titoli casual orientati all'intelligenza artificiale per il servizio cloud gaming Luna.
La strategia aziendale prevede comunque di continuare lo sviluppo di March of Giants presso Amazon Games Montreal e del nuovo gioco di Tomb Raider in lavorazione da Crystal Dynamics. Resta invece nel limbo la situazione dell'attesissimo MMO ambientato nell'universo de Il Signore degli Anelli, su cui Amazon non ha ancora fornito aggiornamenti ufficiali nonostante le preoccupazioni sollevate dalla community dopo l'annuncio della chiusura di New World.
Ma c'è chi non si rassegna all'idea che un videogioco debba semplicemente morire. Alistair McFarlane, COO e direttore aziendale di Facepunch Studios (il team dietro il celebre survival Rust), ha sorpreso tutti con un tweet diretto ad Amazon in cui offre 25 milioni di dollari per acquisire New World. "I giochi non dovrebbero mai morire", ha scritto McFarlane, lanciando quella che sembra essere un'offerta seria per salvare l'MMO dall'oblio digitale. La proposta ha immediatamente acceso il dibattito nella community sul futuro dei giochi live service e sulla gestione dei contenuti online quando le compagnie decidono di abbandonarli.
L'iniziativa di McFarlane non è rimasta isolata. Simon Collins-Laflamme, fondatore di Hypixel Studios che ha recentemente salvato Hytale dopo anni di sviluppo travagliato presso Riot Games, ha risposto al tweet offrendo consigli su come acquistare giochi cancellati. Un precedente che dimostra come operazioni di questo tipo, per quanto complesse, non siano impossibili nel settore. McFarlane ha anche delineato la sua visione per il futuro di New World qualora l'acquisizione andasse in porto: seguendo la filosofia di Facepunch, l'obiettivo sarebbe "dare potere alla community" rendendo i server ospitabili pubblicamente dai giocatori stessi.
"Un gioco vivrà per sempre nelle mani di una community dedicata", ha spiegato il COO di Facepunch, proponendo un modello che ricorda quello già implementato con successo in Rust. Questa soluzione permetterebbe ai fan più accaniti di mantenere vivo New World anche senza supporto ufficiale, trasformandolo da titolo puramente commerciale a progetto sostenuto dalla base di giocatori. Resta ora da vedere se Amazon accetterà l'offerta o se preferirà semplicemente archiviare questo capitolo della sua storia videoludica, aggiungendo New World alla sempre più lunga lista di MMO che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni.