Nintendo Switch

Nintendo Switch, l’accordo con Tencent in Cina ci riporta ai tempi del region lock

Il mercato cinese, anche in fatto di videogiochi, è uno dei più regolati al mondo. Per questo anche il rilascio di una console come Nintendo Switch, la cui diffusione su tutti i mercati sembra “pacifica”, è dovuto passare anche dal colosso orientale Tencent per poter trovare sbocchi sul mercato cinese. Non a caso nell’agosto scorso la società giapponese e quella cinese avevano annunciato un piano congiunto di rilascio della console. Con l’occasione il gigante tecnologico cinese aveva annunciato che avrebbe fornito i servizi cloud e i server per Switch insieme alla localizzazione dei titoli Nintendo nella lingua nazionale.

Le differenze però tra la versione Nintendo-Tencent di Switch e quella internazionale non si fermano qui. Alcuni titoli espressamente sviluppati per il mercato cinese, infatti, saranno di fatto ingiocabili sulle console degli altri paesi. Come ricostruisce il sito Siliconera, nella maggior parte dei casi questo non rappresenta un problema dato che si tratta di giochi già apparsi su altri mercati e destinati ad arrivare in Cina. Ci sono però altri titoli sviluppati espressamente per questo mercato, come il gioco di Ubisoft, Raving Rabbids: Journey to the West, che non funzioneranno sulle altre Switch. Le versioni fisiche dei giochi pubblicati per altri mercati saranno invece giocabili sulla versione cinese ma solo offline a causa del passaggio dei già citati server Tencent.

Credit: Chinese Nintendo/Twitter
Raving Rabbids: Journey to the West

Ma quali sono le differenze concrete nell’aspetto delle card del mercato cinese? Come spiega l’account Twitter Chinese Nintendo (che ha pubblicato l’immagine esplicativa che trovate qui sopra), al di là della ovvia presenza di un titolo nell’idioma locale è presente anche la dicitura Tencent Imported in basso a sinistra sulla cover del gioco e il codice finirà con la sigla CHN (mentre quello di Hong Kong e Taiwan riporta invece quella CHT).

Insomma l’accordo con Tencent ci riporta ai tempi del region lock quando titoli di un mercato come quello americano o giapponese erano ingiocabili sulla versione delle console rilasciate in differenti paesi. Una pratica comune sino ai tempi di PlayStation 3 e poi scomparsa anche con la pubblicazione in contemporanea in tutto il mondo. Il ruolo della multinazionale Tencent nel mondo dei videogiochi rappresenta sicuramente un caso interessante e vi consigliamo vivamente di dare un’occhiata all’articolo di Nicola Armondi Tencent: il gigante invisibile dell’industria videoludica.

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