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PlayStation 4

Nioh 2: provato in anteprima al TGS 2019

Abbiamo finalmente provato con mano Nioh 2, il souls-like action di Koei Tecmo e Team Ninja, in occasione del Tokyo Game Show 2019.

Durante il Tokyo Game Show, in una conferenza privata organizzata da Sony Interactive Entertainment, Fumihiko Yasuda, producer di Nioh 2 ha illustrato le novità del gioco Koei Tecmo in arrivo a inizio 2020, esclusivamente su PS4.

Il primo episodio ha avuto uno sviluppo travagliato: annunciato nel 2004, previsto inizialmente nel 2007 per PS3, è uscito soltanto 10 anni dopo su PS4. Ma la lunga attesa e i diversi cambi di genere sono stati ripagati, Nioh difatti è stato uno dei migliori giochi del 2017, non solo su PS4, e le copie vendute (2,7 milioni in tutto il mondo) sono lì a testimoniarlo.

Come ben evidenziato anche oggi nella conferenza, Nioh prende come riferimento due precisi mondi: quello dei samurai e quello della mitologia giapponese. Il mondo dei samurai è ben rappresentato dal protagonista e dall’epoca durante la quale è ambientato il gioco (già nell’episodio originale vi erano chiari riferimenti storici al Giappone del diciassettesimo secolo). Il mondo della mitologia, invece, va a creare sia i nemici da combattere, gli Youkai (ovvero delle specie di demoni), sia il principale alleato, gli spiriti guardiani che ci affiancheranno.

Nioh 2

Nioh 2, sebbene sia numerato come sequel, narra le vicende precedenti alla storia di William, il protagonista del primo capitolo. Questo serve anche a giustificare la prima novità di questo secondo capitolo, ovvero la possibilità di creare e customizzare fisicamente il proprio personaggio, partendo dal sesso fino a cambiare alcuni tratti somatici come volto, capelli, corpo, voce.

Una volta iniziato il gioco, la prima cosa che salta all’occhio è la pressoché immutata interfaccia grafica, caratteristica che a molti ha fatto storcere il naso all’uscita della demo alpha, avvenuta alcuni mesi fa, e li ha spinti a bollarlo come un “more of the same”. Se a prima vista questo può sembrare vero, iniziando a giocare ci si accorge che alcune cose sono cambiate; di per sé la meccanica di gioco è la stessa: attacchi, schivate e parate dipendono dal Ki (una sorta di Stamina) e nemmeno è cambiata la caratteristica delle posture: alta per il maggiore danno, media per focalizzarsi sulla difesa e bassa per essere più rapidi nelle schivate.

Per questo motivo, come già capita nella serie “Souls”, è fondamentale padroneggiare il Ki: attaccare a testa basta non può che portare a morte sicura in breve tempo; sebbene Nioh abbia un gameplay più frenetico, è comunque necessario ragionare su cosa fare e quando farlo, soprattutto nel riuscire ad alternare attacchi e pause durante le quali attivare l’impulso Ki, una mossa che permette il recupero istantaneo di parte della stamina consumata.

Ma sono presenti anche delle novità nel modo di giocare: se nel precedente capitolo sconfiggendo gli Youkai si poteva utilizzare il loro spirito per potenziare le armi in nostro possesso, ora sarà lo stesso Youkai a legarsi al protagonista. Una volta che si sarà riempita una barra apposita, sarà possibile tramutarsi in un demone in grado di lanciare attacchi devastanti e letali. Inoltre, sempre in modalità Youkai, è possibile sferrare un contrattacco che, se attivato con la tempistica giusta, gira a nostro favore una situazione che poteva diventare problematica.

Come se non bastasse, in modalità Youkai è possibile far assorbire parte dell’energia alla nostra arma, potenziandone l’attacco e il raggio d’azione. Tutto questo però ha un limite: la modalità Youkai è a tempo, in modo da non sbilanciare troppo verso il basso la difficoltà del gioco (anche se, per quanto fino a questo momento, Nioh 2 è tutt’altro che facile).

Nioh 2 TGS 2019

Un’altra novità è la presenza del “Regno Oscuro” un mondo parallelo popolato da temibili Youkai: una volta trasportato in questa dimensione sovrannaturale, il nostro personaggio si troverà in difficoltà in quanto semplice samurai al cospetto di demoni potentissimi, per cui sarà essenziale utilizzare la trasformazione Youkai per poterli sconfiggere.

Bisogna inoltre ricordare i kodama, piccoli spiriti degli alberi che si incontrano lungo l’avventura e che, una volta radunati tornare al santuario (ovvero il “falò” di Nioh), permettono di attivare bonus passivi di varia natura. In Nioh 2 ci saranno più kodama da trovare: se da una parte questo significa maggiori poteri al santuario, dall’altra vuol dire che il completismo sarà più complesso (per alcuni sarà positivo, per altri negativo). Anche gli Youkai sono aumentati in questo nuovo episodio e, stando alle parole del produttore Yasuda, nel corso dell’anno verranno rilasciati dei DLC contenenti altri Youkai, in modo da espandere ancora di più l’esperienza di gioco. Menzione a parte merita lo Youkai di un gatto: una volta trovato e ammaestrato, esso ci seguirà durante la nostra avventura; la sua caratteristica principale è quella di far recuperare più velocemente il Ki al nostro personaggio.

Potenziare il nostro personaggio è essenziale se si vuole andare avanti nel gioco e per questo è necessario raccogliere l’amrita, ovvero le “anime” di Nioh, come già accadeva nel precedente capitolo. Per farlo non bisogna solo sconfiggere gli avversari, ma anche aprire bauli, rompere vari contenitori sparsi nell’area di gioco oppure pregare in un santuario. Bisogna fare però molta attenzione perché in caso di morte perderemo tutta l’amrita raccolta: esattamente come accade in Dark Souls, è possibile recuperarla nel punto di morte, sempre ammesso che non si perisca nel viaggio di ritorno.

Nioh 2 TGS 2019

Una volta che le caratteristiche saranno aumentate, sarà possibile accedere al sistema di skill che è stato ampliato rispetto al primo episodio, andando così a influire maggiormente sullo sviluppo delle armi,  sulla costruzione di oggetti e sulla creazione di pergamene magiche. Considerata la presenza di decine e decine di armi e oggetti disponibili, tutti potenziabili, risulta evidente che le combinazioni sono molteplici per adattare il personaggio allo stile di gioco più gradito all’utente.

Veniamo infine all’ultimo miglioramento rispetto al precedente capitolo: il multiplayer. Se in precedenza si poteva giocare con solo un altro giocatore, in Nioh 2 sarà possibile cooperare fino a 3 persone in tempo reale e lo stesso accade in modo asimmetrico, quindi sarà possibile evocare lo spirito di 2 giocatori che ci aiuteranno nella nostra avventura. La modalità multiplayer è disponibile per buona parte della storia, eccetto per le missioni nel Regno Oscuro, ma del resto è normale considerato il premio che si riceve una volta che si terminano.

Riguardo infine la lunghezza complessiva del gioco, Yasuda non si è voluto troppo sbilanciare ma il monte ore complessivo per arrivare al calo di sipario è grosso modo ai livelli del capitolo precedente.

L’impressione fin qui avuta su Nioh 2 è quella del “squadra che vince non si cambia” visto che sono stati limati spigoli e le novità introdotte irrobustiscono un titolo che già originariamente era più che valido. Personalmente per me vale la regola di “Mario Galaxy”, ovvero che se un gioco è ottimo non è necessario stravolgerlo o innovarlo troppo col seguito, e pare che Koei Tecmo abbia voluto seguire questo percorso; per quello che è stato possibile vedere sembrerebbe anzi ingiusto definire Nioh 2 come un non seguito per mancanza di “pesanti” innovazioni, così come reputo ingiusto definire un gioco in base a una semplice versione alpha.

Non resta quindi che aspettare i primi mesi del prossimo anno (il mio pronostico, Marzo) quando Nioh 2 verrà rilasciato; è stato confermato che la versione europea conterrà il doppiaggio in lingua originale giapponese e quella inglese, mentre per quanto riguarda i testi non mancherà l’italiano.

In attesa del secondo capitolo, possiamo divertirci con il primo Nioh: lo trovate in versione “PlayStation Hits” a questo indirizzo.