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Nioh 2 | Come sconfiggere tutti i Boss

Pagina 5: Nioh 2 | Come sconfiggere tutti i Boss

Come per il suo predecessore, Nioh 2 contiene una lunga serie di boss da battere più e più volte a seconda dei casi. Qualcuno della storia principale magari si ripeterà in delle missioni secondarie, altri saranno invece esclusivi di scenari opzionali e altri ancora saranno affrontabili solo nella storia principale o nelle missioni Crepuscolo. Di seguito quindi abbiamo deciso di stilare una guida a ogni boss, mettendo per primi quelli della campagna in ordine cronologico di apparizione.

Consigli generali

Prima di passare alla lista vera e propria, è bene tenere a mente alcuni consigli che varranno in ogni caso affrontato. Il primo è quello di non ignorare sia i Ninjutsu che la magia Onmyo e di dedicare del tempo a capire quali strumenti/talismani portarsi in missione. Aumento della difesa, rallentamento del nemico, applicazione di status alterati e molti altri vantaggi possono essere ottenuti solamente da questi rami e perciò è bene utilizzare le ciocche dedicate per investirci punti il più possibile. Un semplice talismano può davvero ribaltare di uno scontro per voi difficile, perciò non sottovalutate mai questo aspetto in favore dell’arte della spada pura (altrettanto importante).

Il secondo è quello di non farsi problemi a evocare aiuti attraverso le Tombe della Misericordia segnate in blu, specialmente quando lo scontro si basa prettamente sull’annullare la Stamina del nemico. La cooperazione è fortemente consigliata in Nioh 2, perciò sfruttatela ove possibile. Anche perché, tutto sommato, il danno dei compagni NPC provenienti da giocatori reali è comunque esiguo e non potranno affatto battere da soli qualsiasi nemico.

Infine, anche se scontato, è bene affrontare le missioni una volta raggiunto o superato il livello consigliato. Se si sarà sottolivellati, i Boss (ma anche i nemici normali) rischiano di uccidervi anche con un singolo colpo. Esplorando spesso e facendo piazza pulita di ogni cosa che vi si parerà davanti, andrete abbondantemente oltre il livello richiesto dalle missioni almeno fino alle fasi finali del gioco, giusto il tempo di abituarvi con i sistemi e crearvi un personaggio più delineato nelle caratteristiche.

Mezuki

Il primissimo boss che si incontrerà nella prima missione è Mezuki: un demone dalle dimensioni gigantesche che incrocia una figura umanoide con un cavallo. Noterete fin da subito la sua ascia enorme piena di seghettature, ovvero il principale mezzo offensivo che verrà rivolto verso di voi. Gli attacchi frontali del Mezuki sono lenti e abbastanza telegrafati, dandovi quindi ampio margine di difesa a patto di non essere troppo avari nelle combo di attacchi.

L’ideale è posizionarsi dietro di lui durante le sue spazzate, ma attenti: se starete troppo attaccati al suo posteriore scalcerà come un cavallo impazzito facendovi decisamente male. Occhio anche a quando avrà l’aura rossa, segno a cui dovrete prendere dimestichezza considerando che varrà per ogni nemico esistente. Quando succede, da qui in poi, cercate sempre di interrompere la mossa con un contrattacco in forma Yokai premendo L2 + Cerchio. In questo modo colpirete duro la Stamina del nemico, stordendolo per qualche secondo.

Altro meccanismo dei Boss è quello di evocare il Regno Oscuro una volta distrutta la stamina della forma normale, potenziando i propri attacchi e dandovi i malus tipici di tale atmosfera. Nel caso di Mezuki si parla di un potenziamento al proprio braccio principale, aumentando la frequenza degli attacchi e il numero di combo da lui eseguite. Attenzione anche alle cariche frontali, anch’esse segnalate abbondantemente. Mezuki può risultare tosto come primo boss, ma è essenziale sfruttare questa occasione per assimilare bene l’antifona e accettare il destino di trovarsi davanti al primo di una serie di scontri dove la schermata di game over sarà spesso di vostra compagnia.

Enenra

Il secondo incontro a vostra disposizione sarà un demone del fuoco e della cenere, capace di teletrasportarsi all’interno di un’arena in fiamme. Il suo kit è un mix di attacchi fisici e a distanza, oltre alla possibilità di evocare esplosioni fiammante intorno a sé. Ancora una volta l’approccio ideale è quello di mettersi dietro di lui il più possibile, specialmente quando lo vedrete evocare una serie di tornado o delle fiamme in un arco di fronte a lui.

Quando genera delle esplosioni che lo circondano, è possibile rimanere attaccati al suo corpo in modo da evitare (con un pizzico di fortuna) il danno. Ma ancora più importante è farlo sbattere sulle colonne che compongono l’arena, in modo che così le sacche d’acqua sopra di esse si gettino su di lui infliggendogli danni e un durissimo colpo alla stamina.

Nel Regno Oscuro Enenra sarà più incline a teletrasportarsi, aumentando anche il numero di colpi concatenati prima di fermarsi. Le esplosioni avranno più gittata e i tornado aumenteranno di quantità a seconda di quanta vita gli manca. L’unico vero ostacolo di questo combattimento è il fuoco e lo stato che ne consegue. Prendendo delle precauzioni in questo senso, magari utilizzando talismani d’acqua, avrete la vita più facile. Inoltre, sfruttate le abilità Yokai per negargli parte della stamina, come per esempio Enki o Yoki.

Yatsu-no-kami

Questo boss è il primo vero ostacolo impegnativo di Nioh 2, considerando la sua mole e la velocità con cui attacca. Essendo un serpente gigante è facile predire le sue mosse, composte principalmente da cariche e “testate” alternati da stati alterati occasionali legati al veleno, come era intuibile dal percorso affrontato per arrivare a lui.

Nella forma normale il combattimento è piuttosto diretto e l’unico attacco serio da evitare è quando mette le sue braccia nel terreno, sprofondandole e facendole uscire sotto di voi come se stesse usando Fossa dei Pokémon. I problemi iniziano quando entra nella sua forma da Regno Oscuro, staccandosi le braccia e generando due piccoli nemici che saranno letteralmente una seccatura enorme. Per ovviare a questo ostacolo, la soluzione migliore è utilizzare le Bombe oppure affrontare il tutto con un giocatore/NPC e assicurarsi che non muoia troppo presto.

Portarsi degli antidoti è consigliato, cosicché possiate concentrarvi solo sulla schivata e sul contrattacco in forma Yokai. Sicuramente arriverete a ricorrere alla Trasformazione per togliergli l’ultima barra di vita rimastagli, essendo un combattimento dove gli Elisir si sprecheranno come non mai. Non indugiate e utilizzate tutto ciò che avete a disposizione per liberarvi in fretta di lui prima che possa mettervi alle strette con il veleno e i suoi due minion evocabili.

Imagawa Yoshimoto

Il primo boss umano del gioco è Imagawa Yoshimoto, un generale a cui dovremo dare la caccia nei nostri primi momenti bellici della storia di Nioh 2. Questo avversario utilizza una lunga lancia con due katane e un arco da cui può sparare frecce elettrizzate. I suoi attacchi sono piuttosto standard, consistendo in affondi e combo rapide più o meno frenabili con la guardia. Come tutti i boss umani, è possibile contrattaccare utilizzando le abilità legate alla Guardia a patto di avere la velocità di reazione giusta.

Occhio anche alle pose di parata che eseguirà, capaci di farvi sbalzare riducendovi di molto la stamina e sfruttando il contraccolpo per punirvi. La vera minaccia deriva dall’elefante suo Spirito Guardiano, che permette a Yoshimoto di tempestare il campo di fulmini in un cono di fronte a lui. Per fortuna è un attacco molto visibile e preannunciato, dandovi il tempo di schivarlo. Quello meno visibile è la pioggia di frecce che potrebbe arrivarvi addosso anche dopo che le ha scoccate nel cielo, costringendovi a muovervi costantemente fino a quando non sarà cessata. In generale, portare qualche protezione al tuono vi faciliterà lo scontro, ma dovrete comunque basare la vostra strategia nel togliere la stamina al generale e assalirlo con le esecuzioni mentre la recupera.

Kamaitachi

Questo Aratama sarà abbastanza presente andando avanti nel gioco, ma affrontarlo per la prima volta sarà come andare a fare una gita nella foresta dei pugnali volanti. Infatti il Kamaitachi è una donnola con delle lame sulle zampe e sulla coda, capace di generare forti (e taglienti) raffiche di vento semplicemente muovendosi. Non aiuta il fatto di affrontarlo in un’arena piena di alberi su cui può arrampicarsi e colpirvi senza poter contrattaccare alle Auree Esplosive. Nella sua fase normale, questo boss vi caricherà con combo da tre colpi molto rapide e di quando in quando girerà su sé stesso per generare correnti ascensionali. Occhio alla presa con la coda: ha un raggio abbastanza ampio e fa anche molto male.

Un Talismano per rallentare il nemico renderà questo scontro enormemente più semplice, almeno fino a quando non entrerà nel Regno Oscuro diventando molto più veloce e acquisendo la capacità di creare delle copie in grado di effettuare feroci attacchi rotanti verso di voi. Quando questo accade, tentate in tutti i modi di schivare/parare almeno il colpo iniziale per evitare di essere completamente feriti da tutti i colpi in rapida successione. In generale però, nonostante la mancanza di veri punti deboli, il combattimento con il Kamaitachi è piuttosto semplice a patto di capire che non è possibile caricarlo a testa bassa e riempirlo di combo lunghe. Piccoli assalti e fughe veloci sono l’ideale per affrontarlo, rendendo armi come Tonfa, Kusarigama e doppie Accette perfette per lo scontro. Il che è una brutta notizia per tutti gli utilizzatori di armi pesanti.

Yoshitatsu

Lo scontro con Yoshitatsu è il primo in cui affronteremo qualcuno capace di utilizzare la trasformazione in Yokai, seppur in maniera diversa dalla nostra. In questo punto del gioco però, il boss nemico avrà un vantaggio rispetto a noi: possiederà ben due spiriti da cui attingere, presi direttamente da quelli che non abbiamo scelto all’inizio del gioco. Nella sua forma normale il combattimento ricade in quello tra samurai, potendo quindi effettuare contrattacchi e puntando tutto sul diminuire la sua stamina il prima possibile per colpirlo con affondi ed esecuzioni. Ogni tanto potrà attingere dai suoi Spiriti Guardiani e usare qualche fendente elementale, a cui si può ovviare con un Contrattacco Esplosivo.

La sua ferocia nell’attaccare più velocemente possibile aumenta quando utilizza la Forma Yokai, esibendo tecniche simili alle nostre quando ci si trasforma. L’approccio migliore in questo caso è quello di schivare e aspettare la fine delle combo per assestare uno o due colpi, in modo da evitare di essere vittima della sua ritorsione piuttosto repentina. Chiaramente, se si utilizza un Amuleto del Bradipo lo scontro diventerà enormemente più semplice, considerando che la sua principale caratteristica offensiva è la velocità.

Tatarimokke

Questo gufo dai tre occhi è un boss impegnativo più per le meccaniche che per la minaccia delle sue mosse. I suoi attacchi principali non varieranno in base al Regno Oscuro, esibendo quindi sempre la possibilità di volare e graffiarci, estendere le ali come colpi a rotazione e sparando raggi laser dal suo occhio centrale in qualsiasi direzione. Avvicinarsi a questo nemico è quindi un’impresa ardua di per sé, considerando che se non è in volo il più delle volte girerà su sé stesso per colpire tutto ciò che lo circonda.

La finestra di opportunità si apre quando evoca il Regno oscuro e rende il campo di battaglia completamente privo di luce se non per una singola sfera rossa che possiede la stessa meccanica dell’area appena esplorata. Infatti, dirigendovi verso questo globo e distruggendolo il più in fretta possibile sarà possibile scaricare istantaneamente la Stamina del gufo e farlo precipitare a terra per attaccarlo. Il consiglio è quindi quello di fare in modo di uccidere la sfera rossa prima che il boss abbia il tempo di venire ad attaccarvi, magari distanziandovi prima dall’obiettivo, facendovi seguire dal pennuto e poi correre verso il punto debole in rosso. Utilizzando i punti in Onmyo, approfittatene per sbloccare l’Amuleto d’Acciaio e aumentare la vostra difesa, considerando quanto potreste essere sposti durante le fasi più concitate.

Magara Naotaka

Magara Naotaka è un gigantesco guerriero Yokai che affronterete in un arena di ghiaccio (e anche più di una volta in alcune missioni) con un’enorme spada di ghiaccio. Il suo possente fisico gli permette di brandire questa Odachi come se fosse una Katana, generando colpi pesanti e lastre congelate sul taglio della lama. La peculiarità del boss è quella di fare attacchi lenti ma estremamente potenti, sfruttando la sua forza erculea per ruotare su sé stesso e colpire tutto ciò che lo circonda. Può generare anche esplosioni di ghiaccio con i piedi o i colpi sul terreno, ma in generale la loro esecuzione è così lenta che non avrete problemi a evitarlo.

Nel Regno oscuro Magara Naotaka guadagna solo più ferocia senza particolari aggiunte al suo moveset, se non un utilizzo maggiore dell’Aura Esplosiva per garantirvi aperture con il contrattacco. Portatevi molti Elisir e qualche Medicina Erboristica per fronteggiare i grandissimi danni che è in grado di tirare fuori, specialmente se utilizzate un’arma pesante e siete scoperti spesso. Non siate avidi con le combo, limitatevi a massimo tre colpi e cercate di fargli cadere la stamina il prima possibile.

Azai Nagamasa

Rimanendo nel terreno dei guerrieri capaci di attingere al regno Yokai, Azai Nagamasa è un generale che fin da subito si presenta nella sua forma mista a uomo uccello che ha due grandi ali sulla schiena. Attacca con la katana e la sua appendice pennuta, che nella fase normale è solo metà dell’apertura alare. I suoi attacchi sono tremendamente veloci e può utilizzare la sua ala per pararsi e contrattaccare immediatamente, costringendovi per forza di cose a schivare a meno di essere colpiti da un fendente dall’alto. Distanziarlo servirà a ben poco: non solo ha affondi in grado di raggiungervi ovunque, ma può contare sull’elemento dell’acqua per generare esplosioni tutt’altro che innocue. Paradossalmente, il suo punto debole è proprio l’attaccatura delle ali con cui si difende, perciò mirate alla schiena con una posa alta. Buona fortuna però: la sua velocità e reazione è così alta che sarà difficile arrivarci, a meno di non usare un talismano del Bradipo.

Quando entra nel regno oscuro cresce anche la seconda ala, permettendogli di volare, sparare piume e piombarvi addosso con attacchi impossibili da contrattaccare. L’unica è pararsi o spostarsi, sperando di non vedere la propria stamina ridursi notevolmente. Consigliamo l’Acqua Sacra per recuperare velocemente il Ki anche in questa fase, soprattutto perché di certo lui non smetterà di arrivarvi addosso con combo piuttosto lunghe e letali. Di contro però, il suo punto debole diventa più evidente e perciò cercate di sfruttare le fasi di atterraggio per punirlo quanto basta. Sarà una lunga battaglia di logoramento, armatevi di pazienza e di ogni precauzione possibile.

Saika Magoichi

Dopo Azai, affronterete un altro utilizzatore di uno Spirito uccello e vecchia conoscenza per i giocatori di Nioh. Ai veterani basterà ricordare il combattimento di un tempo per superare il tutto senza problemi, considerando che il moveset è lo stesso del primo capitolo. Ai nuovi giocatori invece è necessario sapere che Magoichi è un abile tiratore che plana sul campo di battaglia sparandovi colpi su colpi. Attacca anche da vicino, ma quando vi allontanerete per bere un elisir vi accorgerete del fastidio che vi potrà dare quando punterà alla vostra testa con il suo fucile o utilizzerà le bombe normali/a grappolo.

Come se non bastasse, può castare delle palle di fuoco che vi inseguiranno per un breve periodo di tempo, oltre che diversi altri attacchi elementali legati sempre a quell’elemento. Cercate di non farvi intimidere troppo e utilizzate le colonne dell’arena per pararvi dai tiri ed eventuali attacchi a corto raggio. Magoichi è infatti più un miniboss che altro, una volta capita la sua strategia riuscirete a batterlo senza problemi. Quando vola, tentate inoltre di colpirlo nella discesa, in modo da farlo cadere rovinosamente e avere una chance per attaccarlo con una bella combo.

Gyuki

Affrontato Azai, vi dovrete dirigere al vero boss della missione: un toro mischiato con un insetto da combattere in un’arena vicino a una diga. Per prima cosa, premuratevi di farlo sbattere su quest’ultima in modo da sbloccare il relativo trofeo, anche se probabilmente succederà in ogni caso durante lo scontro. Il Gyuki è un essere molto potente più per la sua stazza che per le sue mosse, infatti quello che farà sarà sbattere le sue appendici o colpirvi con le due lame frontali, per poi sparare un letale raggio laser dalla bocca che, anche parandovi, vi ucciderà subito. La strategia migliore è quella di puntare ai suoi arti posteriori dove ci sono due agglomerati di Pietre dello Spirito: due punti deboli (utilizzabili una sola volta per tutto lo scontro) in grado di farlo cadere una volta distrutti.

Distruggere la stamina del Gyuki è l’unica strategia per uscirne vivi e indenni, specialmente se si utilizzano le abilità Yokai per bloccargli parte della barra. Essendo gigante, sfruttate qualsiasi Nucleo d’Anima che possegga un’ampia area d’azione. Sarà inoltre vitale utilizzare il contrattacco Esplosivo per capitalizzare sulle sue lente mosse, a patto di stare molto attenti a quando si solleva in aria. Oltre ai salti, nel regno oscuro si fa crescere due ali sulla schiena con cui può alzarsi da terra per un breve periodo di tempo, piombando sulle vostre teste con ferocia.

Kasha

Non fatevi ingannare dalle sue generose forme: Kasha è un nemico temibile che non avrà assolutamente pietà di voi, sferzandovi con la sua frusta di fuoco mentre vi circonda in un cerchio infernale con le sue ruote acuminate. L’arena in cui l’affronterete sarà inoltre piena di fiamme, perciò estrema attenzione e utilizzate i vari amuleti dell’elemento Acqua per difendervi. L’approccio di Kasha è normalmente quello di correre per la mappa lasciando scie fiammanti, colpendovi dalla distanza con attacchi dalla lunga gittata. Riuscendovi ad avvicinarvi, non si farà problemi a utilizzare gli aculei delle ruote per colpirvi ripetutamente con attacchi in grado di distruggervi la stamina nel caso decideste di pararli. Oppure salterà per provocare un’esplosione sotto di lei, capace di mandarvi immediatamente a fuoco senza adeguate protezioni.

Quando entrerà nel Regno Oscuro, il suo fuoco aumenterà d’intensità e diventerà blu, intensificando il danno degli attacchi e aumentando le volte in cui farà dei giri intorno a voi, chiudendovi ogni via d’uscita e condannandovi a una probabile morte. Per affrontarla al meglio è necessario quindi stare molto attenti a non finire tra le fiamme, puntando alle Pietre dello Spirito che sono su ogni singola ruota e che ricresceranno nel corso del combattimento. Negargli la mobilità con Bradipo potrebbe essere una buona idea nel caso abbiate troppa difficoltà, ma anche in questo caso dovrete fare i conti con le sue rapide offensive ravvicinate. Evitate di dilungarvi troppo con le combo e prediligete uno o due attacchi pesanti ben piazzati sulle pietre. Infine, sbrigatevi a togliere di mezzo i due Gaki che può evocare, meglio se ci riuscite intuendo quale attacco utilizza per chiamarli, in modo da utilizzare Abilità Yokai come quella di Ippon Datara per liberarvene in un colpo solo.

Ryomen Sukuna

Questo boss è una fusione tra due: una faccia incarna il fuoco ed è dotata di un’arma da combattimento ravvicinato, mentre l’altra incarna il ghiaccio e utilizza arco e frecce per creare esplosioni elementali. Sebbene il corpo principale sia uno solo, ruotando il busto cambierà caratteristiche e vi fronteggerà con strategie diverse. La faccia di fuoco mirerà a colpirvi con attacchi rotanti e potenti fendenti genera-fiammate. La faccia di ghiaccio tirerà dei colpi che atterreranno sugli indicatori visibili sul solo, seguendovi per un breve periodo di tempo e creando spuntoni di ghiaccio che esploderanno al contatto. Inoltre potrà generare degli uccelli di gelo che voleranno per l’arena, mentre il demone del fuoco potrà tirarvi addosso tre palle rotanti che esplodono al vostro contatto.

Nell’arena sono disseminati dei cristalli che potenzieranno la vostra arma di uno o dell’altro elemento. Sfruttate debolezze e resistenze per avere un po’ di vantaggio e contrattaccate con il colpo esplosivo il prima possibile appena vedete l’aura rossa formarsi sul boss. Se gli permetterete di fare i suoi attacchi esplosivi sarete vittima di una feroce scarica rotante di colpi, esplosioni e frecce: decisamente da evitare. Occhio alla presa che la faccia di fuoco può fare, anche perché alla fine di essa vi lascerà infiammati e se avrete poca vita è come firmare la condanna a morte. Nel regno oscuro il suo combattimento non sarà molto differente dal normale, ma essendo potenziato è bene fare di tutto per distruggergli il prima possibile la stamina.

Maeda Toshie

Un possessore di lancia estremamente agile con una serie di colpi a ripetizione in grado di consumarvi tutta la stamina. L’arena dello scontro non è molto grande e perciò i grandi affondi che potrà fare copriranno quasi tutto il terreno che riuscirete a guadagnare distanziandovi, mettendovi a rischio nel caso in cui non riusciate ad evitarle. Per fortuna molti dei suoi attacchi sono preceduti da una rotazione proveniente direttamente dalle abilità che si possono acquisire nel ramo Lancia, perciò i possessori di quest’arma si troveranno molto più avvantaggiati rispetto agli altri.

Mentre i suoi attacchi standard ricadono nel pattern dei Redivivi, quando arriverà a metà vita inizierà a utilizzare il suo Spirito Guardiano per evocare fiamme a ricerca, esplosioni di fuoco a cui ormai siete abituati e infondere la lama di fiamme capaci di ustionarvi. Il consiglio maggiore è quindi quello di schivare ogniqualvolta lo vedrete chiamare lo Spirito e utilizzare Bradipo per rallentarlo e rendere lo scontro enormemente più facile.

Shibata Katsuie

Un gigantesco guerriero Yokai con due lunghe zanne che partono dal volto e una coppia di accette fiammeggianti. Questo mostro vi caricherà in ogni occasione e il suo metodo di attacco è legato principalmente a una singola combo che finisce con un grande affondo sul terreno. La sua stazza ci permette quindi di nasconderci dietro la sua schiena e stare relativamente al sicuro fino a quando non deciderà di far roteare le accette intorno a lui o lanciarcele. Ci sono due modi per arrestare parte della sua carica: uno è pararla e l’altro è farlo sbattere contro il muro, sebbene il secondo funzioni solamente dopo uno o due rimbalzi.

 Nel Regno Oscuro guadagna proprietà di fuoco in ogni suo attacco e, inoltre, sarà in grado di evocare dei cinghiali spiritici che vi caricheranno lasciandosi dietro una scia fiammeggiante. Come per Kasha, la difesa migliore è utilizzare protezioni/armi con Elemento Acqua e colpire alla schiena oltre che a mirare a rompere le zanne dal colore oro molto evidente. Il suo attacco più temibile è una presa in cui si lancia verso di voi, molte volte difficilmente evitabile per colpa della sua stazza e velocità. Quando succede, o contraccatte con la mosse esplosiva oppure assicuratevi di essere il più lontano possibile e correre via dal raggio d’azione.

Tokichiro

Affrontare Tokichiro in questa fase ricade sempre nell’archetipo dei guerrieri umani, nello specifico dei guerrieri dalla doppia katana. Questa disciplina ha attacchi concatenati molto lunghi, un consumo della stamina ridotto e la possibilità di avvicinarsi all’avversario con sveltezza. Tutte cose che Tokichiro ha appreso e che utilizzerà contro di voi, lasciando che la strategia migliore sia quella di colpire con pochi colpi tra una sua combo e l’altra, in modo da rompergli la stamina. La particolarà di questo boss è che può evocare due spiriti guardiani: uno è una scimmia che vi attaccherà consecutivamente con dei salti e impossibile da interrompere, mentre l’altro è un tapiro e quello che farà sarà mettere il Tuono e il Fuoco sulle lame del guerriero. In questo assetto potrà infliggervi ben due stati alterati anche con la più semplice delle combo.

La minaccia maggiore dello scontro è l’utilizzo da parte di Tokichiro di alcuni buff che gli potenzieranno tutte le caratteristiche. Evitare che riesca a bere dalla sua fiasca è essenziale per rendere lo scontro più facilitato, il quale comunque non possiede fasi particolarmente problematiche e sarà debole a tutte le mosse di contrattacco dalla guardia. Utilizzare Bradipo, come per tutti gli altri scontri con gli esseri umani, renderà il combattimento molto più facile.

Hachisuka Koroku

Anche questa è una vostra vecchia conoscenza che potreste aver già affrontato in passato durante una missione secondaria. Questo Boss utilizza un Kusarigama con estrema maestria, evocando acqua dalla punta dei suoi attacchi. La particolarità dello scontro è che nella fase normale il suo punto debole è il petto, oltre ad avere la possibilità di stordirlo con gli attacchi normali come qualsiasi nemico umano. Sebbene gli attacchi abbiano ampio raggio, la loro esecuzione richiederà tempo e se riuscirete a passare oltre le maglie del Kusarigama, allora non avrete problemi a colpirlo.

Quando però entrerà nel regno oscuro le cose si complicheranno: il guscio diventerà il vero punto debole e non potrà essere più stordito dagli attacchi normali. Evocherà moltissime esplosioni d’acqua su tutto il terreno, mentre utilizzerà il guscio per ruotare e colpirvi come una trottola stile Kappa. Inoltre è in grado di evocare dei Kamaitchi che sferreranno alcuni dei loro temibili attacchi, tanto per favorire. In questa fase è imperativo parare gli attacchi a corto raggio e schivare ogni colpo dei Kamaitachi in quanto, se colpiti da essi, vi ritroverete a subire anche la combo del boss stesso. Perfino Bradipo in questo scontro vi sarà di poco aiuto, puntate ai contrattacchi esplosivi e a tutte le tecniche possibili per distruggere la stamina in massimo due colpi concatenati. Mantenete una distanza media e non allontanatevi troppo quando dovrete curarvi.

Daidara Bocchi

Più che uno scontro, questo è un evento quasi scriptato. Si tratta di un boss gigante che ha delle unghie di pietre dello spirito da colpire quando sono a terra. Sparerà solamente dei laser dagli occhi ma difficilmente riusciranno a colpirvi, come gli attacchi esplosivi che ci mettono molto tempo a caricare prima di colpire. Date una spuntatina con qualsiasi mezzo di attacco che avete e salite sul braccio per colpire il punto debole vero del mostro e togliergli circa metà vita a botta. Se utilizzate un compagno NPC, sarà ancora più semplice.

Shuten Doji

Questo guerriero Yokai antico rappresenta lo stile da combattimento dell’ubriachezza. Egli infatti combatte con una grossa mazza, bevendo dalla sua fiasca di quando in quando e utilizzando i suoi lunghi capelli dorati come mezzo offensivo di tipo fuoco. I suoi movimenti sono casuali e imprevedibili, anche se allo stesso tempo la sua stazza e lentezza d’esecuzione lo rendono una minaccia tutto sommato gestibile. Il suo approccio è più frontale che altro, lasciando la schiena completamente scoperta se non quando decide di far roteare la sua chioma, evitabile comunque semplicemente scattando indietro.

Quando entra nel Regno Oscuro il combattimento si farà un po’ più feroce e parecchi degli attacchi di Shuten Doji colpirano duro la vostra stamina. Potrà anche sputare fiamme bevendo l’alcool nella fiasca, rappresentando l’unico mezzo di attacco a distanza che possiede. Il problema di questa fase è che la sua stamina si rigenererà costantemente, perciò sarà imperativo puntare a colpire il suo punto debole più evidente: la fiasca stessa. Più lo colpirete più vi sbrigherete ad uscire dalla fase più pericolosa di questo scontro, e affrontare l’avversario con più tranquillità fuori dal Regno Oscuro.

Lady Okusabe

Similmente al Daidara Bocchi, Lady Okusabe è un grande boss-castello che attacca utilizzando le appendici oculari che possiede. In questo scontro, possibilmente da fare con l’alleato NPC evocabile proprio vicino alla stanza del boss, l’unica cosa che dovrete fare è attaccare le quattro “teste” che compariranno ai lati dell’arena. Il problema è che ognuna di esse lancerà palle elementali dalla velocità variabile, combinate a raggi laser di ogni elemento. Non mancherà qualche attacco fisisoc come spazzate e colpi sul terreno, entrambi temibili e capaci di togliervi molta vita. La strategia migliora per battere le appendici è quella di colpirle poco alla volte e aspettare che utilizzino l’aura rossa per contrattaccare con la mossa Esplosiva e distruggere completamente la loro poca stamina. Quando sarano a terra, assicuratevi di utilizzare tutti i colpi possibili e di non dover essere interrotti da altri attacchi. Ripetendo il procedimento per ogni singola “testa”, arriverete alla fine dello scontro semplicemente facendo gli stessi identici passi.

Tokichiro – Secondo Incontro

Arrivati allo scontro finale, finalmente dovrete darvi di nuovo battaglia con Tokichiro e la sua forma da “imperatore”. Alla base del suo moveset rimangono le caratteristiche dello scontro precedente: doppie spade elementali, capacità di evocare due spiriti guardiani e utilizzare numerose mosse elementali a distanza. Tra le nuove possibilità possiamo vedere una rapidissima scarica di fendenti capaci di creare lame a velocità supersonica, il che si traduce nella vostra stamina completamente distrutta nel caso cerchiate di pararle semplicemente, affliggendovi infine sia con la bruciatura che con la paralisi. Questa mossa può essere sempre eseguita da Tokichiro, rendendola una delle minacce maggiori dello scontro.

In questo combattimento però, Tokichiro può trasformarsi utilizzando i due Spiriti Guardiani, acquisendo una forma che non può essere stordita dagli attacchi normali come per tutti gli altri nemici umani. Gli attacchi della trasformazione sono simili a quelli della forma umana, tuttavia alle combo seguiranno numerose esplosioni elementali e alcuni teletrasporti che porteranno il generale direttamente sopra la vostra testa per un colpo in picchiata con area elementale creata all’atterraggio. Per quanto possa sembrarvi davvero difficile colpire Tokichiro, il trucco in questo caso è quello di schivare ogni colpo prendendo sempre più distanza e tenendosi in sicurezza fino a quando non avrà finito le sue combo. Quando succederà, noterete che rimarrà fermo per un po’ di tempo, abbastanza da assestare tre colpi ben piazzati e cercare di lavorare alla distruzione della sua stamina, priorità assoluta. Ricordatevi inoltre che nella forma umana è possibile anche contrattaccare con le abilità di guardia e , invece, nella forma demoniaca sarà richiesto di lavorare con il contrattacco esplosivo. Se vi siete portati il Talismano del Bradipo, utilizzatelo solamente quando lo vedrete entrare nella sua trasformazione. Se vi accorgete di subire troppi colpi, utilizzate delle protezioni contro la paralisi e gli attacchi di tuono, essendo questo stato decisamente poco pratico in questo scontro.

Monaco Oscuro

Dopo aver battuto Tokichiro potrete riposarvi solo per qualche secondo: infatti dovrete affrontare un altro temibile nemico subito dopo la vostra precedente lotta. Plausibilmente sarete a corto di qualsiasi risorsa curativa, perciò in quel caso sarà meglio morire e tornare al santuario per combattere al massimo delle proprie possibilità (non dovrete affrontare di nuovo Tokichiro). Questo torna specialmente utile quando vi renderete conto che non basterà sconfiggerlo una volta: questo boss tornerà in vita dopo essere morto, un po’ come succedeva su Sekiro per intenderci.

La battaglia è quindi più di logoramento che di abilità. Nella prima fase il monaco si terrà quasi sempre a distanza ed evocherà alcuni effetti particolari. Il primo è una pioggia acida che lascia delle pozze di veleno sul terreno (portatevi Antidoti), il secondo sono colonne di fuoco che colpiscono diverse zone dell’arena e il terzo è una tempesta di fulmini indirizzata verso il terreno sotto di voi. Riuscendo ad evitare queste mosse, il vostro obiettivo è quello di avvicinarvi il più possibile e punirlo mentre incanta le sue magie. Attenti però: è in grado di utilizzare la spada che ha nel bastone con brevi combo da 4-5 colpi, perciò non abbassate mai la guardia pensando sia solamente un incantatore.Nel Regno Oscuro le sue capacità rimangono invariate, se non per il fatto che è in grado di generare dei cloni illusori che utilizzano le sue stesse mosse. Se avete un Kusarigama o un’arma che copre un ampio raggio, sarete facilitati. In caso contrario, cercate di individuare subito l’originale e concentratevi su di lui per spezzare la magia.

Quando rinascerà, lo scontro non subirà alcun tipo di variazione se non una sua maggiore veemenza nell’esecuzione degli attacchi a distanza e con la spada. In questa fase avrete pochi Elisir, ma potrete contare sulla barra piena per la trasformazione Yokai. Sfruttatela al massimo, insieme alle abilità Yokai finora acquisite, e riuscirete a batterlo ancora più velocemente grazie alle sue difese ridotte.

William

A un certo punto del gioco vi ritroverete a combattere William, il protagonista di Nioh. Essendo anche lui un essere umano, vi ritroverete ad affrontare un utilizzatore di katana con tutte le mosse del rispettivo ramo. Come qualcuno saprà però, William è in grado di utilizzare Saoirse per incantare la propria arma e fare danno elementale da acqua o da fuoco a seconda dell’impostazione. La sua forma Arma Vivente è l’unica minaccia di questo scontro, il quale in realtà è solamente una sorta di piccolo intermezzo narrativo in cui difficilmente troverete chissà quale difficoltà.

Otakemaru

Ed eccoci qua, allo scontro finale della storia di Nioh 2. La battaglia con Otakemaru inizia con le vostre tre forme Yokai asssunte dal nemico: Bruto, Feroce e Spettro. Ognuna di esse si comporterà esattamente come le avete viste fare nel corso della vostra avventura, il che significa che Bruto si concentrerà su attacchi fisici pesanti, Feroce su colpi e schivate veloci e Spettro su colpi a distanza con pugnali volanti. Ogni volta che ferirete abbastanza una delle forme, Otakemaru passerà alla prossima in maniera casuale. Fin da questa fase verrete aiutati da qualcuno all’esterno con un spirito guardiano evocato addosso al nemico, capace di togliergli una buona fetta di stamina con colpi a raffica. Sfruttate questo aiutante e i Contrattacchi Esplosivi per indebolire il boss.

Una volta che ne avrà avuto abbastanza di utilizzare le vostre Forme Yokai passerà alla sua vera faccia: un demone umanoide con ben tre spade volanti che fluttuano attorno a lui, ognuna simboleggiante un elemento specifico. Con queste lame farà lunghe spazzate sul terreno, fendenti a ricerca, esplosioni elementali e applicarvi tutti e tre gli stati alterati possibili. Le sue combo saranno lunghe e schivare i primi colpi sarà importante se deciderete di pararle. Il vero accorgimento dello scontro, oltre a quelli generali, è non fargli mai e poi mai utilizzare gli attacchi con l’aura rossa. Se dovesse farlo, finirete quasi sicuramente al tappeto. Per fortuna avrete abbastanza tempo per contrattaccare e bloccare il suo colpo sul nascere. In difesa, riesce a schivare molto velocemente e può teletrasportarsi sopra di voi per attacchi ravvicinati e a distanza. Cercate di andare sempre dietro la sua schiena e non incatenate più di tre colpi insieme, preferendo sempre e comunque la schivata alla parata per via dei tanti colpi che riesce a rilasciare di fila e dell’accumulo degli stati alterati.

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