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Provato SoulCalibur VI, l’arte del picchiare all’E3 2018

Tra tutti i picchiaduro che ci sono al mondo, bisogna ammettere che la saga di SoulCalibur ha un posto decisamente speciale nel cuore degli appassionati, merito anche di due elementi semplici, ma fondamentali: l'utilizzo delle armi, e l'incredibile carisma del suo cast di personaggi, sicuramente tra i migliori del genere.

Durante l'E3 2018 abbiamo avuto la fortuna di poter provare con mano il sesto capitolo della saga principale, attesissimo dai fan, visto il tempo intercorso tra l'episodio V (uscito nel 2012) e questo. Dopo aver proposto al pubblico un ottimo Tekken 7, Namco Bandai assieme a  Project Soul si prepara ad un 2018 altrettanto importante in termini di picchiaduro, con l'arrivo di SoulCalibur VI.

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Pare incredibile a dirsi, ma il vero protagonista del sesto capitolo della saga non è uno degli storici lottatori presenti da sempre all'interno del franchise, ma un certo strigo che proviene dalle favole polacche portate in vita da CD Projekt RED. Stiamo ovviamente parlando del mitico Geralt di Rivia, che per la prima volta potrà essere utilizzato come combattente in un gioco di lotta. Inutile dirlo, la curiosità di provarlo è stata impossibile da placare.

Altra importantissima aggiunta alle caratteristiche del titolo, è l'utilizzo dell'Unreal Engine 4, che va a sostituire il motore di gioco del quinto capitolo, titolo che pur presentando qualche difetto è stato generalmente apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Il dubbio tecnico che dobbiamo subito chiarire è quello degli fps: 60 fissi, per una fluidità unica rispetto agli standard della saga, che farà sicuramente la felicità dei giocatori con un occhio attento al lato competitivo del titolo, ma anche di chi semplicemente è "abituato bene".

Il gameplay della saga ritorna alla grande, costringendo i giocatori ad un attento studio del move-set del proprio personaggio, tenendo in considerazione anche la gittata dell'arma utilizzata. Geralt ad esempio funziona alternando l'utilizzo delle sue lame con i famosi segni da Witcher, flussi di magia rapidi e distruttivi che possono sorprendere il nemico. Direttamente da SoulCalibur V fanno ritorno i Critical Edge, ovvero super-mosse che scatenano contro l'avversario una serie di colpi devastanti e di indubbio effetto scenico. Spettacolari sì, ma che vanno ponderati con attenzione e che non sono necessariamente un modo sicuro di vincere una sfida. 

Novità assoluta per la saga sono invece i Reversal Edge: trattasi di una sorta di evento in slow-motion dove i contendenti si fronteggiano in attacco e difesa. I giocatori hanno la possibilità di premere uno dei tre tasti d'azione, e in una sorta di morra cinese, a seconda della combinazione scelta dai due, qualcuno ha la meglio, scatenando un attacco in più contro il malcapitato perdente. Pur essendo una novità all'interno di SoulCalibur, questa meccanica prende vagamente spunto da quella già vista in titoli come Injustice 2.

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Altra importante aggiunta in termini di gameplay è il Soul Charge, feature ripresa dal terzo capitolo della saga: i personaggi avranno la possibilità di essere caricati, per poi scagliarsi direttamente contro l'avversario, rompendone addirittura la guardia. In questo stato il personaggio scelto assume un'aura minacciosa, e sembra quasi essere posseduto da un'entità di qualche tipo. La re-introduzione di questa caratteristica è una novità sicuramente interessante e che probabilmente costituirà una parte importantissima del sistema di combattimento.

Le sensazioni in termini di combattimento vero e proprio sono tuttavia contrastanti: da una parte abbiamo il classico gameplay dei SoulCalibur, ulteriormente rifinito e migliorato, ma dall'altra una serie di interruzioni del match (parliamo proprio del Reversal Edge) che spezzano il ritmo del combattimento, proponendo una spettacolarità a dire il vero un po' forzata, e che a conti fatti dovrebbe essere bilanciata per dare più spazio al combattimento vero e proprio, forse meno appariscente a livello visivo, ma sicuramente molto interessante dal punto di vista tecnico.

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Per la gioia di tutti è stata anche confermata una Story Mode – punto forte del quinto capitolo – che come da tradizione ruota attorno alla Soul Edge, la mitica spada che tutti i guerrieri vogliono possedere. Non è stato possibile provare questa campagna all'evento, ma siamo sicuri che prima dell'uscita ufficiale del titolo saranno svelate ulteriori novità in merito.
 
Per non perdervi tutti i dettagli su SoulCalibur VI, vi consigliamo di continuare a seguirci. Ricordiamo che il sesto capitolo della storica saga di picchiaduro sarà disponibile su PC, PlayStation 4 ed Xbox One dal 19 ottobre di quest'anno.


Tom's Consiglia

Affamati di picchiaduro? In attesa di SoulCalibur VI potete godervi il fantastico Tekken 7.