Il mondo dei videogiochi si trova ancora una volta al centro di un acceso dibattito sulla censura e l'autocensura, questa volta con protagonista Ready or Not, lo sparatutto tattico di VOID Interactive che ha scatenato una tempesta di polemiche tra i giocatori PC. La controversia è esplosa quando gli sviluppatori hanno deciso di modificare alcuni contenuti violenti e di nudità del gioco per permetterne l'arrivo sulle console, una mossa che ha immediatamente provocato una reazione furiosa da parte della community. Il caso dimostra quanto sia delicato l'equilibrio tra esigenze commerciali e libertà creativa nel settore videoludico contemporaneo.
La risposta lampo della community: un mod in 20 minuti
La velocità con cui la community ha reagito alle modifiche imposte da VOID Interactive è stata sorprendente anche per gli standard del gaming moderno. Appena venti minuti dopo l'implementazione delle controverse modifiche, un modder di nome Eman734 aveva già pubblicato una mod che ripristinava tutti i contenuti originali rimossi o censurati. Questa mod, scaricata quasi 7.000 volte in un solo giorno e supportata da 78 endorsement, permette di riportare il gioco alla sua versione precedente, quella che i fan considerano "non censurata".
Il creatore della mod ha spiegato che tutti i file utilizzati provengono dalla versione "Dark Waters" del gioco o sono modifiche della versione attuale, precisando di non rivendicare alcun diritto di proprietà intellettuale sui contenuti. "VOID Interactive mantiene i diritti legali e di proprietà intellettuale sui propri asset, e rispetteremo qualsiasi richiesta di rimozione, anche se hanno dichiarato di non avere intenzione di farlo", ha scritto Eman734.
Le modifiche che hanno infiammato i giocatori
Le modifiche apportate da VOID Interactive il 15 luglio scorso includevano la riduzione dei livelli di violenza, nudità e quello che gli sviluppatori hanno definito "maltrattamento di minori". La mod ripristina la possibilità di smembrare i cadaveri, rimuove gli indumenti da alcuni personaggi del gioco e annulla altre modifiche che erano state implementate per soddisfare i requisiti delle console Xbox Series X/S e PlayStation 5.
Inizialmente, VOID Interactive aveva tentato di minimizzare l'impatto delle modifiche, sostenendo che fossero "abbastanza piccole da non essere notate dalla maggior parte delle persone se non ne avessimo parlato". Tuttavia, la company aveva scelto di essere "trasparente" con i propri giocatori, una decisione che si è rivelata controproducente quando le recensioni su Steam sono precipitate a "prevalentemente negative".
Una strategia aziendale controversa
La decisione di VOID Interactive di modificare anche la versione PC, anziché mantenere versioni separate per piattaforme diverse, è stata giustificata con motivazioni tecniche. Gli sviluppatori hanno spiegato che mantenere più versioni con asset e meccaniche diverse aumenterebbe la probabilità di bug, una spiegazione che tuttavia non ha convinto i giocatori PC che si sono sentiti penalizzati dalle esigenze del mercato console.
Questa scelta aziendale riflette una tendenza più ampia nell'industria videoludica, dove gli sviluppatori spesso devono bilanciare le diverse normative e aspettative dei mercati globali. La community PC, tradizionalmente più tollerante verso contenuti estremi e modifiche user-generated, si è scontrata con le restrizioni imposte dai regolatori delle console.
Un passato turbolento per Ready or Not
Questa non è la prima volta che VOID Interactive si trova al centro di controversie. La società ha una storia complicata con contenuti sensibili, inclusa la separazione dal publisher originale Team17 dopo aver annunciato un livello ambientato in una scuola durante una sparatoria. Il gioco è stato anche temporaneamente rimosso nel 2022 a causa di una disputa sui marchi registrati relativa a un livello che raffigurava una sparatoria di massa in un nightclub chiamato Prysm, pubblicato nell'anniversario della strage del Pulse nightclub.
Nonostante VOID Interactive abbia successivamente risposto alle critiche dei giocatori citando "misconcezioni e disinformazione" riguardo alle modifiche apportate, i tentativi di placare la rabbia dei fan non sono riusciti a invertire la tendenza delle recensioni negative. Il caso Ready or Not evidenzia le sfide che gli sviluppatori devono affrontare quando cercano di espandere i propri giochi su multiple piattaforme, specialmente quando si tratta di contenuti controversi che possono essere percepiti diversamente da mercati e culture differenti.