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Recensione 911 Operator

911 Operator è un prodotto indie che è riuscito con grande determinazione a superare le barriere di Kickstarter e Steam Greenlight, per poi arrivare alla fatidica versione 1.0 da pochi giorni. Possiamo dire già in sede di introduzione che si tratta di un gioco che merita indubbiamente l'attenzione finora ricevuta, grazie a un gameplay solido e a qualche nota di originalità.

Principalmente il titolo cerca di regalare al giocatore un'esperienza coinvolgente, seppur abbastanza stressante. Ci si ritrova infatti a vestire i panni di un operatore del 911, il famosissimo numero d'emergenza in uso negli Stati Uniti. Un lavoro, possiamo dirlo dopo abbondanti ore di gioco, che già nella sua versione videoludica riempie di tensione e adrenalina.

Principalmente 911 Operator basa il proprio gameplay su due filoni: uno è quello della modalità carriera, durante la quale accumulare reputazione e denaro per poter sbloccare città sempre più grandi e difficili; l'altro è la partita libera, nella quale è possibile scaricare immediatamente la mappa della propria città e lavorare su strade più familiari.

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La "mia" Frosinone.

Il gioco quindi non offre una vera e propria trama, ma inserisce il giocatore in un crescendo di situazioni d'emergenza, passando dai piccoli guai di una località hawaiiana, fino al caos totale di città quali Chicago, New York o Washington D.C..

Il filo conduttore di questa struttura di gameplay rimane chiaramente il telefono (tanto che viene suggerito ai fruitori di indossare delle cuffie), attraverso il quale si viene a conoscenza in via diretta o indiretta di tutto quello che può affliggere l'uomo moderno in una metropoli: incidenti stradali, rapine, incendi, terremoti, attacchi di cuore e via di questo passo.

Il lavoro di un operatore del 911, almeno nel videogioco, consiste quindi nel rispondere al telefono o alle segnalazioni su mappa, per poi decidere di conseguenza quali risorse impiegare per risolvere il problema.

La mappa di gioco si riempie di indicatori (degli scudi colorati a seconda della tipologia di urgenza: vigili del fuoco, ambulanza, polizia e miste), e al giocatore spetta selezionare l'unità di pattuglia da inviare in loco. Le richieste sono sempre di due tipi: quelle scaturenti da una chiamata vocale e le segnalazioni su mappa. Il prodotto si caratterizza per un ritmo di gameplay bifasico: da un lato c'è la frenesia del cercare di accontentare ogni tipo di richiesta (a fronte di risorse comunque limitate), dall'altro la bellissima suspense delle conversazioni vocali, che fermano letteralmente il tempo e che riescono a coinvolgere con grande realismo.

Una volta passata la giornata – delimitando in maniera temporale gli spazi di gioco di ogni singolo "livello" – viene proposto un riepilogo di quanto fatto, di quanto speso in stipendi e di quanto guadagnato in reputazione e denaro. Sono queste le due valute da tenere a mente: la prima permette di sbloccare nuove città, la seconda serve ad aggiornare il parco macchine, l'attrezzatura e i membri dei diversi corpi di assistenza.

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Dopo un inizio un po' in sordina ci si rende presto conto che la progressione verso località più grandi, oltre ad aumentare la difficoltà, aumenta anche le possibilità di gestione, grazie a numerosi veicoli in più e personale sempre più specializzato.

Certo, il fulcro del gioco rimane l'illusione di essere effettivamente dietro la cornetta, con l'ansia e la responsabilità di chi ha le capacità di salvare una vita. Un'illusione che resiste a elementi ridondanti e poco realistici (come la ripetizione di conversazioni già affrontate) sia grazie a un numero notevole di pattern, sia al mix ottimale di velocità e reazione, caratteristiche che mettono chi gioca in un costante stato di tensione, aiutando a creare la giusta atmosfera.

Sul profilo più gestionale invece i toni diventano indubbiamente più freddi. Non siamo certo di fronte a un capolavoro dello strategico e anzi alcune funzioni potevano sicuramente essere approfondite di più.

Tecnicamente il prodotto risulta essere onesto ma certamente minimalista. Inutile cercare di trovare grandi pregi o difetti in quello che tutto sommato è quasi un gioco testuale, seppur aiutato dal dinamismo della mappa interattiva. Chiaramente a fronte di un approccio così spoglio e concreto quello che interessa è che il videogioco sia esente da bug o difetti clamorosi, e sotto questo punto di vista possiamo assicurare che la fruizione è sempre stata buona e priva di intoppi.

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Se quindi il comparto visivo non è di certo memorabile, quello che davvero conta, alzando leggermente l'asticella, è l'interpretazione delle voci.

Il nostro alter ego, prima di tutti, nasconde una certa personalità, non limitandosi a intervenire con le solite frasi di rito ma al contrario riuscendo spesso a provare empatia per la controparte telefonica. Tutto questo si evince non tanto dalle battute, costrette sempre dal protocollo di lavoro, quanto dal tono di voce, da alcune esclamazioni e in generale da un'ottima interpretazione.

Allo stesso tempo i poveri sventurati che ci chiamano a tutte le ore, che siano solo degli sbandati o che siano stati appena derubati, si contraddistinguono per la grande varietà di toni vocali e per la differenza di approccio, aiutando a rendere le telefonate sempre molto realistiche. In ultima battuta una nota di ordine più pratico: il gioco è completamente in inglese, dall'audio fino alle righe testuali. 

911 Operator

 

911 Operator è un simulatore di call center, reso dinamico dalla presenza di una costante tensione e frenesia e da un'ottima interpretazione delle voci di gioco.

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