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Recensione Alien Isolation, il miglior gioco di Alien

Pagina 1: Recensione Alien Isolation, il miglior gioco di Alien

Alien: Isolation

 

Alien: Isolation è un survival horror in prima persona ed è il degno erede della pellicola cinematografica di Ridley Scott del 1979. Nei panni di Amanda Ripley, la figlia di Ellen Ripley protagonista del film, bisogna indagare sulla scomparsa della madre, cercando di sfuggire ai pericoli di una stazione spaziale infestata dallo spietato e temibile xenomorfo.

Introduzione

Quando SEGA ha annunciato Alien: Isolation un brivido ha percorso la mia spina dorsale, per due motivi diametralmente opposti. Il primo era riconducibile alla ciofeca di Alien: Colonial Marines e al timore che si potesse ripresentare un altro flop. Il secondo invece era legato alla speranza di giocare a un'avventura in grado di rendere onore a uno dei più grandi film fantascientifici della storia del cinema. Una speranza che è stata ripagata pienamente grazie al lavoro svolto dai ragazzi di The Creative Assembly.

Il team di sviluppo diventato famoso per la saga di Total War ha infatti confezionato un survival horror in prima persona come non se ne vedevano da un pezzo. Alien: Isolation è angosciante, claustrofobico e mi ha tenuto in tensione per tutta la durata dell'avventura.

Merito sicuramente del "carisma" dello xenomorfo, che in questo gioco riveste un ruolo essenziale. La temibile creatura aliena è infatti il punto di forza della produzione di The Creative Assembly ed è in grado di terrorizzare il giocatore per tutta la durata dell'avventura. Ma andiamo con ordine.

Il giusto tributo per un film cult

La storia di Alien: Isolation parte dalla fine di Alien, la pellicola cinematografica del 1979 firmata Ridley Scott. Nel film si assiste all'autodistruzione di una nave spaziale infestata dalla temibile creatura aliena. Un esplosione innescata grazie al coraggio del sottufficiale Ellen Ripley, interpretata da una superba Sigourney Weaver.

In Alien: Isolation il giocatore veste i panni di Amanda Ripley, la figlia di Ellen, che 15 anni dopo la scomparsa della madre scopre del ritrovamento della scatola nera della nave spaziale esplosa. Comincia così la sua avventura per scoprire tutta la verità, in un viaggio che la porta verso la stazione spaziale Sevastopol, dove è custodito il prezioso reperto che potrebbe fare luce sulla vicenda.

L'inizio del gioco è collegato egregiamente al film originale e fornisce nuovi spunti per addentrarsi nuovamente in questo universo fantascientifico, con una storia ricca di colpi di scena (che ovviamente vi lasciamo scoprire da soli) e la sensazione di rivivere la stessa angoscia offerta dal film.

Un incubo imprevedibile

Il gameplay di Alien: Isolation si basa sul filone dei giochi survival horror, vissuto in prima persona dagli occhi della protagonista. Per finire l'avventura ci vogliono circa 20 ore, a patto di mantenere un ritmo sostenuto e di non perdersi ad esplorare ogni singolo anfratto della stazione spaziale. Considerando che l'invincibile xenomorfo è sempre pronto a dare la caccia al giocatore scommettiamo che molti sceglieranno questo approccio, anche se così facendo si potrebbe perdere per strada qualche oggetto collezionabile o perfino preziose risorse. A voi la scelta. 

Preparatevi dunque a sgattaiolare di nascosto, a restare accucciati, nascosti e cercare di fare meno rumore possibile per non attirare le attenzioni indesiderate del simpatico alieno, dinanzi al quale ci si ritrova completamente impotenti. L'incontro ravvicinato con la creatura ci porta quasi sempre al "Game Over" e chi ha intenzione di giocare ad Alien: Isolation è meglio che accetti subito una condizione imposta dal gameplay: in questo gioco si muore, e anche abbastanza spesso.

Per nostra fortuna i salvataggi sono distribuiti abbastanza bene e anche ripetere gli stessi corridoi più volte può dare risultati diversi, visto che in un tentativo si può venire ostacolati dalla creatura e in un altro essere completamente soli. Merito dell'intelligenza artificiale della creatura, e della sua presenza che incombe in ogni corridoio della stazione spaziale, ma senza ripetersi in sequenze scriptate. Sotto questo aspetto non si può fare altro che complimentarsi con gli sviluppatori, visto che in questo modo sono riusciti a creare un'avventura imprevedibile, che costringe il giocatore a restare sempre sull'attenti.

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