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Recensione Planet Nomads – Early Access

Pagina 1: Recensione Planet Nomads – Early Access
Planet Nomads è un survival spaziale che punta alle luci della ribalta, ma stavolta le basi per il successo ci sono tutte.

Planets Nomads è l'ennesimo survival a tema spaziale in Accesso Anticipato disponibile su Steam. Probabilmente non vincerà il premio per il gioco più originale dell'anno, ma senza dubbio è un titolo capace di farsi notare tra la massa.

A essere onesti, abbiamo approciato questo titolo con basse aspettative ma ne siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Tagliamo subito la testa al toro: Planets Nomads è ancora in sviluppo e ha bisogno di molto lavoro prima di riuscire ad offrire un'esperienza completa.

Però, rispetto al mare di titoli in Early Access che probabilmente non saranno mai terminati, il primo titolo per PC dello studio Craneballs ha tutte le carte in regola per distinguersi fra i survival.

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Il nostro alter ego virtuale, come da prassi, si risveglia in un pianeta sconosciuto con solo gli strumenti base per sopravvivere. Le risorse sono rappresentate da piante, rocce, animali e così via, rispettando tutti i crismi del genere.

Ovviamente l'originalità non è il punto forte della produzione, che non propone nulla di nuovo. Con i materiali raccolti grazie agli strumenti iniziali possiamo costruire la stampante 3D d'emergenza, che a sua volta rende disponibili nuovi oggetti nel menù dedicato al crafting. Semplice e intuitivo.

Planet Nomads offre due modalità: sopravvivenza e creativa. La prima è ovviamente quella più difficile dove è necessario preoccuparsi della salute del giocatore, che necessita di cibo, acqua e riposo. Per fare ciò, oltre a raccoglie le risorse di base, bisogna trattarle con appositi strumenti.

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La nostra piccola base durante le ore notturne.

Per avere sempre da mangiare bisogna costruire le serre idroponiche, per dormire si può usare il pod nel quale ci risvegliamo o ancora meglio ingegnarsi per costruirne uno nuovo. Anche da questo punto di vista, il gameplay non offre nulla di particolarmente elaborato. Anzi, si arriva subito a quello che è il punto debole del gioco: l'assenza di contenuti.

Non deve stupire che un titolo appena pubblicato in Early Access, nonostante uno sviluppo preliminare, non riesca ad offrire ancora abbastanza. La qualità di quello che è già presente è comunque più che soddisfacente e buttarsi nella modalità creativa potrebbe divertirvi per ore.

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Interni spartani, ma con tutto il necessario per sopravvivere!

Spostiamoci infatti su quello che è il fiore all'occhiello di Planet Nomads, ovvero il sistema di costruzione. Ci siamo lamentati spesso di quanto sia poco accurato in Fallout 4 e di come i tre DLC – WastelandContraptions e Vault-Tec Workshop – amplino i contenuti senza correggerne i difetti, ma per questo titolo dal budget di gran lunga inferiore non possiamo affatto lamentarci.

Nonostante il gioco sia ancora in fase embrionale, costruire le proprie basi è facile e veloce. Si tratta di un pilastro fondamentale del gioco e già adesso risulta solido e funzionale, permettendo così agli sviluppatori di concentrarsi sulla creazione di nuovi blocchi e oggetti.

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La grafica non è eccezionale ma piacevole

Il primo pezzo di ogni struttura può essere posizionato liberamente e i successivi si uniscono con grande facilità, senza fastidiosi problemi di compenetrazioni o vietandoci certe configurazioni. A voler essere pignoli ci sono degli aspetti ancora poco sviluppati. Ad esempio non è permesso tenere premuto il tasto sinistro e posizionare più blocchi in serie.

È inoltre già possibile utilizzare la corrente elettrica per alimentare alcuni oggetti, come luci e porte. Premendo C sul generatore si apre infatti un menù da cui selezionare l'opzione per creare il collegamento.

Quando siete nella modalità di costruzione, vedrete quindi delle linee verdi che indicano a quale fonte di energia è connesso un determinato oggetto.

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Non mancano nemmeno i veicoli, che è possibile costruire liberamente pezzo per pezzo. L'importante è che siano presenti la cabina di guida e le ruote collegate a una fonte di energia. Purtroppo l'abitacolo è ancora molto spartano e privo di informazioni utili. Però è divertente poter costruire il proprio mezzo in totale libertà, anche se i blocchi disponibili non sono molti.

È possibile anche modificare alcuni parametri del veicolo interagendo con le ruote, tra cui la sterzata e l'andatura, anche se il giocatore deve trovarsi all'esterno per fare ciò.

Costruire il proprio rover esplorativo è il modo migliore per trasportare materiale e spostarsi nella mappa. A questo proposito il mondo di gioco è un vero e proprio pianeta generato casualmente, con i poli distanti 200 chilometri fra loro.

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Sono anche presenti diversi biomi che variano in maniera fluida, purtroppo l'algoritmo che genera la mappa dà vita a diverse imperfezioni. Il vero problema resta però la ripetitività degli ambienti, della flora e dalle fauna presenti, soprattutto per un'area così vasta.