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Recensione Steel Division Normandy 44

Pagina 1: Recensione Steel Division Normandy 44
Steel Division Normandy 44 è il nuovo RTS ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e realizzato dagli autori di Wargame.

Tutti generali con Steel Division Normandy 44, il nuovo strategico in tempo reale di Eugen Systems (già autori dell'acclamato Wargame) che ci porta nei campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale.

Gestire una forza d'invasione – o di difesa – non è semplice ma Steel Division riesce nel proprio compito risultando vicente su più fronti.

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La modalità campagna presenta dodici diversi scenari divisi in 3 atti dalla difficoltà crescente. Rispettivamente, ognuno di essi ci mette alla guida dell'82° Airborne Division americana, della 21°. Panzer-Division tedesca e della 15° Infantry Division inglese.

Prima di poter scendere in battaglia dobbiamo "comporre" le nostre forze d'assalto. Abbiamo quindi la possibilità di decidere quali unità far scendere in campo e anche quando.

Una delle particolarità di Steel Division è infatti la divisione del combattimento in tre fasi – A, B e C –, ognuna delle quali ha una durata prefissata prima di passare alla successiva. Quando componiamo il nostro mazzo è un aspetto fondamentale di cui tenere conto, perché anche le unità sono contrassegnate dalle stesse lettere. Molto semplicemente, se siamo nella fase B possiamo rinforzare le nostre truppe con soldati e mezzi recanti la lettera A o B ma non C.

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Nella prima fase possiamo posizionare perlopiù unità da ricognizione, per poi definire la linea del fronte durante la seconda e infine mettere in campo i soldati d'élite e i mezzi corazzati più resistenti durante l'ultima.

Naturalmente, le tre divisioni presenti hanno stili di gioco differenti. Ad esempio, la 21° Panzer-Division fin dalla fase A può contare su mezzi corazzati leggeri che offrono un grande vantaggio contro la fanteria, ma nelle fasi successive soffre l'entrata in campo dei mezzi corazzati e anticarro Alleati.

L'introduzione delle fasi rende il titolo molto strategico, fin da prima di cominciare i combattimenti. Sta al giocatore decidere se sacrificare l'avanzata nei primi momenti, per poi cercare di conquistare velocemente gli obiettivi con le unità più forti nella parte finale della partita o al contrario se provare a far indietreggiare il nemico fin da subito. La ripetitività e l'attestarsi su un solo stile di gioco sono elementi in gran parte scongiurati dalla struttura delle missioni, che offrono obiettivi (anche secondari) differenti che costringono a rivedere la propria strategia di volta in volta.

L'inizio della strada verso Berlino

Steel Division è ambientato nel periodo successivo allo sbarco in Normandia, quindi le varie missioni sono situate nel nord della Francia. L'area dei combattimenti è sempre molto grande: si tratta di una vasta porzione di territorio rettangolare in cui si possono posizionare e muovere le unità liberamente.

La linea del fronte è aggiornata dinamicamente così da avere sempre sotto'occhio dove si stanno creando le teste di ponte nemiche. A questo proposito, i soldati e i mezzi controllati dal computer si sono dimostrati efficienti in più occasioni.

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Le truppe del nostro mazzo possono essere chiamate in battaglia nella mappa spendendo i punti – visibili in alto a sinistra – guadagnati in combattimento. Una volta scelta la posizione finale, queste si muovono automaticamente verso il punto desiderato seguendo le strade, partendo dall'area di schieramento a bordo mappa. Resta solo un po' tedioso dover far uscire la fanteria e l'artiglieria dai veicoli manualmente una volta arrivati a destinazione, infatti se non si fa attenzione si rischia di lasciare delle unità inutilizzate e alla mercé dei nemici.

L'intelligenza artificiale si è dimostrata più volte aggressiva e furba, sfruttando la conformazione del territorio. Per esempio, durante una partita i nostri soldati erano ben asserragliati in una cittadina, rendendo difficile l'avanzata nemica. Tuttavia le truppe di rinforzo arrivavano da una strada non protetta e il computer ne ha approfittato per tagliare i rifornimenti ed eliminare le nostre unità prima che arrivassero al paese.

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Il livello di sfida è elevato ed è necessario qualche momento per comprendere come sfruttare al meglio le proprie forze. Abbiamo la fanteria, l'artiglieria, i mezzi corazzati, le truppe, i cannoni anticarro e anche gli aerei assieme alla contraerea, per un totale di 400 unità fra Alleati e tedeschi.

Prepariamo un'imboscata!

Ora che abbiamo analizzato i contenuti principali andiamo a comprendere meglio le meccaniche del gioco. In Steel Division è inutile avanzare alla rinfusa e attaccare come capita, come è ovvio che sia, e gli sviluppatori hanno cercato di puntare sul realismo, per quanto possibile.

Le singole unità devono fare i conti con l'aumento del proprio livello di stress – rappresentato da una barra rossa – durante i combattimenti, soprattutto se si trovano in territorio nemico. Quando raggiunge il massimo restano bloccate senza potersi muovere o sparare e se il nemico continua a colpirle, possono essere annientate oppure catturate.

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I mezzi corazzati invece non hanno semplicemente un numero massimo di colpi che possono subire prima di essere distrutti: dipende tutto da dove sono colpiti. Il proiettile potrebbe uccidere l'equipaggio, beccare il serbatoio facendo saltare in aria il mezzo con un solo colpo oppure danneggiarlo e lasciarlo bloccato.

Allo stesso modo della fanteria, anche i veicoli devono confrontarsi con lo stress della battaglia, la differenza è che anziché restare fermi, nei momenti di panico indietreggiano senza controllo, diventando così un facile bersaglio.