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Recensione The Elder Scrolls Online Morrowind

Pagina 1: Recensione The Elder Scrolls Online Morrowind
Bethsda amplia il proprio MMO con l'espansione Morrowind che ci porta nella più grande isola di Tamriel: Vvanderfell.

The Elder Scrolls Online si amplia con l'espansione Morrowind che aggiunge l'isola Vvanderfell, una classe inedita e nuove missioni PvE e contenuti PvP.

Abbiamo già analizzato l'enorme – e costoso – contenuto scaricabile nella nostra anteprima rimanendone piacevolmente sorpresi, ma ora è il momento di scoprire se Morrowind è un contenuto immancabile per i giocatori dell'MMO di Bethesda o se alla fine le aspettative sono state tradite.

Il PvE

Morrowind presenta dei cambiamenti fin dalla creazione del personaggio. L'introduzione si sposta a Vvanderfell e la sessione tutorial nella prigione di Molag Bal si attiva in modo più fluido durante la normale esplorazione – naturalmente rimane sempre l'opzione per evitarla totalmente.

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La nuova regione introdotta dal DLC è quella dell'isola di Vvanderfell, la più grande del continente di Tamriel e in generale una delle aree più vaste di The Elder Scrolls Online. Nonostante gli eventi dell'MMO avvengano quasi mille anni prima di quelli del terzo capitolo della saga, l'isola è riproposta in modo molto fedele all'originale.

Naturalmente il gap tecnologico ha portato a una natura più rigogliosa e una maggiore cura dei dettagli. Gli enormi funghi e il particolare stile architettonico di Morrowind la rendono infatti una delle zone più singolari dell'MMO di Bethesda. 

A causa della presenza della Montagna Rossa, il più grande vulcano di Tamriel che occupa la parte centrale dell'isola, l'area esplorabile è praticamente circolare. Tale forma permette di seguire le quest principali e secondarie una dopo l'altra fino a raggiungere l'ingresso della Trial Halls of Fabrication, introdotta con l'espansione.

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Per quanto concerne la trama, non abbiamo nessun particolare guizzo di fantasia rispetto a quanto già offerto dal gioco base. Anche se la storia è introdotta da personaggi storici di The Elder Scrolls, come il dio vivente Vivec, che ci porta in luoghi come l'omonima città ancora in costruzione, le missioni non sono altro che dei meri dispensatori di punti esperienza.

Principalmente continuiamo a fare il fattorino, mandato a raccogliere l'oggetto di turno poco lontano, o l'assassino che deve uccidere il mostro o avversario del momento. Insomma, l'espansione Morrowind non ci fa dimenticare che stiamo giocando a un MMO.

Per completare tutte le quest offerte dal contenuto scaricabile sono sufficienti una ventina di ore, tuttavia abbiamo riscontrato qualche difetto più o meno fastidioso durante la nostra prova. Memore dei vampiri in mutande di Dawnguard, Bethesda propone un bug simile che non fa apparire il braccio sinistro oppure entrambi a diversi personaggi. Più irritante invece l'assenza di certi NPC necessari per proseguire la missione, che costringono ad effetturare il log out e riconnettersi.

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Nel complesso i nuovi contenuti PvE sono apprezzabili e permettono di guadagnare punti esperienza ma le ricompense estetiche – costumi, movenze, tatuaggi – che si ottengono una volta completati, sono piuttosto misere.

Il PvP

Morrowind cerca di rendere i combattimenti fra giocatori più semplici e veloci. Al posto di accedere a Cyrodiil, sempre che abbiate il DLC giusto, potete entrare in una sessione Battleground, dove tre squadre di quattro giocatori si affrontano all'interno di un'arena in tre differenti modalità.

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Team Deathmach, è la più classica e lo scopo è ovviamente quello di uccidere il maggior numero di avversari. Cattura la bandiera invece, come intuibile, invita ogni squadra a raccogliere e riportare alla propria base lo stendardo nemico. Infine abbiamo la modalità Dominio, che si vince conquistando e mantenendo i punti di controllo sparsi per la mappa.

Il Warden

A chiudere gli elementi più importanti dell'espansione è il Warden. Si tratta di una nuova classe ibrida, che utilizza l'evocazione di animali in modo offensivo ma allo stesso tempo ha un buon ramo di abilità curative che utilizzano la stamina e non la magika.

Nel complesso il Warden si dimostra versatile in qualsiasi ruolo lo si utilizzi – tank, DPS o healer. Questo però non significa che la nuova classe sia migliore rispetto alle altre.

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Il Warden è un'interessante aggiunta soprattutto se ci si dedica al PvE, perché permette di completare missioni e dungeon con rapidità anche in solitaria grazie alle proprie abilità. In ogni caso per le sfide più difficili e il PvP, bisogna sempre trovare i compagni giusti e complementari al nostro personaggio, Warden o non Warden.

Resta comunque una classe da provare per via della versatilità ma tenendo sempre a mente che non è "nè carne nè pesce", ovvero che non eccelle in un particolare modo di giocare ma può fare un po' di tutto.