Valve ha compiuto un passo decisivo verso la completa transizione a 64-bit della piattaforma Steam su Windows, con un aggiornamento rilasciato a dicembre che segna la fine di un'era per i sistemi legacy. Il client di Steam su Windows 10 64-bit e Windows 11 è ora un'applicazione nativa a 64-bit, abbandonando definitivamente l'architettura a 32-bit che aveva caratterizzato la piattaforma fin dal suo lancio oltre vent'anni fa. Gli utenti ancora ancorati a versioni di Windows a 32-bit sono stati spostati su un ramo di compatibilità destinato a non ricevere più alcun aggiornamento a partire dal 1° gennaio 2026, segnando la fine del supporto per un'architettura sempre più marginale nel panorama del gaming su PC.
La decisione di Valve rappresenta l'ultimo tassello di una strategia annunciata lo scorso settembre, quando l'azienda aveva comunicato ufficialmente che Steam avrebbe interrotto il supporto per le versioni a 32-bit di Windows entro il 2026. L'aggiornamento del client di dicembre costituisce la prima implementazione concreta di questa roadmap, trasformando Steam in un'applicazione completamente a 64-bit anziché mantenere la precedente architettura a 32-bit eseguita sopra sistemi operativi a 64-bit. Questa scelta tecnica permette a Valve di sfruttare meglio le capacità dei processori moderni, eliminando i livelli di compatibilità che introducevano overhead prestazionali e complessità nel codice.
Per la stragrande maggioranza degli utenti Steam, questa transizione sarà completamente trasparente. Windows 10 a 64-bit e Windows 11, sistemi operativi che ormai dominano il mercato dei PC gaming, continueranno a ricevere aggiornamenti regolari del client con funzionalità complete e supporto ottimizzato. La vera penalizzazione ricade su quella nicchia di utenti ancora operanti su Windows 7, Windows 8 o Windows 8.1 a 32-bit, sistemi che vengono ora relegati a un ramo di compatibilità congelato. Questi utenti potranno continuare ad accedere alla propria libreria di giochi fino al 1° gennaio 2026, ma non riceveranno più patch di sicurezza, nuove funzionalità o miglioramenti dell'interfaccia.
Dal punto di vista tecnico, il passaggio a un'architettura completamente a 64-bit offre a Valve margini significativi per ottimizzare prestazioni e funzionalità. Le applicazioni a 64-bit possono gestire quantità di memoria RAM superiori ai 4 GB che rappresentano il limite teorico dei sistemi a 32-bit, un vincolo sempre più stringente per un client che gestisce librerie di migliaia di giochi, streaming, overlay in-game e funzionalità sociali sempre più complesse. Inoltre, l'architettura x86-64 offre registri aggiuntivi e set di istruzioni più avanzati che possono tradursi in codice più efficiente e tempi di caricamento ridotti.
La mossa di Valve si inserisce in un trend più ampio dell'industria del software verso l'abbandono delle architetture legacy. Apple ha eliminato completamente il supporto a 32-bit con macOS Catalina nel 2019, mentre le principali distribuzioni Linux hanno progressivamente ridotto o rimosso i pacchetti a 32-bit dai repository ufficiali. Nel mondo Windows, Microsoft stessa ha cessato di vendere licenze OEM di Windows 10 a 32-bit dal 2020, limitando la distribuzione dell'architettura a casi d'uso specifici e hardware molto datato. Per i produttori di processori, Intel e AMD hanno da tempo concentrato lo sviluppo esclusivamente su CPU a 64-bit, con le ultime architetture ottimizzate specificamente per questo instruction set.
Gli utenti che operano ancora su sistemi a 32-bit hanno circa un anno per pianificare una migrazione, sia aggiornando il sistema operativo a una versione a 64-bit dello stesso Windows (se l'hardware lo supporta) sia considerando un upgrade completo della piattaforma. Vale la pena notare che la maggior parte dei PC venduti dopo il 2005 dispone di processori compatibili con architetture a 64-bit, anche se molti utenti potrebbero aver installato versioni a 32-bit di Windows per ragioni storiche o di compatibilità con software legacy ormai obsoleto. La transizione a 64-bit richiede generalmente una reinstallazione pulita del sistema operativo, ma garantisce accesso completo alle funzionalità moderne e una migliore gestione della memoria su configurazioni con più di 4 GB di RAM.
Guardando al futuro, questa decisione di Valve consolida ulteriormente Windows 10 e Windows 11 come piattaforme di riferimento per il gaming su PC, spingendo gli ultimi irriducibili utenti di sistemi operativi più vecchi verso l'aggiornamento. Con la scadenza del supporto esteso di Windows 10 prevista per ottobre 2025, il 2026 si profila come un anno di svolta per l'ecosistema Windows, con la progressiva dismissione di tutte le tecnologie legacy in favore di un ambiente più moderno, sicuro e performante.