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Xbox One

The Outer Worlds, abbiamo visto una missione in anteprima durante l’E3 2019

Abbiamo visto in anteprima all'E3 2019 The Outer Worlds, il nuovo GDR di Obsidian.

Annunciato dopo l’acquisizione di Microsoft, The Outer Worlds si annuncia essere un GDR sulla falsa riga di Fallout 3 e Fallout New Vegas. Il gioco, distribuito da Private Division, arriverà su Xbox One, Ps4 e PC.

Durante l’E3 2019 abbiamo avuto l’occasione di vedere un’intera missione dal vivo, purtroppo, come tanti casi in questo E3 2019, non abbiamo potuto testarlo di persona.

Un mondo di scelte

La demo di The Outer Worlds inizia in un piccolo insediamento stile western nel pianeta Halcyon, un mondo colonizzato da corporazioni molto potenti, le stesse che stanno cercando di controllare altri mondi della frontiera esterna, ambientazione del gioco.

Il protagonista è appena arrivato in città, alla ricerca di un lavoro ben pagato, per questo motivo si rivolge a Catherine, un personaggio che ci chiede di eliminare un “concorrente” della sua attività legata allo spaccio di alcol e droga.

La missione viene accettata e si esce fuori dalle mura della città. Prima di continuare è bene fare una premessa, il gioco è finanziato da Private Division, uno dei tanti publisher di Take Two alla sua prima vera esperienza, di conseguenza il budget del gioco è limitato e non si tratta di un vero tripla A. Lo si capisce ben presto dai caricamenti nell’uscita e nell’entrata della città e di alcuni problemucci di caricamento texture, oltre a un comparto grafico godibile – soprattutto per l’originalissima componente artistica – ma non estremamente al top della forma.

Tuttavia è sbagliato giudicare The Outer Worlds per il solo comparto tecnico. Si, perché il gameplay e la narrazione promettono di essere profonde come da tradizione Obsidian. Dopo pochi passi fuori dall’avamposto incrociamo il nostro primo combattimento. Se si tiene fermo il reticolo del mirino sopra un nemico per un breve secondo, possiamo analizzare le sue caratteristiche, il livello e una breve analisi.

Una volta fatto questo, il combattimento può finalmente iniziare. Anche The Outer Worlds ha un sistema simile allo S.P.A.V. di Fallout, in breve il protagonista può rallentare il tempo, un’abilità unica donata dai postumi del viaggio criogenico effettuato dallo stesso, per raggiungere le frontiere esterne. A differenza di Fallout 4, il gunfight ci è sembrato leggermente più impacciato e legnoso, avvicinandosi inevitabilmente a quello di New Vegas. Sempre come Fallout ci è data la possibilità di sparare a un determinato arto: sparare alle gambe rallenta il movimento dei nemici, sparare alla mano può consentire di disarmare l’avversario e così via. Sempre come la saga nata da Interplay, più otteniamo danni, più rischiamo di ottenere dei malus dedicati alla paura dei robot o del sangue, compensati da perks specifici per bilanciare il tutto.

Raggiunta la fabbrica dove si trova il nostro obiettivo, cominciano una serie di dialoghi per cercare di proseguire senza essere scoperti. Si può mentire, intimidire, parlare normalmente e altro ancora sia con umani che con robot. Il successo delle nostre parole dipendono unicamente da quanto siano sviluppate le nostre abilità. Queste ultime influiscono anche sulle armi in nostro possesso e sui sistemi di hacking. Le abilità si possono migliorare salendo di livello con l’esperienza, ottenibile completando missione, uccidendo nemici e scoprendo luoghi.

The Outer Worlds è un gioco fortemente orientato sulle scelte, non solo nei dialoghi, ma anche nei percorsi. Gli sviluppatori ci hanno mostrato come sotto una cascata vicino alla fabbrica ci fosse un’altra entrata. Esplorare è quindi fondamentale per scoprire luoghi segreti, nonostante il mondo di gioco non sia poi così enorme.

A contornare l’atmosfera del titolo, oltre a un’ambientazione sci-fi western davvero ispirata, è sicuramente il lato humor del progetto. Il gioco di Obsidian è ironico e irriverente, lo dimostrano i dialoghi e alcune particolari originali come delle creature spaziali simili a dei maiali allevati per creare tumori spaziali al gusto di bacon. Insomma follia e un pizzico di esagerazione in questa produzione.

Tirando le somme

The Outer Worlds non ci ha lasciato insoddisfatti, ma sicuramente è rimasto un velo di dispiacere vedere il talento di Obsidian all’opera con un titolo che, potenzialmente, potrebbe essere ancora migliore con il giusto budget. Speriamo che l’acquisizione di Microsoft negli Xbox Games Studios gli permetta realizzare progetti di altissimo spessore. Noi, però,  prendiamo The Outer Worlds così come ci è stato presentato, un GDR con tantissime sfumature di gameplay e dialoghi davvero approfonditi che non vedevamo, appunto, da New Vegas. Tecnicamente e graficamente non è sicuramente un progetto memorabile, ma l’atmosfera space western e il comparto artistico compensano alcuni deficit grafici. Se siete appassionati di giochi come i primi Fallout, allora questo The Outer Worlds, nonostante la grandezza dell’esperienza, è da tenere decisamente d’occhio, il gioco uscirà il 25 ottobre 2019 per Xbox One, PC e PlayStation 4.