Valve ha recentemente ridefinito in modo sostanziale le linee guida che regolano la trasparenza sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa nei giochi distribuiti attraverso Steam. Le modifiche apportate alle policy mirano a chiarire meglio quali strumenti richiedono effettivamente una dichiarazione pubblica e quali invece rientrano nel normale processo di sviluppo. L'aggiornamento rappresenta un passo significativo nel dibattito sempre più acceso sull'impiego dell'IA nell'industria videoludica.
Le nuove direttive escludono esplicitamente dalla necessità di comunicazione pubblica quegli strumenti basati su intelligenza artificiale utilizzati principalmente per aumentare l'efficienza produttiva, come gli assistenti alla programmazione o altri supporti tecnici allo sviluppo. Simon Carless di GameDiscoverCo ha individuato per primo questi cambiamenti, sottolineando come Valve abbia voluto precisare che "i guadagni di efficienza attraverso l'uso di strumenti di sviluppo basati sull'IA non sono il focus" delle sue iniziative di trasparenza.
Restano invece due categorie ben definite per cui gli sviluppatori sono tenuti a fornire informazioni dettagliate. La prima riguarda l'utilizzo di IA generativa per creare contenuti presenti nel gioco stesso, nella pagina dello store o nei materiali promozionali. La seconda categoria comprende i contenuti generati dall'intelligenza artificiale durante le sessioni di gioco vere e proprie, includendo immagini, audio, testo e qualsiasi altro elemento creato in tempo reale dall'IA mentre l'utente sta giocando.
Dal 2024, Steam ha introdotto l'obbligo per gli sviluppatori di rendere noto l'eventuale impiego di intelligenza artificiale generativa nella realizzazione dei loro prodotti. Questa informazione appare poi sulla pagina del negozio digitale in una sezione denominata "AI Generated Content Disclosure", facilmente consultabile dagli utenti prima dell'acquisto.
I numeri relativi all'adozione di queste tecnologie mostrano un'impennata notevole. Un'analisi condotta nel luglio 2025 ha rivelato che quasi 8.000 titoli pubblicati su Steam nei primi sei mesi dell'anno avevano dichiarato l'utilizzo di IA generativa, a fronte dei circa 1.000 giochi dell'intero 2024. Si tratta di un incremento considerevole che testimonia la rapida diffusione di queste tecnologie tra gli sviluppatori.
Tuttavia, questi dati potrebbero rappresentare solo la punta dell'iceberg. Poiché le dichiarazioni sull'uso dell'intelligenza artificiale rimangono su base volontaria nonostante i requisiti di Steam, è ragionevole ipotizzare che il numero reale di giochi sviluppati con il supporto dell'IA sia superiore alla cifra ufficiale di 8.000 titoli. Molti sviluppatori potrebbero infatti scegliere di non divulgare questa informazione, pur utilizzando strumenti di IA durante il processo creativo.
Un quadro più completo della situazione emerge dal sondaggio annuale della Game Developers Conference, secondo cui la maggioranza degli sviluppatori, precisamente il 52%, lavora attualmente presso aziende che impiegano strumenti di intelligenza artificiale generativa. Questo dato conferma quanto queste tecnologie siano diventate pervasive nell'industria videoludica contemporanea.
Paradossalmente, mentre l'utilizzo pratico continua a crescere, l'entusiasmo verso queste tecnologie sembra affievolirsi. Solo il 9% degli sviluppatori intervistati ha dichiarato che le proprie aziende sono interessate a strumenti di IA generativa, in calo rispetto al 15% dell'anno precedente. Ancora più significativo è l'aumento della quota di chi manifesta completo disinteresse: il 27% delle aziende non ha alcuna intenzione di utilizzare questi strumenti, con un incremento di 9 punti percentuali rispetto al 2024. Questi dati suggeriscono che, dopo una fase iniziale di curiosità, il settore stia sviluppando un approccio più critico e selettivo verso l'adozione dell'intelligenza artificiale.