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Agenzia delle Entrate, come complicare la semplificazione

Ieri l'Agenzia delle Entrate ha annunciato che, dal 23 gennaio prossimo, si potranno fare online sia la dichiarazione di successione che la domanda di volture catastali. Poi, leggendo il comunicato, si scopre che l'iter telematico è così complicato da far venir voglia di mettersi in coda allo sportello.

Solo a leggere la procedura descritta dall'Agenzia delle Entrate viene il mal di mare: "basta utilizzare l'applicativo disponibile sul sito internet dell'Agenzia, installare sulla propria postazione di lavoro il software di compilazione (in modalità stand alone) SuccessioniOnLine, compilare il file, allegare i documenti, salvare, accedere ai servizi telematici ed inviare". E la chiamano semplificazione.

Ieri l'Agenzia delle Entrate ha annunciato che, dal 23 gennaio prossimo, si potranno fare online sia la dichiarazione di successione che la domanda di volture catastali. Evviva. Poi, leggendo il comunicato, si scopre che l'iter telematico è così arzigogolato da far venir voglia di mettersi in coda allo sportello.

Perché complicare una cosa che potrebbe essere risolta con la compilazione di un modulo web? Perché bisogna allegare documenti che sono in gran parte anagrafici, e dunque già in possesso della Pubblica Amministrazione? Perché non è previsto l'accesso tramite SPID (Sistema Pubblico per l'Identità Digitale) che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe essere l'unica porta di accesso ai servizi online della PA? Domande retoriche, si sa che la burocrazia ce la mette tutta per mettere in difficoltà il cittadino e farlo sentire inadeguato, suddito.

È la stessa assurdità raccontata qualche giorno fa dal commissario straordinario per l'Italia Digitale, Diego Piacentini, il cui compito è proprio quello di imporre alla PA un netto cambiamento di rotta. L'esempio fatto dall'ex numero due di Amazon riguarda il passaporto:

"L'ultimo episodio che ho vissuto è stato il rinnovo del passaporto. Scopro che abbiamo il "passaporto elettronico"! Piano piano il mio entusiasmo diminuisce nello scoprire che dal sito posso soltanto prendere appuntamento per presentare la domanda e posso scaricare il modulo della domanda stessa parzialmente compilato (naturalmente mancano le solite informazioni che la pubblica amministrazione già conosce). Scopro inoltre che per presentare la domanda in questura occorre precedentemente acquistare in tabaccheria il bollo per le spese amministrative e andare in posta a pagare l'apposito bollettino (con la solita sovrattassa di 1,50 euro per le poste). Possibile che non sia possibile effettuare il pagamento online o direttamente in questura (bancomat o carta di credito) alla presentazione della domanda? Occorre inoltre presentare le solite 2 fotografie in formato tessera. […] Naturalmente le foto che ho portato vengono allegate alla domanda e una viene scannerizzata (insieme alla mia firma) per essere poi stampata sul passaporto!!! Ma come, mi vengono chieste delle foto tessera che poi vengono scannerizzate? Non era più semplice una piccola webcam per fotografarmi alla presentazione della domanda e avere quindi un'immagine con una migliore qualità (cosa che viene regolarmente fatta in altri paesi europei e non solo!)?"

Sarà Italia Digitale soltanto quando ottenere un servizio online dalla Pubblica Amministrazione sarà facile come acquistare un prodotto su Amazon: due clic e via e, in caso di necessità, un call center che ti risolve il problema in pochi minuti.