Tom's Hardware Italia
Streaming e Web Service

Altroconsumo contro AliExpress: clausole contrattuali contrarie alle norme

Altroconsumo ha segnalato all'AGCM gravi irregolarità nei termini contrattuali della piattaforma e-commerce AliExpress.

Altroconsumo ha segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato presunte irregolarità nei termini contrattuali applicati da AliExpress, la piattaforma e-commerce di Alibaba presente anche in Italia. In verità si sono mosse analogamente sei Organizzazioni del network Beuc (Bureau Européen des Unions des Consommateurs) nei rispettivi paesi europei. L’accusa è piuttosto grave: diverse clausole contrattuali sarebbero contrarie a quanto previsto dalla normativa europea e dal Codice del Consumo.

AliExpress è un marketplace che ospita diversi venditori cinesi, ma “la procedura di liquidazione utilizzata in caso di controversia tra un consumatore e un venditore sulla piattaforma” fa riferimento al tribunale arbitrale di Hong Kong quando invece dovrebbe affidarsi a quello del paese UE dove opera.

Come se non bastasse, l’associazione ha rilevato “il divieto ai consumatori di restituire un prodotto entro 14 giorni senza giustificazione, diritto da tempo sancito in tutta l’UE”. E “non esiste un chiaro riferimento a un periodo minimo di garanzia di due anni che dovrebbe essere comunicato ai consumatori”. Inoltre i termini contrattuali spesso sono disponibili solo in inglese.

“I diritti dei consumatori sono essenziali: è fondamentale proteggere le persone in caso di problemi in fase di vendita e post-acquisto”, sostiene Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo.

“Se Alibaba opera nel mercato dell’UE deve rispettare le regole dei consumatori dell’UE. In caso contrario, spetta alle autorità nazionali intervenire e rendere i termini contrattuali conformi alla legge. Chiediamo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di agire urgentemente. Le piattaforme online che collegano i venditori al di fuori dell’Europa sono sempre più popolari, ma il rispetto dei diritti dei consumatori non è negoziabile”.