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Amazon ha chiesto il permesso di lanciare 3.236 satelliti per il broadband

Il progetto broadband di Amazon sta per partire: tramite la controllata Kuiper è stato richiesto il permesso di lancio alla FFC per oltre tremila satelliti.

Amazon, tramite la controllata Kuiper, giovedì ha chiesto il permesso alla Federal Communications Commission per procedere con il lancio dei suoi  3.236 satelliti dedicati ai servizi banda larga. Questo è il primo passo del colosso statunitense verso la conquista del mercato satellitare dedicato alla connettività Internet: la sfida è di coprire gli Stati Uniti e parzialmente l’Alaska.

“Il sistema di Kuiper copre l’area tra 56 ° N e 56 ° S di latitudine”, si legge nella documentazione, segnalata da Arstechnica. “Di conseguenza, i clienti di tutto il continente americano, delle Hawaii e di tutti i territori degli Stati Uniti avranno accesso ai servizi del sistema di Kuiper, così come i clienti in molti altri paesi all’interno dell’area di copertura. Il sistema di Kuiper non fornirà FSS [servizio satellitare fisso ] nella maggior parte dell’Alaska poiché l’elevata latitudine dello stato è al di fuori dell’area di copertura”.

Nello specifico si parla di satelliti ad altitudini di 590 km, 610 km e 630 km, inserendo il sistema nella categoria di orbita bassa. Un po’ come ha chiesto di fare anche SpaceX per i suoi futuri 12.000 satelliti, OneWeb , Space Norway e Telesat. La peculiarità dell’orbita bassa è di consentire una latenza migliore rispetto ai servizi satellitari tradizionali.

Non è chiaro quando Amazon abbia intenzione di erogare i servizi, ma le norme della FCC prevedono il lancio del 50% dei satelliti entro sei anni dall’autorizzazione e tutti entro nove anni – a meno di deroghe. Indicativamente procederà in cinque fasi e inizierà le operazioni commerciali dopo il lancio di 578 satelliti della prima fase. Ovviamente sono previste anche stazioni terra che saranno collegate alle dorsali in fibra e punti di scambio: il numero sarà analogo a quello dei satelliti.

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“Si tratta di un progetto a lungo termine che prevede di servire decine di milioni di persone prive dell’accesso di base a Internet a banda larga”, ha assicurato Amazon, aggiungendo che intende offrire un servizio a banda larga attraverso partnership con altre società.

Da rilevare però che la prospettiva non è solo quella di fornire connettività residenziale e aziendale, ma anche servizi mobili. Insomma, i piccoli provider potranno approfittarne per raggiungere le aree rurali e quindi sarà da capire se l’azienda si concentrerà solo sulla vendita all’ingrosso o anche consumer.

“Il sistema Kuiper contribuirà a colmare le lacune nella copertura completando gli sforzi dei provider terrestri fissi e mobili e raggiungendo alcune delle aree più remote e difficili da dove spesso è geograficamente difficile o proibitivo dal punto di vista dei costi per i fornitori di servizi terrestri operare oggi “, ha sottolineato Amazon. Il colosso online ha aggiunto che venderà servizi di backhaul ai provider Internet.

Prezzi e prestazioni comunque non sono stati ancora comunicati.