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Amazon Ring, gli attivisti chiedono la fine della collaborazione con la polizia

Circa ‎trenta diverse organizzazioni per i diritti civili hanno scritto una ‎‎lettera aperta ad Amazon‎‎ per chiedere la fine delle partnership con oltre 400 forze di polizia. Oggetto della richiesta è l’uso dei video catturati dal campanello smart Amazon Ring come strumento di sorveglianza. Gli attivisti infatti credono che tale utilizzo esteso costituisca una seria minaccia per i diritti e le libertà civili.

Le associazioni puntano il dito verso l’utilizzo di queste tecnologie come strumenti di sorveglianza delle minoranze. Gli attivisti si rivolgono in particolare a sindaci e consigli comunali, chiedendo ordinanze che mettano fine all’utilizzo di questi strumenti da parte della polizia, e pongano le basi per evitare nuovi accordi di questo tipo in futuro, chiedendo infine ad Amazon stessa più trasparenza su queste questioni.

‎Per quanto riguarda il caso specifico, Amazon offre ‎‎un’app gratuita chiamata Neighbors‎‎, tramite cui i cittadini possono caricare i video ripresi dal campanello smart su una sorta di social network, a cui poi hanno accesso le forze di polizia con cui Amazon ha stretto una collaborazione.‎

Non è comunque la prima volta che Amazon viene chiamata in causa dalle associazioni per quanto riguarda problemi legati alla privacy e alla sorveglianza. Nel recente passato infatti preoccupazioni simili erano state sollevate da un altro accordo, sempre con le forze di polizia, per l’impiego delle sue tecnologie di riconoscimento facciale. Del resto, senza una reale supervisione da parte del Governo non esiste un limite chiaro e definito a ciò che le aziende archiviano, condividono o visualizzano. Se poi nell’equazione rientrano anche le agenzie governative, le preoccupazioni sono inevitabili ed è strano che un Paese che vieta le collaborazioni commerciali con aziende cinesi sospettate di collaborare al programma di sorveglianza di massa della Cina non sia poi attento a cosa avviene in casa propria.

‎Amazon comunque ha già ribattuto alle critiche, sostenendo che gli eventi criminosi si siano ridotti nei quartieri in cui Ring è presente e presumibilmente le collaborazioni sono in atto. Il colosso di Seattle inoltre ha affermato che quelle delle associazioni sono affermazioni “categoricamente false”, perché i cittadini in realtà restano in pieno controllo dei propri dispositivi e dei filmati, condivisi solo su base volontaria, e che l’app gratuita è stata sviluppata solo nell’intento di rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e forze dell’ordine.

Amazon Ring è disponibile anche in Italia, ma qui non ci sono accordi con la polizia, quindi potete usarlo senza alcuna preoccupazione.