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Anche la Francia verso l’Open Source

Il responsabile dell’e-government per il governo francese , Jacques Sauret , punta a un passaggio moderato verso un ambiente open source della Pubblica amministrazione (PA) per ristabilire un principio di concorrenza nei confronti di Microsoft . Il governo intende far migrare circa il 15% dei personal computer della PA verso sistemi aperti . L’ obiettivo […]

Il responsabile dell’e-government per il governo francese , Jacques Sauret , punta a un passaggio moderato verso un ambiente open source della Pubblica amministrazione (PA) per ristabilire un principio di concorrenza nei confronti di Microsoft . Il governo intende far migrare circa il 15% dei personal computer della PA verso sistemi aperti .

L’ obiettivo di questa operazione non è sconfiggere Microsoft, i cui programmi sono adottati dal 99% dei pc delle amministrazioni coinvolte, ma di ” ristabilire la concorrenza “, ha precisato Sauret, che però non ha fornito scadenze precise. “Le diverse amministrazioni devono dotarsi di competenze in materia di postazioni di lavoro open source”, conferma l’agenzia governativa. Viene quindi previsto un budget per la formazione per imparare a utilizzare non più i prodotti Microsoft, ma quelli derivati dal mondo del software libero. Il parco informatico dei ministeri e di altre amministrazioni statali francesi è di circa 600 mila postazioni .

Queste dichiarazioni vengono dopo l’annuncio del piano strategico del governo francese per lo sviluppo dell’e-government , presentato recentemente dal primo ministro e battezzato Adele. Il piano ha un budget di 1,8 miliardi di euro destinato a finanziare 140 progetti , di cui tre legati all’open source.

In particolare la misura 130 , intitolata “Migrazione delle postazioni di lavoro” disciplina, come indica il nome, l’evoluzione che dovranno subire i pc utilizzati nelle PA d’oltralpe e soprattutto i software di cui sono dotati. “Attualmente la fornitura di questi software è in grandissima parte in mano a un editore con posizione dominante che impone la propria ottica e i propri prezzi”, si legge nella nota del progetto. “Tuttavia, ora soluzioni alternative sono fattibili e affidabili. Verrà avviato pertanto uno studio allo scopo, da una parte, di raccogliere e valutare le sperimentazioni realizzate o ancora in corso e, dall’altra, di fornire un contributo alla migrazione tramite una guida “. Il progetto dispone di un budget di 600 mila euro .

Il ministero di Sauret, inoltre, è responsabile dei progetti 127 e 128 , che mirano a elaborare “un insieme di  norme giuridiche che permettano la costituzione di una base di software riutilizzabili liberamente”, in particolare definendo le “licenze conformi a questi principi”. Perciò l’agenzia governativa dovrà curare la realizzazione di una ” piattaforma collaborativa dei servizi destinati agli enti pubblici” che “miri allo sviluppo dei componenti software riutilizzabili”. Anche questi due progetti sono dotati di un budget totale di 600 mila euro .