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Canone RAI trasformato in tassa ineludibile

Trasformare il canone RAI in una tassa da pagare in sede di dichiarazione dei redditi. Secondo Milano Finanza sarebbe una proposta al vaglio del direttore generale RAI, Luigi Gubitosi, il presidente Anna Maria Tarantola e il Governo. Sebbene non si tratti di una novità le fonti avrebbero tirato in ballo la "fiscalità generale", ovvero il caso in cui i contribuenti si fanno carico direttamente di un costo per lo Stato.

Il tema è caldissimo e la sensazione è che questa novità sia stata fatta uscire ad arte per complicare il lavoro di Gubitosi, eletto a luglio grazie alla moral suasion di Mario Monti. L'ex amministratore delegato di Wind ha l'incarico infatti di proporre al consiglio di amministrazione le nomine dei dirigenti di prima e seconda fascia e dei vicedirettori generali. Senza contare l'assunzione, la nomina, la promozione e la collocazione dei giornalisti. E non meno importante la proposta dei palinsesti al CDA. Insomma, è l'uomo con l'incarico più delicato in RAI, sopratutto se si considerano le prossime elezioni di primavera.

Al lupo, al lupo

Ora, è credibile che in un periodo di legislatura così delicato qualcuno in RAI, per altro sponsorizzato da Monti, possa lavorare a una nuova tassa che di fatto possa trasformarsi in un boomerang per il Governo?

Nessuno mette in dubbio i numeri, quindi l'evasione del canone che costa ogni anno alla RAI ben 500 milioni di euro, ma è più probabile che in questo momento si proceda a una razionalizzazione dei costi e al taglio di qualche testa (come annunciato). Probabile anche il sostegno a qualche iniziativa per la lotta all'evasione, ma una tassa nella dichiarazione dei redditi appare fantasia.

Invece bisognerebbe indagare su come verrà accolta l'idea di Gubitosi di ridurre la diaria dei consiglieri Rai con un mensile massimo di 3500 euro. E ancora di più il progetto di svecchiare la struttura. "Se dovessi fare fuori tutte le nomine politiche, lavorerei da solo. Faremo cambiamenti in funzione di competenza, merito ed etica. Se qualcuno si comporta così non vedo perché dovremmo cambiarlo. Cercheremo di ignorarne la provenienza", ha dichiarato il nuovo direttore generale.

''Saremo fermi nel non accettare pressioni dirette o indirette. I consiglieri d'amministrazione devono evitare di fare pressione. Se gli serve qualcosa, possono chiedere a me. Ho detto in azienda che chi riceve pressioni lo deve riferire a me''.

Altro che tassa…