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Sicurezza

Chiede 240 milioni ad AT&T: “Bitcoin rubati per colpa loro”

La chiamano SIM-swap ed è una truffa che negli Stati Uniti è diventata piuttosto comune, con migliaia di vittime ogni anno che si vedono "rubare" il numero telefonico da criminali che riescono a ingannare (o corrompere) gli impiegati delle compagnie telefoniche per trasferire su una nuova SIM il numero della vittima che poi usano per […]

La chiamano SIM-swap ed è una truffa che negli Stati Uniti è diventata piuttosto comune, con migliaia di vittime ogni anno che si vedono "rubare" il numero telefonico da criminali che riescono a ingannare (o corrompere) gli impiegati delle compagnie telefoniche per trasferire su una nuova SIM il numero della vittima che poi usano per vari scopi fraudolenti.

Il caso di Michael Terpin, però, rischia di passare alla storia sia per il danno subito dalla vittima, sia per il costo che potrebbe riversarsi su AT&T, l'operatore telefonico che Terpin ha citato in giudizio per non aver protetto adeguatamente la sua utenza.

Michael Terpin, infatti, usava un sistema di autenticazione a due fattori basato su SMS per gestire il suo wallet Bitcoin, che un pirata informatico è riuscito a violare proprio grazie al "furto" del suo numero di telefono. Il bottino è di quelli che non passano inosservati: 24 milioni di dollari.simswap

Ora il milionario (o ex-milionario) ha fatto causa ad AT&T chiedendo oltre al risarcimento di quanto gli è stato rubato, anche una penale da 216 milioni di dollari.

In attesa che la situazione si risolva, le forze di polizia iniziano a prendere seriamente il problema e hanno annunciato l'arresto di una terza persona in poche settimane facente parte di una banda di sim swappers.

Il primo arrestato è stato coinvolto nel furto di circa 5 milioni di bitcoin con un sistema simile a quello subito da Michael Terpin.

Il secondo arrestato, un 25enne della Florida, faceva parte di una banda di 9 uomini implicati nel dirottamento di numeri di telefono che poi usavano per entrare negli account di facoltosi uomini d'affari.

Il terzo arrestato era, invece, anche lui coinvolto in furti di criptovalute per un totale di circa un milione di dollari.

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