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Corpi artificiali

Pagina 4: Corpi artificiali

Le due personalità extra di Alistair Crompton vengono inserite dentro corpi artificiali, come abbiamo visto, e questo ci porta a un altro grande topos narrativo. Tra le tante, tantissime opere pertinenti, citerei il "ciclo del fiume" di Philip José Farmer, che racconta di una razza di semidei o superuomini capace di resuscitare l'intera umanità di tutta la storia, grazie a una sofisticata tecnologia che permette di registrare la versione elettromagnetica dell'anima impiantandola su corpi del tutto simili a quelli originali.

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Ma perché dovrebbe per forza esistere un corpo? Non potrebbe la nostra anima essere registrata e ricopiata su una memoria digitale e poi fatta agire in un mondo virtuale, tipo quello di Matrix?

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Il breve racconto di David Langford Nuova speranza per i morti (New Hope for the Dead, 2005) parla proprio di un upload post mortem. Una specie di registrazione del nostro io, conservato a lungo termine, che vive in una sorta di Nirvana virtuale, spassandosela a più non posso. Purtroppo la manutenzione costa, e il fondo fiduciario che il protagonista ha stipulato da vivo si sta esaurendo per una serie di tracolli finanziari. Le soluzioni sono o di "zipparlo" in attesa di tempi migliori, o di rallentare la velocità, facendogli perdere però il contatto con i suoi simili morti zuzzurelloni. Alla fine la soluzione trovata è riprendere a lavorare – da morto – per pagarsi la sopravvivenza nell'eternità. Della serie: altro che pensione!

Ci sarebbe anche il tema del cyborg, l'ibrido tra uomo e macchina, ma ci torneremo in un'altra occasione su Retrocult.