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Dronestagram è l’Instagram per i droni

Droni di pace per scattare foto mozzafiato dei più bei posti del mondo e condividerle sui social network. Dronestagram non nasconde, neanche nel nome, la sua ambizione di diventare l'Instagram delle immagini dall'alto. Quelle che nessun fotografo, professionale o in erba, potrà mai immortalare altrimenti.

Droni fotografi, dunque. Ce ne saranno sempre di più, man mano che questi piccoli oggetti volanti muniti di video e foto camera si diffonderanno e saranno alla portata di ogni tasca. I numeri cominciano a diventare importanti: solo Parrot, ad esempio, in meno di tre anni ha venduto cinquecentomila AR.Drone. Semmai dovremo imparare a difenderci dagli eccessi, da voyeur e paparazzi, ma questa è un'altra storia.

Dronestagram è un sito già ben frequentato, a giudicare dalla qualità delle immagini postate dagli utenti. Certo, c'è drone e drone e poi fotocamera e fotocamera, ma non è soltanto questione di hardware e pixel. Un valido scatto aereo dipende da un'infinità di fattori, dalla luce e dal vento. Già, il vento: se ce n'è tanto, il drone scarroccia a scapito della nitidezza.

Anche la scelta dell'inquadratura non è secondaria: se si pilota con il tablet il display più grande facilita il compito, mentre con lo smartphone si perdono i dettagli. Comunque la post-produzione aiuta.

Basta sfogliare la galleria delle foto già ospitate sul sito, suddivise per categorie. Ci sono immagini amatoriali, scenari urbani, panorami, realtà industriali, località turistiche, monumenti e una miscellanea di scatti curiosi. Eric Dupin, francese, promotore di Dronestagram, crede nel successo del suo progetto e rilancia su VentureBeat. Dice di volerne fare la Google Maps della fotografia aerea, mappare il pianeta non dal satellite bensì a poche decine di metri da terra. Mappare, geolocalizzare e aggregare.

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Dronestagram è una startup con appena tre dipendenti ed è in cerca di investitori, ma Eric Dupin non demorde. Dice che i soldi li troverà. Glielo auguriamo. Una geomappa mondiale a volo d'uccello non è una cattiva idea. Intanto restiamo in attesa di una applicazione che permetta un più facile e immediato caricamento delle immagini, mentre continuiamo a sfogliare bellissime foto di castelli, villaggi, spiagge, monumenti e città.

Quanto a voyeur e paparazzi, con la diffusione dei droni occhiuti arriverà, immancabile, anche la piccola contraerea.