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Enel Open Fiber cambia rotta, fibra nei palazzi di 250 città

Enel Open Fiber ha cambiato progetto industriale: grazie all'acquisizione di Metroweb tra il 2016 e il 2021 cablerà in fibra circa 9,5 milioni di case in 250 città. Non si parla più di contatori elettrici, gli investimenti crescono di 800 milioni di euro e il numero di comuni aumenta di 26 unità.

Il colpo di scena si è consumato ieri, con l'approvazione da parte del consiglio di amministrazione dell'integrazione tra EOF e Metroweb, il fornitore di fibra spenta presente nelle piazze di Milano, Genova, Bologna e Torino.

progetto metroweb

In pratica, riducendo la questione ai minimi termini, l'intera operazione è stata possibile perché il 50% della nuova società sarà in mano a Cdp Equity, ovvero l'ex Fondo Strategico Italiano il cui azionista di controllo è la Cassa Depositi e Prestiti – la finanziaria detenuta per l'80,1% dal Ministero dell'economia e per il 18,4% da diverse istituzioni bancarie. Insomma, in qualche modo, lo sponsor è lo Stato. Enel, se qualcuno l'avesse dimenticato, ha il Ministero dell'Economia come principale azionista.

La "nuova" Enel Open Fiber ha deciso di sposare la strategia di Metroweb, che dal 2012 racconta di voler cablare il paese replicando ciò che è avvenuto a Milano. Ovvero procedere con l'acquisizione di operatori fibra locali e parallelamente costruire nuovi tratti in fibra. Nel 2011 il partner ideale sembrava Telecom Italia ma in questi 5 anni non sono mai giunti a un accordo. Metroweb non ha mai trovato il denaro per procedere in autonomia, fino a oggi.

progetto metroweb 2
Il progetto Metroweb del 2012

Enel diceva che avrebbe approfittato del cambio contatori per portare la fibra nei condomini o negli appartamenti. A livello regolamentare non sarebbe stata una passeggiata e quindi non deve stupire che l'iniziativa sia stata accantonata. Non meno importante il fatto che l'asse Telecom-Fastweb avrebbe bruciato sul tempo ogni progetto di sviluppo della rete. La fibra raggiungerà i palazzi (FTTB), dopodiché in una seconda fase si penserà a portarla negli appartamenti tramite le condutture esistenti (elettricità, acqua o telefono).

Questa cosiddetta "seconda fase" scatterà nel momento in cui gli utenti decideranno di abbonarsi al servizio ultra-broadband. Non va dimenticato infatti che Enel Open Fiber rimarrà comunque un fornitore all'ingrosso di fibra spenta e accesa, e non una telco. Fra i suoi clienti sicuramente Vodafone, Tiscali, Wind e probabilmente la francese Iliad. Fastweb sembra essersi sfilata per ora, considerato il recente accordo con Telecom Italia.

Il capitolo dolente di tutta questa storia riguarda i tempi. Le prime 10 città (Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Palermo, Perugia e Venezia) saranno cablate tra giugno 2017 e marzo 2019. Delle altre 200 e fischia non si sa nulla.