Spazio e Scienze

ExoMars, l’Europa sgancia su Marte il lander Schiaparelli

L'Europa è più vicina che mai alla conquista di Marte. La missione ExoMars, decollata il 14 marzo 2016 dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, entra oggi nel clou, con la separazione del Trace Gas Orbiter dal modulo di atterraggio Schiaparelli, e l'inizio della discesa di quest'ultimo. Se tutto andrà come previsto il lander Schiaparelli arriverà sano e salvo sulla superficie di Marte, il Trace Gas Orbiter orbiterà attorno al Pianeta Rosso e ne studierà l'atmosfera.

Artist's concept of Schiaparelli making its final descent Credit ESA

Un passaggio complesso e non del tutto esente da rischi, che sarà importantissimo per sperimentare il sistema di atterraggio del modulo EDM (Entry Descent landing demonstrator Module, soprannominato Schiaparelli in onore dell'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli) con il paracadute e i razzi frenanti. E che prevede la raccolta di informazioni già nella fase di atterraggio su Marte, mediante gli strumenti per lo studio dell'atmosfera marziana che saranno attivati durante la discesa e che invieranno alla Terra i dati raccolti.

Stiamo parlando di una missione storica, che vede impegnate l'Europa (ESA) e la Russia con l'agenzia spaziale Roscosmos. L'Italia è in prima linea grazie all'ASI e al ruolo centrale svolto da aziende italiane come Thales Alenia Space di Torino.

Grafica che mostra le fasi di atterraggio della sonda ExoMars Schiaparelli su Marte Credit ESA ATG Medialab
Grafica che mostra le fasi di atterraggio della sonda ExoMars Schiaparelli su Marte. Credit: ESA/ATG Medialab

Il touchdown sul suolo marziano del lander Schiaparelli dovrebbe avvenire il 19 ottobre, giorno in cui vi proporremo un articolo di approfondimento molto dettagliato, con un'intervista esclusiva. Oggi però iniziano le delicatissime manovre di avvicinamento e sgancio, e un video ufficiale diffuso da ESA mostra come si svolgerà l'atterraggio:

Il lander Schiaparelli, che ha attraversato oltre 50 milioni di chilometri per raggiungere Marte,  entrerà nell'atmosfera marziana a una velocità approssimativa di 21.000 km / h e avrà a disposizione 6 minuti per frenare fino a una velocità che consenta l'atterraggio in sicurezza.

A leggerlo vengono in mente i "sette minuti di terrore" (così li ha soprannominati la NASA) durante l'atterraggio del rover Curiosity, e in effetti non ci siamo lontani perché anche con Schiaparelli ci sarà lo stesso ritardo delle comunicazioni fra Marte e la Terra.

Come spiegato sul sito dell'ESA, le operazioni di Schiaparelli sono controllate da comandi cronodatati caricati in una memoria locale, e che assicurano che il lander svolga tutte le fasi della missione anche quando non è in contatto con un orbiter.

Più in dettaglio, i comandi per le operazioni che il lander dovrà svolgere sono già stati caricati in due set separati: uno il 3 ottobre e un altro il 7 ottobre scorsi. Il primo contiene i timer per l'uscita dall'ibernazione e lo strumento per la scansione temporale delle operazioni. Il secondo lotto contiene il resto della sequenza di comandi. Il direttore di volo dell'orbiter Michel Denis ha spiegato che "il caricamento delle sequenze di comando è una pietra miliare della missione, ottenuta a seguito dell'intensa cooperazione tra il team di controllo della missione e specialisti del settore".

Durante l'atterraggio, i comandi in memoria controlleranno l'espulsione degli scudi di protezione anteriore e posteriore, attiveranno i sensori di discesa che controlleranno la sua altitudine sulla superficie di Marte, a partire da 7 chilometri. Prima apriranno il paracadute di frenata, poi quando il lander si troverà a circa 2 metri sopra alla superficie si attiveranno i tre propulsori a idrazina che rallenteranno ulteriormente la velocità di discesa. Il tutto si dovrà svolgere con la massima precisione per la buona riuscita della missione.

Se tutto andrà per il meglio il 19 ottobre, alle 16:48:11 ora italiana Schiaparelli atterrerà sulla superficie marziana, nella regione Meridiani Planum, una pianura situata in prossimità dell'equatore di Marte.

Una volta che Schiaparelli sarà al sicuro verranno accesi gli strumenti scientifici, che studieranno la direzione del vento, l'umidità, la pressione, la temperatura dell'aria e altro ancora. Le attività scientifiche sono state accuratamente progettate per sfruttare al meglio dell'energia limitata che sarà erogata dalle batterie, e si svolgeranno in finestre temporali indicativamente di sei ore al giorno, quindi non in maniera continuativa. ESA auspica che le batterie reggano per almeno due giorni.

Tutte le misurazioni saranno inviate al Trace Gas Orbiter, di ESA, al Mars Reconnaissance Orbiter, a Mars Odissey, Maven e Mars Express. Gli orbiter a loro volta spediranno le informazioni al Centro di Controllo missione situato a Darmstadt, in Germania (lo stesso da cui abbiamo seguito con il fiato sospeso le fasi della missione Rosetta) e a quelli degli altri orbiter coinvolti.

A parte quanto già detto, l'obiettivo principale di ExoMars è mettere alla prova la tecnologia necessaria per testare le tecnologie che verranno impiegate con il rover ESA che sarà lanciato nel 2020.

Potete seguire l'evento sulla pagina ESA con il live webcast e sulla pagina Facebook dell'agenzia spaziale europea. La diretta oggi inizia alle 16:42 ora italiana, sintonizzatevi!

Aggiornamento domanica 16 ottobre: pochi minuti dopo le 17 ora italiana l'ESA ha confermato via Twitter la separazione del modulo Schiaparelli dall'orbiter.

Aggiornamento domenica 16 alle 17:32: Separazione confermata e segnale acquisito da parte dell'orbiter, manca ancora la telemetria.

Cattura JPG
Aggiornamento di domenica 16 alle ore 19.00: poco fa ESA ha twittato che finalmente è arrivata anache la telemetria, al Centro di Controllo è in corso l'analisi dei dati.
Cattura JPG
Il prossimo aggiornamento è in programma per domani alle 04:42 ora italiana.