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Facebook, 15 milioni di utenti persi dal 2017: fuga o spostamento su altre piattaforme del gruppo?

Se ci limitiamo a prendere in considerazione un dato riportato dalla società di ricerche di mercato Edison Research su Facebook15 milioni di utenti in meno dal 2017 ad oggi nella categoria 12-34 anni – ci potremmo fare l’idea che il social sia in crisi a causa dei tanti scandali legati all’uso improprio dei dati sensibili. Tuttavia lo scenario è più complesso ed articolato e, soprattutto, molto meno negativo per Facebook di quanto appaia.

Secondo il presidente della società, rappresenta un calo significativo, pari al 6% dell’intera popolazione di dodicenni degli Stati Uniti. Anzitutto però va sottolineato che il dato dei 15 milioni di utenti in meno è solo una stima, per di più estrapolata dai dati veri e propri. Ciò significa ad esempio che esso non tiene in conto il fatto che il numero di dodicenni fluttua di anno in anno a causa del normale invecchiamento e soprattutto non prende in considerazione la crescita nello stesso segmento di un altro brand del gruppo, Instagram.

È dunque fin troppo facile fare due più due e affermare che Facebook paga lo scotto di Cambridge Analytica e di altri scandali, perché l’affermazione molto probabilmente sarebbe falsa, o quantomeno parziale. All’indomani della scoperta delle falle nel trattamento dei dati sensibili è ovvio infatti che sicuramente molti utenti abbiano deciso di chiudere il proprio account, ma questo, a livello globale, non sembra aver avuto un impatto significativo sui numeri, tanto che alla fine del 2018 Facebook ha fatto segnare nel mondo un incremento del 9% degli utenti mensilmente attivi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la base è elevatissima, 2,32 miliardi di utenti nel mondo.

Questo non è tutto inoltre, perché Instagram ha raggiunto il miliardo di utenti, mentre oltre 400 milioni di essi ogni mese usano le Storie, un numero più che doppio rispetto al diretto concorrente Snapchat. Insomma gli adolescenti potrebbero aver abbandonato Facebook come servizio, ma non l’azienda, passando infatti per la maggior parte semplicemente ad altri servizi della stessa.

Come abbiamo visto la settimana scorsa del resto Mark Zuckerberg è ben consapevole dei cambiamenti in atto nel mercato dei social e dell’instant messaging, di cui la ricerca di maggior privacy è solo una delle componenti. Forse l’era dei grandi social sta lentamente volgendo al termine, ma quella della comunicazione privata o in piccoli gruppi, più sicura e basata preminentemente su smartphone, è appena iniziata e non potrà che crescere nel tempo e Facebook, con il suo programma di rafforzamento della sicurezza e della configurabilità e l’interoperabilità tra Messenger, Instagram e WhatsApp, appare già pronta a cavalcare la nuova onda.