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Spazio e Scienze

Fra 3 anni i satelliti si costruiranno da soli nello spazio, grazie alla stampa 3D

Una startup chiamata Made In Space sta lavorando a una soluzione per la stampa 3D e l'autoassemblaggio, che dovrebbe essere pronta tra tre anni e che dovrebbe consentire ai satelliti di costruirsi da soli nello spazio, con grandi vantaggi in termini di costi e design.

Se pensiamo all’autoriparazione ci viene subito alla mente lo sci-fi distopico Terminator, ma in realtà la possibilità che in un prossimo futuro satelliti e altri dispositivi hi-tech possano costruirsi e assemblarsi da soli è meno remota di quanto immaginiamo. La startup Made In Space ad esempio sta da tempo sviluppando una soluzione per la stampa tridimensionale e l’autoassemblaggio che nelle previsioni, tra tre anni dovrebbe consentire ai satelliti di costruirsi letteralmente da soli nello spazio anziché a terra.

‎Costruire in questo modo offre infatti molti vantaggi. Anzitutto sarebbe possibile risparmiare volume inviando materiali densi per stampanti 3D anziché voluminosi oggetti già costruiti. Inoltre, se non devi costruire per sopravvivere alle forze traumatiche di un lancio, è possibile utilizzare design più “fragili”, con meno massa e quindi costi inferiori.‎

Stazione Spaziale Internazionale. Crediti: ESA

Ovviamente questo non significa che l’intero satellite sarà realizzato da zero nello spazio partendo solo dai materiali per la stampa 3D (non ancora almeno). Made In Space però è già stata premiata con un finanziamento di oltre 73 milioni di dollari dalla NASA per il suo Archinaut One, che dovrebbe essere pronto entro il 2022 e in grado di assemblare due ali da 10 metri di lunghezza per ospitare i pannelli solari che, non dovendo essere pieghevoli, potranno ospitare pannelli più grandi, in grado di produrre molta più energia rispetto a quelli tradizionali.

In generale le idee sono diverse e tutte molto interessanti da un punto di vista economico. Si va infatti dal produrre fibra ottica nello spazio con una qualità decisamente superiore a quella terrestre a creare nuovi materiali di stampa, ad esempio mescolando il 30% di polimeri e il 70% di polvere lunare per creare materiali estremamente resistenti.