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Il Consiglio UE boccia lo standard Wi-Fi (ITS-G5) per le auto connesse

Il Consiglio europeo ieri a maggioranza ha bocciato la proposta della Commissione UE di adottare il sistema Wi-Fi (ITS-G5) come standard privilegiato per le auto connesse, le comunicazioni fra veicoli e le infrastrutture smart. “La proposta non è passata, essendo stata respinta dalla maggioranza qualificata rinforzata di 21 Paesi, tra cui appunto l’Italia”, ha commentato il Ministero dei Trasporti italiano. “L’approccio della Commissione non garantisce, infatti, la dovuta neutralità tecnologica rispetto all’esigenza di mettere a punto infrastrutture digitali integrate a livello europeo”.

In pratica si sono confermate tutte le perplessità già emerse in sede di Commissioni Trasporti UE e di Europarlamento. La proposta della Commissione UE di adottare Wi-Fi 802.11pp per i sistemi C-ITS (sistemi di trasporto intelligenti cooperativi) per le auto connesse è apparsa non solo poco lungimirante – poiché si tratta di uno standard vecchio con manifeste limitazioni – per di più voluta solo da Volkswagen, Toyota e Renault.

L’alternativa è lo standard C-V2X (Cellular Vehicle to everything) che è sostenuto da GSMA, l’associazione mondiale degli operatori mobili, Deutsche Telekom, Orange, Vodafone, AT&T Daimler, Ford, PSA Group, Qualcomm e Samsung. Insomma, una cordata importante che ha più volte anche ricordato la facile integrazione in prospettiva 5G.

La commissaria ai Trasporti Violeta Bulc ha giustificato nel tempo il favore nei confronti del Wi-Fi (ITS-G5) con l’urgenza di implementazione: consentirebbe infatti una veloce implementazione delle comunicazioni wireless tra auto e anche con le infrastrutture senza troppe complicazioni. GSMA ed European Telecommunications Network Operators Association hanno risposto che il C-V2X non solo è all’avanguardia ma si appresta a essere impiegato sulle prossime auto di BMW, Ford, PSA e altri marchi. Il Wi-Fi 802.11p in effetti risale a 10 anni fa, ha una latenza più alta, vanta potenzialità di sviluppo inferiori e soprattutto non può dialogare con gli smartphone. Per quanto riguarda i tempi di implementazione il C-V2X rimane comunque compatibile con le reti esistenti e quindi i servizi di sicurezza di base sarebbero assicurati; inoltre potrebbe consentire l’inizio di messaggi anche agli utenti smartphone.

Assotelecomunicazioni ha accolto positivamente la posizione del MISE e del MIT al Consiglio europeo sulle auto connesse. “A confronto con il WiFi, le tecnologie di telecomunicazioni 4G-LTE e 5G-NR sono migliori in termini di prestazioni, copertura, costi e sicurezza”, ha precisa in una notta. “Già oggi la tecnologia 4G-LTE è supportata da una amplissima rete di infrastrutture che copre tutto il territorio nazionale, come autostrade, strade urbane e aree rurali. In prospettiva, gli obblighi di copertura associati all’utilizzo delle frequenze 5G prevedono il raggiungimento della medesima copertura territoriale”.

“Oggi l’Europa, con questa decisione, ha consentito di scegliere liberamente quali tecnologie utilizzare per la realizzazione dei sistemi intelligenti per il controllo e la sicurezza dei trasporti veicolari”, ha dichiarato il presidente di Asstel, Pietro Guindani. “L’approvazione dell’atto delegato avrebbe negato questa libertà, favorendo sistemi WiFi con prestazioni inferiori ai sistemi cellulari 5G. Accogliamo con soddisfazione il fatto che tale valutazione sia stata condivisa dal Governo italiano e dalla maggioranza qualificata dei Governi europei. Questa decisione e’ un precedente importantissimo che segna il consenso per l’utilizzo delle reti 5G quale infrastruttura di base aperta e interoperabile per soddisfare le esigenze di potenzialmente tutte le imprese nei vari settori “verticali” dell’economia e dei cittadini nella fruizione di servizi intelligenti, sia pubblici che privati”.