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Il Wi-Fi a 5 Ghz accende la guerra tra provider e Ministero

Per il Wi-Fi italiano non c'è davvero tregua: dopo anni di ritardi per la sua diffusione, adesso la tegola frequenze. "Qualche milione di utenti Internet, connessi alla rete mediante tecnologie Wi-Fi, da un giorno all'altro potrebbero rimanere tagliati fuori dalla rete, ovvero di nuovo digital divisi", ha tuonato Assoprovider due giorni fa. Adesso pare che il Ministero per lo Sviluppo economico stia preparando una risposta e il sottosegretario alle telecomunicazioni Giacomelli una soluzione.

Il nodo è quello delle frequenze a 5 Ghz che il Ministero vorrebbe regolamentare in senso più restrittivo, con gravi effetti collaterali per il Wi-Fi. Quelle porzioni di spetto oggi non regolamentate hanno consentito alle aziende del settore di spingere l'acceleratore sullo sviluppo wireless, soprattutto se si considerano i ponti radio.

Wi-Fi

"Va ricordato che gli operatori WISP, senza fruire di alcun finanziamento pubblico, hanno consentito il superamento del digital divide (esclusione dall'accesso ad Internet) in vaste aree di nessun interesse per i grandi operatori, esercitando di fatto una funzione pubblica di rilievo", sottolinea il presidente dell'associazione Dino Bortolotto.

La sensazione è che non vi siano esigenze tecniche o legislative particolari per cambiare le attuali regole "altrimenti non si capirebbe l'incoerenza esistente tra quanto sta accadendo al MISE e i bandi nazionali e regionali per le reti wireless passati e quelli tutt'ora pubblicati sui portali interessati (es. INFRATEL ndr)", dice Bortolotto.

Assoprovider si batterà affinché gli WISP italiani possano continuare a usare le frequenze dei 2,4 GHz, 5GHz per realizzare reti di accesso ad internet da postazione fissa (comunicazioni pubbliche da postazione fissa) e per connettere Access Point del medesimo WISP. Senza contare l'uso delle frequenze dei 17GHz, 24GHz come backbone per gli WISP e l'uso delle frequenze dei 2,4GHz, 5GHz, 17GHz, 24GHz, per "interconnettere" infrastrutture di rete di operatori della comunicazione.