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Iliad punta a sganciarsi dal roaming di Wind Tre: è una priorità

Ieri l'AD di Iliad Benedetto Levi in Commissione Lavori pubblici del Senato ha sottolineato che la priorità al momento è di diventare un operatore indipendente, sganciato dal roaming di Wind Tre.

La priorità di Iliad è di sganciarsi dal roaming di Wind Tre e diventare realmente indipendente. “Per noi è di primaria importanza”, ha dichiarato ieri l’AD Benedetto Levi in Commissione Lavori pubblici del Senato. L’impegno è “con tutti i principali fornitori del settore per sviluppare la nostra rete e diventare al più presto un operatore indipendente, con l’obiettivo di avere, a fine 2019, 3500 siti installati“.

Vi sono però degli ostacoli. “Ci scontriamo come operatore su due cose: i limiti delle emissioni elettromagnetiche che sono di un livello estremamente inferiore rispetto a tutti gli altri paesi europei e la disomogeneità dei regolamenti urbanistici in Italia“, ha spiegato Levi. “A seconda del Comune e della Regione ci troviamo ad affrontare procedure estremamente diverse che vanno a rallentare lo sviluppo della nostra infrastruttura”.

La Commissione del Senato in questo momento si sta occupando anche del Ddl trasparenza tariffaria. Uno dei nodi è quello dell’eventuale divieto di rimodulazione entro 6 mesi dalla stipula del contratto. Levi ha assicurato che Iliad è “allineata con lo spirito della norma” e in effetti la trasparenza tariffaria senza sorprese è uno dei cavalli di battaglia della sua campagna marketing. Però concorda sul fatto che bisognerebbe “chiarire meglio la portata della norma, ovvero se questo divieto è riferito ai primi 6 mesi oppure è totale”.

Il Sole 24 Ore ha ricordato stamani sulle sue pagine che Fastweb, ascoltata dalla Commissione sull’argomento, ha concordato sul principio di trasparenza. L’auspicio per Lisa Di Feliciantonio, responsabile relazione media e public affair, però è che venga applicato sia sui servizi residenziali che mobili. “Se dopo i 6 mesi dalla sottoscrizione del contratto fossimo impossibilitati a modificarne le condizioni, ci troveremmo in una situazione paradossale in cui il mio fornitore può aumentare i prezzi e io no”, ha sottolineato Di Feliciantonio. Insomma, bisognerà considerare anche le esigenze degli operatori virtuali che sono condizionati dalle politiche tariffarie attuate da quelli strutturati.