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Julian Assange sarà estradato in Svezia: è finita?

Julian Assange, il patron di Wikileaks, sarà estradato in Svezia per affrontare il processo che lo vede accusato di stupro e aggressione sessuale. Stamani l’Alta Corte di Londra ha confermato in appello la sentenza di estradizione dello scorso febbraio.

I cartelli che vestivano il Palazzo di Giustizia con scritte come “Liberate Assange, Liberate Manning. Finitela con le guerre” non sono bastati. I giudici Ousley e Thomas hanno confermato l’attendibilità delle richieste della Giustizia svedese

Julian Assange

Com’è risaputo, a Stoccolma, ci sono due donne che ritengono lo “spione” informatico più famoso del mondo responsabile di reati sessuali: sostengono infatti di aver subito violenze nell’agosto del 2010. Il mandato di cattura europeo spiccato lo scorso inverno pare essere inciampato nel garantismo anglosassone. La prima udienza londinese di febbraio ha portato agli arresti domiciliari – presso la casa di campagna di un amico piuttosto ricco – e a un primo sì all’estradizione. I legali di Assange si sono appellati sostenendo la tesi del complotto internazionale.

Oggi la Corte di Londra ha detto che Assange dovrà lasciare il paese entro 10 giorni e farsi giudicare in Svezia. Il rischio è che possa poi essere ulteriormente estradato negli Stati Uniti per rispondere del reato di spionaggio.

Il recente blocco delle pubblicazioni su Wikileaks, le casse vuote e adesso la sconfitta di Assange lasciano intendere che siamo giunti al capitolo finale di questa incredibile vicenda. Sempre che l’epilogo non nasconda l’ennesimo colpo di scena: la Difesa ha 14 giorni per decidere se appellarsi alla Corte Suprema.