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La rivoluzione vocale dei podcast

La voce è l’elemento principale della comunicazione, tra le prime cose che impariamo a fare all’inizio delle nostre vite e di fondamentale importanza per narrare e raccontare storie. In passato i racconti servivano per tramandare tradizioni e culti di generazione in generazione; oggi abbiamo raggiunto un livello più avanzato e innovativo di comunicazione, in cui esiste un legame intimo tra narratore e ascoltatore.

L’epoca odierna si contraddistingue dalla continua mancanza di tempo, da momenti sempre meno intensi e brevi dove la voce diventa il simbolo di una comunicazione “lenta”, grazie ai podcast, protagonisti della nuova comunicazione aziendale mirata al coinvolgimento e alla fidelizzazione dei clienti.

Il mercato dei podcast continua a far segnare numeri strepitosi all’estero: l’Interactive Advertising Bureau, ovvero l’associazione di riferimento per la pubblicità, ha stimato che i ricavi sugli investimenti adv sul podcast supereranno il miliardo di dollari nel 2021.

Il trend è in crescita anche in Italia. La ricerca Nielsen conferma tale risultato e attesta che nel 2019 il segmento podcast ha registrato uno sviluppo molto importante, con 1,8 milioni di ascoltatori in più rispetto all’anno precedente. Risultato raggiunto grazie alla facilità di usufruire di tali contenuti: che sia alla guida, mentre si prepara il pranzo o la cena, ci si allena a casa o in palestra, ascoltare un podcast audio può diventa sempre più un’abitudine del consumatore odierno, attento a investire il proprio tempo su contenuti di qualità. Interessante peraltro verificare come l’età media si sia abbassata: se all’inizio erano principalmente i 35enni ad ascoltare i podcast, oggi anche i giovanissimi apprezzano i contenuti originali, ovvero quelli pensati esclusivamente per l’ascolto.

“Nella strategia di comunicazione aziendale, puntare a contenuti audio e al Branded Entertainment serve a differenziarsi in un mercato sempre più attento all’autenticità e alle emozioni. Web series, cortometraggi, advergaming, sono molteplici le varianti e le declinazioni del branded entertainment che sta rendendo il podcast il compagno ideale delle nostre attività quotidiane”. Ad affermarlo è Francesco Tassi, CEO di VOIS, uno dei pionieri del podcasting in Italia, che attesta come i brand si stiano approcciando sempre più costantemente al Branded Entertainment per differenziarsi in un mercato sempre più attento all’autenticità e alle emozioni.

L’obiettivo del Branded Entertainment non è quello di promuovere un prodotto, ma di trasmetterne i suoi valori, raccontare la mission e contribuire a sviluppare l’identità aziendale, creando un vero e proprio legame tra il consumatore e una marca e migliorando la percezione del brand, effetto che porta positività e contribuisce a costruire e consolidare relazioni significative con le audience di riferimento.

Tra gli esempi più recenti “Prime Svolte”, un podcast di storytelling creato per il marchio MINI che incrocia la narrazione con i racconti dalla voce dei personaggi che li hanno vissuti. Una nuova scuola, la prima vittoria, il primo tatuaggio, il primo viaggio, il primo bacio, voci diverse, storie che emozionano, perché raccontano le paure, il timore legato ad una nuova sfida, le prime volte che ci rendono vivi, umani e che ci fanno crescere.