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L’amica olografica risolverà problemi, bye bye Siri

Dal Giappone arriva Gatebox, il punto di incrocio tra intelligenza artificiale, domotica e cultura pop: si tratta in pratica di un assistente digitale come Amazon Echo o Google Home, che si manifesta però sotto forma di ologramma con l'aspetto di un personaggio degli anime nipponici.

A prima vista potrebbe sembrare un semplice gadget da nerd e passare inosservato, tranne che dagli appassionati di anime. Ad analizzarlo bene, Gatebox di Vinclu è molto di più: è l'intersezione tra assistente digitale, domotica, Internet of Things, Intelligenza Artificiale e solitudine metropolitana, il tutto shakerato con tanta cultura pop. Gatebox infatti è un assistente digitale basato su un'IA come i vari Apple Siri, Microsoft Cortana o Google Assistant, anche se il riferimento diretto più prossimo sono prodotti come Amazon Echo o Google Home. Però ha la particolarità di manifestarsi e interagire con l'utente tramite un ologramma che riproduce l'aspetto di personaggi degli anime nipponici.

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Il dispositivo in pratica consente non solo di effettuare ricerche o porre domande su curiosità e ottenere risposta senza dover utilizzare il Web e i motori di ricerca, ma anche di gestire tutte le funzioni domestiche, a patto ovviamente di avere in casa oggetti "smart" compatibili. Il tutto però viene gestito da un'IA che avrà un suo carattere specifico, quello appunto del personaggio tramite il quale si rappresenta.

Il primo disponibile è Azuma Hikari, una giovane ragazza di vent'anni, a quanto pare molto attenta a tutte le esigenze del suo proprietario. Il personaggio ha anche una propria pagina Web con un manga che ne racconta la storia e il modo in cui viene invitata ad attraversare le dimensioni per accasarsi sulla Terra.

Potremmo quindi definire Gatebox quasi come una waifu pensata per i giovani single metropolitani del nuovo millennio, che non solo non hanno tempo per le faccende di casa, ma probabilmente nemmeno per i rapporti sociali o quantomeno per quelli personali. Attualmente ci sembra la cosa più vicina a Rei Toei, la cantante virtuale basata su un'Intelligenza Artificiale che si manifesta attraverso un ologramma, protagonista di Aidoru, romanzo del 1997 di William Gibson. Ma potremmo considerarlo anche come un moderno genio della lampada, chiuso però in una sorta di "frullatore" hi-tech (l'aspetto del dispositivo infatti lo ricorda un po').

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Al di là della sottile inquietudine che può sollevare l'immagine di un giovane uomo che "conviva" con un'immagine olografica, per quanto intelligente possa essere, Gatebox ci sembra comunque un prodotto interessante (anche se dal prezzo inavvicinabile, parliamo di circa 2700 dollari), che anticipa in chiave pop alcuni trend del futuro, in cui le IA che gestiranno le nostre case e le nostre attività quotidiane si manifesteranno tramite un qualche tipo di avatar anche nel mondo concreto. A noi l'idea piace e a voi?