Tecnologia

Legami tra cancro e smartphone, nuova ricerca fa discutere

Ma insomma utilizzare lo smartphone provoca davvero il cancro o almeno alcuni tipi, o no? Stando alle anticipazioni di un lavoro vastissimo e non ancora concluso sui topi da parte dello statunitense NTP (National Toxicology Program) sembrerebbe di sì.

Dai dati parziali emergerebbe infatti una prima evidenza scientifica della relazione tra l'uso dello smartphone e l'insorgenza di alcuni tipi di tumore al cervello e al cuore. Tuttavia la comunità scientifica per il momento ha accolto in maniera scettica queste prime conclusioni, perché ci sono diversi aspetti poco chiari, che al momento non sembrano molto convincenti.

Nonostante infatti i diversi gruppi di topi presi in considerazione siano stati esposti a livelli elevatissimi (1,5 W/Kg, 3 W/Kg e addirittura 6 W/Kg) sull'intero corpo e per tutta la loro vita per ben 18 ore al giorno organizzate in cicli di 10 minuti di esposizione e 10 di non esposizione l'evidenza di insorgenza di tumori è stata definita "debole".

radiazioni smartphone

Si tratta di livelli di esposizione decisamente superiori a quelli a cui è esposto mediamente chiunque utilizzi uno smartphone: la maggior parte dei modelli in commercio ha infatti un tasso specifico di assorbimento inferiore a 1 W/Kg.

Inoltre a far sollevare un sopracciglio agli altri scienziati è la mancanza totale di tumori nel gruppo di controllo non esposto e soprattutto negli esemplari femmina, un fenomeno inspiegabile e mai osservato prima d'ora.

La questione come sappiamo è molto dibattuta ma i risultati preliminari del tutto inattesi resi noti dall'NTP, sembrano portare acqua al mulino di coloro che perorano una maggiore precauzione, come ad esempio l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che ha classificato come cancerogeni gli smartphone.

La stessa NTP tuttavia ha precisato che i risultati resi noti sono molto parziali e che altri, attualmente in corso di revisione, saranno diffusi soltanto nei prossimi mesi.

smartphone tumori 500x364

Diverse altre ricerche epidemiologiche, l'ultima delle quali pubblicata proprio pochi giorni fa dal Centro australiano per la ricerca sui bio-effetti dell'elettromagnetismo hanno invece escluso connessioni.

"Anche se è solo nella fase preliminare, questa ricerca da un contributo al dibattito sull'effetto delle radiofrequenze sulla salute umana", ha detto Rodney Croft, direttore del centro australiano.

"Ci sono alcune cose che vanno chiarite. È per esempio controintuitivo che i topi che hanno manifestato il tumore siano vissuti più a lungo di quelli sani. Così come è strano che nel gruppo di controllo, non sottoposto a radiazioni, non si sia manifestato alcun caso di cancro. Infine, i risultati dell'esperimento dell'National Health Institute discordano sia con il tasso di incidenza di tumori osservato negli esseri umani, sia con tutti gli altri studi del genere condotti sui topi usando livelli di esposizione alle radiazioni ben più alti di quelli consentiti per le persone. La comunità scientifica ha bisogno di conoscere meglio i dettagli di questa ricerca per poterla valutare seriamente".