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Spazio e Scienze

L’India è la discarica mondiale dei rifiuti elettronici

Tra produzione locale e trasporto illegale dall'Occidente, l'India raccoglie fino al 90% della spazzatura elettronica mondiale.

L'India è la più grande discarica mondiale di rifiuti elettronici. Secondo il dottor Assa Doron dell'Australian National University (ANU) School, la mancanza di regolamentazione e la crescente cultura dell'usa e getta hanno portato il paese asiatico a diventare un vero e proprio immondezzaio per il cosiddetto "e-waste".

"L'India è diventata la discarica del nostro e-waste. Di tutto – computer, telefoni, televisori e elettrodomestici – sono illegalmente esportati in India. Il paese è diventato anche un grande hub di consumatori, dove un sacco di prodotti elettronici vengono smaltiti dato che anche l'India sta adottando una società usa e getta".

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Crediti: Sean Gallagher

"In Occidente ci piace buttare via le cose e dimenticarcene. Ci impegniamo in rituali quotidiani di riciclaggio, ma i beni elettronici finiscono nei paesi del terzo mondo".

Secondo l'Environment Programme 2015 delle Nazioni Uniti fino al 90% della spazzatura elettronica mondiale è portata in India illegalmente, e ciò si aggiunge alla crescente produzione di scarti a livello nazionale ogni anno.

Secondo il professor Dipesh Chakrabarty l'e-waste è solo una delle crisi globali che stanno sorgendo mentre ci muoviamo in una nuova era geologica chiamata Antropocene, in cui l'attività umana è quella che influenza maggiormente clima e ambiente.

Chakrabarty ritiene che il modo migliore per affrontare il problema sia agire localmente piuttosto che come specie. Non ritiene infatti che l'umanità riesca ad affrontare i grandi temi come specie. "Questo è il motivo per cui è molto importante che i problemi globali siano tradotti in problemi che abbiano un senso locale".

"Per esempio, in una zona dell'Australia in cui si estrae carbone la gente potrebbe non essere così interessata ai cambiamenti climatici, ma potrebbe essere preoccupata per l'inquinamento".

"India e Cina sono le due nazioni, a causa delle loro dimensioni, che decideranno il futuro del pianeta. Se non rinunciano a combustibili fossili e carbone siamo tutti spacciati".